La Commissione europea ha annunciato ieri l’erogazione di 189 milioni di euro alla Moldova nell’ambito del Reform and Growth Facility, segnando un nuovo passo avanti nel percorso di avvicinamento del Paese all’Unione europea. Il pagamento arriva dopo il completamento di 24 riforme considerate prioritarie da Bruxelles e si inserisce in una strategia più ampia volta a rafforzare la resilienza economica e istituzionale di Chișinău.
Attraverso il Reform and Growth Facility, l’Unione sostiene riforme economiche, istituzionali e sociali nei Paesi candidati all’adesione. Nato nel contesto delle politiche di allargamento e vicinato, si tratta di un pacchetto da circa 8 miliardi di euro rientrante nella rubrica dell’azione esterna del Quadro Finanziario Pluriennale, che ammonta nel complesso a 110,6 miliardi.
Dei 189 milioni stanziati per la Moldova con la decisione di ieri, la maggior parte confluiranno direttamente nel bilancio statale, mentre 16 milioni saranno destinati a progetti di investimento attraverso lo strumento Neighbourhood Investment Platform. L’erogazione si aggiunge ai 289 milioni già forniti nel 2025, confermando il crescente impegno finanziario dell’Unione nel sostenere il Paese.
“La Moldova ha ancora una volta rispettato i suoi impegni verso l’Unione”, ha dichiarato la commissaria europea per l’Allargamento Marta Kos. “Le riforme attuate producono benefici concreti, dalla riduzione della burocrazia al miglioramento dei servizi digitali fino a un ambiente più pulito. Quando i nostri partner mantengono gli impegni, anche l’Unione deve fare la sua parte”.
Le riforme realizzate coprono un ampio spettro di ambiti, tra cui la semplificazione amministrativa per le imprese, il rafforzamento della cybersicurezza, la digitalizzazione dei servizi pubblici e il miglioramento della trasparenza di bilancio. Bruxelles ha sottolineato inoltre i progressi nel contrasto alle frodi e nel rafforzamento del sistema giudiziario, elementi chiave nel processo di avvicinamento agli standard europei e da tenere sotto ulteriore osservazione dolo scandalo corruzione verificatosi recentemente in Ucraina.
Parallelamente al sostegno finanziario, la Commissione ha rilanciato il proprio impegno per attrarre investimenti privati nel Paese, con un invito a manifestare interesse aperto fino a giugno 2026. L’obiettivo è costruire un insieme strutturato di progetti strategici in grado di sostenere la trasformazione economica della Moldova e favorire la sua integrazione nel mercato unico europeo.
L’iniziativa si inserisce nel quadro del Piano di crescita per la Moldova, che prevede oltre 150 riforme entro il 2027. Tra le priorità individuate figurano la transizione energetica, lo sviluppo dell’agroindustria, la modernizzazione della manifattura, l’innovazione digitale e il potenziamento delle infrastrutture.
Particolare attenzione è riservata al settore energetico, dove Chișinău punta a rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti e ad accelerare l’integrazione con il mercato europeo, anche attraverso nuove interconnessioni con la Romania e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Allo stesso tempo, il Paese mira a consolidarsi come hub logistico regionale, sfruttando la propria posizione geografica tra Unione europea e Ucraina.
Il bando lanciato dalla Commissione non prevede finanziamenti automatici, ma intende facilitare il dialogo tra imprese e istituzioni finanziarie europee e internazionali. I progetti candidati dovranno avere un valore minimo di 10 milioni di euro e garantire una quota di cofinanziamento privato pari ad almeno il 15%.
In un contesto geopolitico segnato dalla guerra in Ucraina e dalla crescente competizione per l’influenza nello spazio post-sovietico, il rafforzamento dei legami economici tra Unione europea e Moldova assume anche una valenza strategica. Bruxelles punta a sostenere la stabilità del Paese e a consolidarne l’orientamento europeo, mentre Chișinău cerca di tradurre le riforme in crescita economica e attrattività per gli investitori.
Se tali operazioni non troveranno intoppi, sarà più facile per la Moldova completare rapidamente i capitoli dell’acquis richiesti per aderire all’Unione europea, e Chișinău non si troverà disorientata, ma già ben integrata nel sistema, una volta divenuta Stato membro.

