L’Islanda tornerà a interrogarsi sul proprio futuro europeo. Il 29 agosto si terrà infatti un referendum sulla prosecuzione dei negoziati di adesione del Paese all’Unione europea. Ad annunciarlo è stata la ministra degli Esteri Þorgerður Katrín Gunnarsdóttir al termine della riunione del governo.
“Questa mattina il governo ha raggiunto un accordo unanime per presentare la risoluzione parlamentare”, ha dichiarato la responsabile della diplomazia islandese.
Secondo quanto riportano i media islandesi, nel corso della riunione dell’esecutivo, Gunnarsdóttir ha presentato una proposta di risoluzione parlamentare per indire una consultazione popolare sulla prosecuzione dei negoziati di adesione dell’Islanda all’UE.
Il testo sarà ora esaminato dai gruppi parlamentari dei partiti di governo, prima di essere discusso all’Althingi, il parlamento islandese, dove la ministra intende sostenerlo già la prossima settimana.
Il referendum porrà ai cittadini islandesi una domanda diretta: se i negoziati per l’adesione dell’Islanda all’Unione europea debbano continuare. Le opzioni previste sulla scheda saranno due: “Sì, dovrebbe continuare” oppure “No, non dovrebbe continuare”.
Secondo la ministra degli Esteri, la decisione finale spetta ai cittadini. “Si tratta di un processo che dipende semplicemente dalla volontà del popolo islandese”, ha affermato Gunnarsdóttir, parlando ai media, sottolineando come il futuro del dossier europeo di Reykjavik sarà determinato dall’esito della consultazione popolare.
L’annuncio di Reykjavik è stato accolto con favore dalla Commissione europea. In un messaggio sul suo profilo X, la commissaria per l’Allargamento, Marta Kos, ha osservato che “ora davanti al popolo islandese si profila una decisione importante”.
“L’Islanda – ha sottolineato la commissaria UE – è già un partner forte e affidabile”, osservando che “in un mondo che cambia rapidamente, l’Unione europea rappresenta un ancoraggio in una comunità di valori, prosperità e sicurezza”.
Per Kos, dunque, “i negoziati di adesione riflettono sempre le specifiche realtà di ciascun Paese candidato”.
Nonostante l’Islanda non sia membro dell’UE i rapporti tra Reykjavik e Bruxelles sono molto stretti. Dal 1994, l’Islanda fa parte dello Spazio economico europeo (SEE) insieme a Norvegia e Liechtenstein, e partecipa quindi al mercato unico europeo adottando gran parte della normativa comunitaria su beni, servizi, capitali e persone.
L’Islanda è inoltre membro dello spazio Schengen e coopera con l’UE in diversi ambiti, tra cui ricerca, ambiente ed energia.
Il Paese aveva presentò la domanda di adesione all’UE nel 2009 un anno dopo la grande crisi finanziaria del 2008, con negoziati avviati nel 2010. Tuttavia, nel 2015 il governo islandese decise di sospendere il processo di adesione senza ritirare formalmente la candidatura.
Tuttavia, negli ultimi anni il dibattito sull’ingresso nell’Unione è riemerso periodicamente, soprattutto in relazione alle questioni economiche, alla pesca e alla sicurezza europea.

