Il Parlamento europeo ha adottato le raccomandazioni sulla crisi abitativa che sta affliggendo i Paesi dell’UE, chiedendo misure come la riduzione della burocrazia e incentivi fiscali. La relazione finale della Commissione speciale sulla crisi abitativa è stata adottata con 367 voti favorevoli, 166 contrari e 84 astensioni.

La relazione sottolinea che milioni di europei si trovano ad affrontare condizioni di vita precarie a causa della crisi abitativa e chiede iniziative dell’UE per contribuire ad affrontare l’aumento dei prezzi e la carenza di alloggi, sostenendo l’edilizia e la ristrutturazione.

Secondo Eurostat, l’ufficio statistico dell’UE, nel 2024 i costi degli alloggi nell’UE hanno superato il 40% del reddito disponibile per quasi il 10% delle famiglie nelle città dell’UE e per il 6,3% delle famiglie nelle aree rurali. Tra il 2015 e il 2024, i prezzi delle case nell’UE sono aumentati in media del 53%. Gli aumenti maggiori sono stati osservati in Ungheria (+209,5%), Lituania (+135%) e Portogallo (+124,4%).

Anche gli affitti nell’UE sono diventati più costosi. Tra il 2010 e il primo trimestre del 2025, i prezzi degli affitti sono aumentati in media del 27,8%. Gli affitti sono aumentati in tutti i paesi dell’UE tranne la Grecia (-11%). Gli aumenti maggiori si sono registrati in Estonia (+220%), Lituania (+184%), Ungheria (+124%) e Irlanda (+115%).

“Una generazione che non può permettersi una casa non può costruirsi un futuro. L’Europa ha una carenza di 10 milioni di case, gli affitti sono aumentati di oltre il 30% e i giovani e le famiglie ne stanno pagando il prezzo”, ha affermato il relatore della relazione sull’edilizia abitativa, l’eurodeputato spagnolo Borja Giménez Larraz (Partito popolare europeo)

Come indicato dall’eurodeputato, per la prima volta in assoluto, il Parlamento europeo sta definendo una tabella di marcia, proponendo un pacchetto di semplificazione dell’edilizia abitativa, permessi più rapidi in 60 giorni, investimenti in competenze, certezza del diritto e tutela per proprietari e inquilini, mobilitazione di investimenti privati ​​e pubblici e maggiore sostegno per i giovani, le famiglie e le persone con disabilità.

Da parte sua, la Presidente della Commissione per l’Edilizia Abitativa, l’eurodeputata del Partito democratico (PD/S&D) Irene Tinagli, ha dichiarato: “L’edilizia abitativa è una priorità sociale fondamentale e nell’ultimo anno la nostra commissione ha dimostrato che la crisi abitativa nell’UE è reale e colpisce le persone in tutti gli Stati membri”.

Tinagli ha osservato che la crisi abitativa ha conseguenze di vasta portata sulla qualità della vita degli europei, “incidendo sulla salute delle persone, sulla coesione sociale e sull’accesso alle opportunità economiche”. A fronte di ciò, per Tinagli, “l’azione dell’UE è essenziale per ripristinare l’equilibrio e l’equità nel mercato immobiliare, perché tutti meritano un posto da chiamare casa”.

Più fondi, meno burocrazia, tutela degli inquilini ma anche lotta all’occupazione abusiva

Gli eurodeputati chiedono che il futuro Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili preveda fondi specifici per la ristrutturazione degli immobili, il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici residenziali e il contrasto alla povertà energetica. Nella loro impostazione, tutti i nuovi alloggi dovrebbero rispettare standard qualitativi precisi, in particolare per isolamento, efficienza energetica e qualità dell’aria.

Sul fronte del mercato immobiliare, il Parlamento europeo richiama l’attenzione anche sulla crescita degli affitti a breve termine e chiede che la futura normativa trovi un equilibrio tra sviluppo del turismo e tutela dell’accesso ad abitazioni a prezzi accessibili. L’idea è fissare obiettivi comuni a livello UE, lasciando però a Stati membri, regioni ed enti locali la flessibilità necessaria per adattare le misure alle diverse realtà territoriali e ai singoli mercati immobiliari. I deputati chiedono inoltre che nelle città europee sia garantita una quota adeguata di edilizia popolare e pubblica, così da aumentare l’offerta di case accessibili per le persone più vulnerabili.

Nella risoluzione il Parlamento UE condanna, inoltre, l’occupazione abusiva di abitazioni e sollecita misure più severe a tutela dei proprietari. Parallelamente, invita gli Stati membri a rafforzare i diritti degli inquilini, assicurando condizioni eque e impedendo aumenti sproporzionati degli affitti.

Tra le misure proposte figurano anche incentivi fiscali a sostegno delle famiglie a basso e medio reddito, l’eliminazione di ostacoli fiscali per chi acquista la prima casa, come le tasse di registrazione elevate, e un regime fiscale che renda più convenienti gli affitti di lungo periodo. Il rapporto sollecita poi maggiori investimenti europei nel settore dell’edilizia abitativa, chiedendo un migliore coordinamento dei fondi già esistenti e la riallocazione delle risorse inutilizzate del Piano di ripresa e resilienza per finanziare la costruzione e la ristrutturazione di alloggi sociali, pubblici, cooperativi e a prezzi accessibili. In questo quadro, gli eurodeputati ritengono anche che un’eventuale revisione delle regole sugli aiuti di Stato dovrebbe facilitare gli investimenti pubblici nell’edilizia sociale, tenendo conto della diversità dei mercati nazionali.

