Mentre domenica era in pieno svolgimento il referendum nazionale del Kazakistan sull’adozione di una nuova Costituzione, il presidente Kassym-Jomart Tokayev ha colto l’occasione per affrontare alcune questioni chiave riguardanti il futuro politico del Paese e il suo posto in un mondo turbolento.

Quando il presidente ha parlato, i dati preliminari sull’affluenza avevano appena superato la soglia richiesta del 50% nel primo pomeriggio: il voto è stato quindi considerato valido, aprendo la strada alla possibile adozione di quella che Tokayev ha definito una “risposta tempestiva alle sfide globali”.

I primi risultati mostrano la prevista vittoria dei sostenitori della nuova costituzione, con la percentuale dell’86,7% annunciata durante la notte secondo gli exit poll. L’affluenza è stata comunicata al 70,98%. I risultati finali sono attesi entro sette giorni.

Il referendum, il secondo in quattro anni, chiedeva agli elettori di approvare una nuova costituzione complessiva redatta in poco più di un mese. Pubblicato il 12 febbraio, il documento di 96 articoli propone il passaggio da un Parlamento bicamerale a un Kurultai unicamerale, il ripristino della vicepresidenza, l’elevazione del kazako a principale lingua dello Stato e la priorità a innovazione, intelligenza artificiale e digitalizzazione. Se approvata, entrerebbe in vigore il 1° luglio, segnando la terza costituzione del Kazakistan dall’indipendenza e mirando a favorire una stabilità di lungo periodo in una regione scossa da pressioni economiche e geopolitiche.

Le dichiarazioni di Tokayev durante un incontro con i giornalisti il giorno del voto hanno offerto uno sguardo sul suo pensiero strategico. Smentendo le voci di elezioni presidenziali anticipate – alimentate dalle speculazioni secondo cui la nuova costituzione potrebbe azzerare i limiti di mandato – ha affermato con fermezza che il prossimo voto presidenziale si terrà come previsto nel 2029.

“Non c’è alcuna necessità di tenere elezioni presidenziali anticipate”, ha dichiarato ai giornalisti, sottolineando la continuità della regola del mandato unico di sette anni introdotta nel 2022. Questa rassicurazione arriva mentre circolano ipotesi secondo cui le riforme potrebbero indirettamente prolungare la sua influenza, sebbene la bozza mantenga il limite di mandato senza espliciti azzeramenti.

Rispondendo alle critiche sulla rapidità con cui è stato redatto il testo, Tokayev ha difeso la tempistica come necessaria in un mondo in rapido cambiamento. “Il mondo sta cambiando rapidamente e noi dobbiamo adattarci”, ha affermato, indicando l’instabilità globale come giustificazione per un’azione rapida. Ha inoltre accennato alla decisione del Kazakistan di aderire al Board of Peace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, presentandola come una mossa pragmatica per rafforzare la posizione internazionale del paese e attrarre investimenti.

“Questa partecipazione apre porte alla cooperazione e sottolinea il nostro impegno nella costruzione della pace”, ha osservato Tokayev, evidenziando i recenti risultati economici, tra cui un PIL nel 2025 di 306 miliardi di dollari che ha proiettato il Kazakistan tra le prime cinquanta economie del mondo.

Forse l’aspetto più interessante è stato quando Tokayev ha commentato l’escalation del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, lodando il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per le sue scuse ai paesi del Golfo dopo gli attacchi alla navigazione nello Stretto di Hormuz. Tuttavia, ha riconosciuto anche l’autorità limitata di Pezeshkian: “C’è un presidente che formalmente è capo dello Stato, ma non è lui a decidere”.

Questa osservazione, pronunciata nel giorno del referendum, ha una risonanza implicita con la storia delle transizioni di potere in Kazakistan. Tokayev ha messo esplicitamente in guardia contro la “doppia leadership”, facendo riferimento ai disordini del gennaio 2022 — scatenati dall’aumento dei prezzi del carburante e da malcontenti più profondi — che provocarono oltre 200 morti e portarono al consolidamento del suo potere a scapito del predecessore Nursultan Nazarbayev.

“Dobbiamo evitare qualsiasi forma di doppio potere per garantire la stabilità”, ha sottolineato, presentando la nuova costituzione come una salvaguardia contro tali divisioni.

I dati sull’affluenza diffusi durante la giornata hanno mostrato una partecipazione costante, con variazioni regionali che riflettono sensibilità ancora presenti. Almaty — epicentro delle proteste del 2022 — ha registrato un coinvolgimento particolarmente basso, con un’affluenza di poco inferiore al 33%, evidenziando sacche di scetticismo o disimpegno nei centri urbani. Gli osservatori internazionali dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, della Comunità degli Stati Indipendenti e della Assemblea parlamentare degli Stati turchi hanno lodato l’organizzazione del processo, sebbene alcuni abbiano osservato che la breve durata della campagna ha limitato il dibattito.

Se approvata, la nuova costituzione avvierebbe un reset istituzionale. L’attuale Parlamento verrebbe sciolto il 1° luglio e il presidente Tokayev dovrebbe annunciare entro un mese — quindi entro l’inizio di agosto — elezioni per il Kurultai unicamerale. Queste dovrebbero svolgersi entro due mesi dall’annuncio, probabilmente tra la fine di agosto e l’inizio di settembre 2026. Questa tempistica consentirebbe di eleggere circa 145 deputati tramite liste di partito, semplificando la governance ma potenzialmente ridisegnando il panorama politico, in linea con l’enfasi di Tokayev sull’efficienza.

Le dichiarazioni di Tokayev combinano ottimismo e cautela, presentando le riforme come essenziali per rispondere alle minacce esterne — dalle interruzioni energetiche dovute ai conflitti regionali alla più ampia rivalità tra superpotenze — rafforzando al contempo l’unità interna. L’esito del referendum potrebbe consolidare la visione di Tokayev di uno “Stato centrato sui cittadini”, che dia priorità a sovranità, tecnologia e stato di diritto, mentre naviga tra i “cigni neri” nel lago imprevedibile della politica globale.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

The using Party credits the source Party prominently (EUAlive)

, , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *