La Commissione europea ha adottato giovedì 5 marzo la prima strategia dell’Unione dedicata alla giustizia intergenerazionale, con l’obiettivo di rafforzare l’approccio di lungo periodo nelle politiche europee e dare maggiore spazio alle istanze delle giovani generazioni nel processo decisionale. L’iniziativa punta a garantire che le decisioni prese oggi tengano conto degli effetti sul futuro, assicurando un equilibrio equo tra benefici e responsabilità tra le diverse generazioni.

La strategia si inserisce in un contesto internazionale sempre più attento alla pianificazione di lungo periodo, in linea con la Dichiarazione delle Nazioni Unite adottata nel 2024 sulle generazioni future. Al centro del documento vi è l’idea di un “contratto intergenerazionale”, fondato su tre pilastri: politiche pubbliche più eque attraverso l’introduzione di strumenti di valutazione dell’impatto sui giovani, pari opportunità per contrastare le discriminazioni legate all’età, maggiore equità territoriale, affinché il luogo di nascita non condizioni le prospettive di vita.

Si tratta del risultato di un processo partecipativo che ha coinvolto, tra gli altri, un panel europeo di cittadini composto da 150 persone selezionate nei 27 Stati membri, che hanno formulato 24 raccomandazioni per promuovere una maggiore equità tra generazioni. Secondo la Commissione, il documento riflette le proposte di cittadini, organizzazioni e comunità provenienti da tutta Europa.

A monte, c’è l’analisi fatta dalle Nazioni Unite, inserita nell’apposita Dichiarazione, per cui le scelte delle generazioni attuali hanno effetti che si moltiplicano nel tempo e perché queste possano costruire il futuro, è necessario fissare da subito una base solida, in pace, diritti umani, sviluppo sostenibile e consolidamento dello Stato di diritto. I Paesi firmatari – Unione europea inclusa – si sono quindi impegnati nel promuovere azioni inclusive e riduttive di ogni tipo di divario,

Le sfide globali sempre più interconnesse – dai cambiamenti demografici alle trasformazioni geopolitiche, fino alla transizione digitale e alla diffusione dell’intelligenza artificiale – stanno incidendo profondamente sulle opportunità delle generazioni presenti e future, ha fatto notare la Commissione all’interno della propria strategia.

Per questo, l’esecutivo ha previsto anzitutto un pacchetto di strumenti – il “Future Oriented Policymaking” – per promuovere politiche pubbliche “orientate al futuro” nelle amministrazioni degli Stati membri, un sistema di valutazione dell’impatto delle nuove politiche giovanili denominato “Youth Check”, un lavoro del Gruppo europeo sull’etica nella scienza e nelle nuove tecnologie per elaborare raccomandazioni sul futuro digitale equo, sull’IA e sui beni pubblici digitali e la presentazione di una “Longevity Roadmap”, una tabella di marcia per individuare le sfide legate all’invecchiamento e promuovere vite più lunghe, sane e sicure.

Il documento prevede anche l’organizzazione di un forum europeo sulla demografia per favorire il confronto sugli sviluppi demografici e il lancio dell’iniziativa “Voices of the Future”, realizzata in collaborazione con il Comitato europeo delle Regioni, che coinvolgerà autorità locali e regionali nella definizione delle strategie per il futuro dei territori, la promozione di partenariati intergenerazionali attraverso biblioteche, musei, organizzazioni sportive e centri comunitari e il sostegno a iniziativa culturali e sociali.

Inoltre, la strategia intende coordinare e rafforzare diverse iniziative europee già esistenti, evidenziando la natura trasversale della giustizia intergenerazionale. Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della competitività – attuale pallino della Commissione – e la promozione del modello sociale europeo, con interventi che spaziano dall’istruzione inclusiva all’accesso ad alloggi a prezzi sostenibili, dal potenziamento dei sistemi di cura alla giustizia ambientale.

L’iniziativa affonda le sue radici negli orientamenti politici per il periodo 2024-2029 della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha indicato tra le priorità dell’Unione la necessità di garantire che le decisioni attuali non compromettano le opportunità delle generazioni future e di rafforzare la solidarietà tra persone di età diverse e che ha individuato nel maltese Glenn Micallef la persona cui affidare il ruolo di commissario europeo per l’Equità generazionale.

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