Infine, i deputati chiedono alla Commissione un pacchetto di semplificazione per ridurre la burocrazia nel settore edilizio, con procedure autorizzative più semplici, anche digitali, e un termine massimo di 60 giorni per il rilascio dei permessi. Sul piano industriale, invitano l’UE a rafforzare la propria sovranità nel settore delle costruzioni e delle ristrutturazioni, puntando su prodotti innovativi e sostenibili, sul rafforzamento del mercato unico delle materie prime e su requisiti minimi di origine “Made in EU” per i componenti dei progetti cofinanziati dall’Unione. A questo si aggiunge la richiesta di migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori qualificati attraverso formazione e salari equi, facilitare la mobilità all’interno dell’UE, favorire il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali e, dove necessario, ricorrere anche all’assunzione di lavoratori qualificati provenienti da Paesi terzi.

Per i Verdi e la Sinistra la relazione non contrasta le vere cause del fenomeno

La relazione ha visto forti critiche da parte degli eurodeputati dei gruppi dei Verdi e de La Sinistra che giudicano la relazione troppo favorevole al mercato e ai costruttori, perché non affronta in modo sufficientemente netto le cause strutturali della crisi abitativa — speculazione, finanziarizzazione, carenza di edilizia pubblica e affitti brevi — né introduce misure sociali abbastanza forti per tutelare inquilini e famiglie.

“La relazione della Commissione speciale HOUS sulla crisi abitativa nell’Ue fallisce nel contrastare le vere cause del fenomeno, ossia la speculazione e la finanziarizzazione del settore immobiliare, la carenza di investimenti pubblici in housing sociale e accessibile, la proliferazione incontrollata di affitti brevi turistici, l’assenza di condizionalità vincolanti per garantire un accesso universale e permanente ad alloggi sostenibili”, ha affermato l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Benedetta Scuderi, che siede nel gruppo dei Verdi, la quale ha votato contro il testo.

L’eurodeputata richiama anche alcuni dati per contestare l’impostazione della relazione. “I dati – prosegue Scuderi – parlano di circa 1,3 milioni di persone senzatetto in Ue, di cui quasi 400mila bambini e più del 10% della popolazione urbana che spende oltre il 40% del reddito per l’abitazione”.

A suo giudizio, nel testo mancano il riconoscimento del diritto fondamentale all’abitare, una chiara centralità della componente pubblica e non profit e misure utili a contenere davvero il peso dei costi abitativi sulle famiglie. Scuderi critica, inoltre, l’assenza di strumenti concreti contro gli sfratti forzati e denuncia un impianto che, a suo avviso, apre troppo alla deregolamentazione. In particolare, afferma: “A fronte di ciò, nel testo non c’è traccia del riconoscimento del diritto fondamentale all’abitare, della prevalenza della componente pubblica, non-profit e a scopo limitato di lucro, di norme utili a fare in modo che nessuna famiglia spenda più del 30% del reddito in costi abitativi e di misure concrete contro gli sfratti forzati. Al contrario, si legittima la privatizzazione, si introduce il pericoloso principio del ‘silenzio amministrativo positivo’ per i permessi di costruzione senza adeguate valutazioni di sicurezza e ambientali, si favorisce una deregulation selvaggia”.

Critica anche l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra, Ilaria Salis, che siede nel gruppo The Left. Salis ha richiamato il peso crescente della crisi abitativa, soprattutto in Italia, dove il costo dell’affitto è diventato insostenibile anche per molti lavoratori. “La crisi abitativa è qualcosa che riguarda sempre più persone soprattutto in Italia, tra i non proprietari, che sono ormai il 25%” e che sono colpiti anche “dall’aumento degli affitti”.

Per Salis, “pagare l’affitto in Italia è insostenibile anche per tantissimi lavoratori”. Secondo l’eurodeputata, il testo approvato non fornisce in questo senso risposte adeguate e finisce per favorire gli interessi del settore delle costruzioni, senza intervenire davvero sui nodi sociali della crisi.

Sulla stessa linea l’eurodeputato del Movimento 5 Stelle, Gaetano Pedullà, anch’egli del gruppo The Left, il quale ha chiesto più investimenti pubblici europei e regole più severe contro la finanziarizzazione del mercato immobiliare. Nel suo intervento ha attaccato: “Servono investimenti pubblici europei ambiziosi e regole che fermino la finanziarizzazione della casa. Ma com’è che per la guerra trovate miliardi di euro e per la casa non c’è mai un soldo? Destiniamo più aiuti con i programmi pubblici. Il resto sono solo chiacchiere e regali ai costruttori”.

Per Pedullà, la relazione riconosce la gravità del problema ma non mette davvero in discussione l’impianto di mercato che alimenta la crisi. L’eurodeputato contesta in particolare l’idea che la semplificazione e l’apertura agli investimenti privati possano bastare a rendere gli alloggi più accessibili. “Facilitare gli investimenti privati, deregolamentare e accelerare le procedure non garantirà alloggi a prezzi più bassi e accessibili per tutti. Per il Movimento 5 Stelle, la casa è un diritto sociale fondamentale. Abbiamo bisogno di un ruolo molto più forte dell’edilizia pubblica, di tutele reali per gli inquilini in difficoltà e di misure contro la speculazione e gli alloggi lasciati vuoti”.

[a cura di Simone Cantarini]

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