Ridurre gli oneri amministrativi per le imprese di 37,5 miliardi di euro entro il 2030 è l’obiettivo che la Commissione europea si è data con il Report generale su semplificazione, attuazione e applicazione del 2025. Lo ha detto questa mattina il Commissario europeo Valdis Dombrovskis durante la presentazione del report il commissione affari giuridici del Parlamento europeo (JURI), spiegando come, attraverso l’eliminazione degli ostacoli normativi e dei colli di bottiglia, la Commissione europea mira a “ridurre gli oneri amministrativi delle imprese di almeno il 25 % e di almeno il 30 % per le PMI”, che “significa ridurre gli oneri amministrativi di 37,5 miliardi di euro entro la fine del mandato”.
La semplificazione contribuirebbe all’accelerazione della transizione verso un’economia più resiliente, dinamica e innovativa, in grado di realizzare meglio gli obiettivi economici, sociali e ambientali, secondo quanto riportato da Dombrovskis.
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Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo al Programma europeo per la Difesa (EDIP), il nuovo quadro normativo destinato a garantire la disponibilità tempestiva e la fornitura di prodotti per la difesa. Il regolamento, proposto …
Il Commissario ha definito regole più semplici, chiare e meglio applicate come “pezzi cruciali del puzzle per migliorare la competitività dell’Europa e il funzionamento del nostro mercato unico”.
Il report 2025 si articola in sei pacchetti Omnibus divisi per area di interesse: sostenibilità, investimenti, PAC, PMI, preparazione alla difesa e prodotti chimici. “Queste proposte omnibus mirano a ottenere una riduzione di 8,6 miliardi di euro dei costi amministrativi ricorrenti per le imprese e le amministrazioni”, ha detto il commissario lettone. Aggiungendo che consentirebbero, inoltre, un risparmio una tantum di quasi 4 miliardi di euro per le imprese e le amministrazioni.
Semplificazione o deregolamentazione?
L’obiettivo della Commissione europea in questo mandato è chiaro, eliminare le duplicazioni, risolvere le incongruenze e semplificare ulteriormente le norme dell’UE, per un’Europa più semplice e più veloce, come recita lo slogan dell’esecutivo.
Tuttavia, dai banchi del Parlamento europeo si stanno alzando sempre più voci critiche e preoccupate.
La vicepresidente della commissione JURI, l’eurodeputata socialista Lara Wolters, si è detta “estremamente arrabbiata” e ha denunciato apertamente ciò che definisce “il lobbismo più insolente, sfacciato e, francamente, più oscuro che abbia mai visto durante il mio mandato a Bruxelles su questo Omnibus”.
Secondo Wolters, le grandi compagnie petrolifere e di gas statunitensi – come Exxon, Chevron, con la mediazione della società di consulenza Teneo – starebbero esercitando forti pressioni sulla Commissione europea attraverso pratiche che mirano ad aggirare gli esperti della Commissione, neutralizzare gli Stati membri più critici, incoraggiare posizioni estremiste nel Parlamento europeo e persino spingere il relatore a schierarsi con l’estrema destra.
“La Commissione ha fatto esattamente ciò che queste compagnie volevano in quella chiamata Tavola rotonda sulla competitività” ha detto Wolters. “E cosa volevano? Una proposta debole, ovviamente, che consentisse loro di smantellare ulteriormente Omnibus 1”.
L’eurodeputata ha ricordato che anche la Mediatrice europea (Ombudsman) Teresa Anjinho aveva sollevato contestazioni sul processo che aveva preceduto Omnibus 1, identificando casi di cattiva amministrazione da parte della Commissione.
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La questione sulla deregolamentazione era stata sollevata anche dall’onorevole Brando Benifei (S&D) in merito alla proposta dell’esecutivo europeo di ridurre la burocrazia nelle leggi sulla privacy e sul digitale, nel tentativo di aprire la strada all’innovazione Made in Europe nel campo dell’intelligenza artificiale. Benifei, che è stato il relatore dell’AI Act – il primo atto legislativo a livello mondiale che regola l’intelligenza artificiale – aveva definito la proposta della Commissione una “capitolazione normativa mascherata da competitività”.
In un’intervista ad Euractiv Italia, Benifei ha rilasciato dichiarazioni simili alle affermazioni fatte oggi da Wolters: “Le big tech hanno fatto pressioni senza sosta fin dall’inizio dell’AI Act. Questo (Digital) omnibus offre loro vittorie concrete”. “Non sono piccoli aggiustamenti tecnici, sono esattamente ciò che l’industria chiedeva” ha ribadito l’eurodeputato.
Non è un mistero che l’industria americana porti avanti attività di lobbying verso l’Unione europea, tuttavia, adesso, iniziano ad essere molti gli eurodeputati che si dicono preoccupati per la salvaguardia degli interessi europei.
“Le regole digitali europee diventano sempre più una leva politica americana. La vera autonomia strategica richiede sistemi affidabili di cui i cittadini possano fidarsi” concludeva Benifei.
La Commissione cerca il dialogo
La Commissione ha introdotto un nuovo strumento politico di consultazione con l’obiettivo di migliorare l’attuazione delle norme.
“Abbiamo lanciato i Dialoghi sull’Attuazione come nuovo strumento di consultazione,” ha spiegato Dombrovskis, che ha riportato come nel periodo di riferimento, siano stati tenuti 28 dialoghi che hanno coinvolto oltre 550 stakeholder diversi, tra cui rappresentanti dell’industria, PMI, parti sociali e autorità locali, al fine di identificare gli ostacoli all’attuazione.
Anche su questo si è alzata una critica dai banchi di JURI da parte di Dainius Žalimas (Renew) che ha chiesto al Commissario come l’esecutivo intensa rafforzare la partecipazione delle autorità regionali e locali, definendo il loro coinvolgimento “fondamentale per migliorare la qualità, la legittimità e l’efficacia degli sforzi di attuazione”. Žalimas che ha chiesto direttamene a Dombrovskis, nel concreto, come possa garantire che la semplificazione non sfoci nella deregolamentazione.
Le procedure di infrazione per assicurare l’enforcement normativo
Sul fronte dell’applicazione del diritto UE, Valdis Dombrovskis ha ribadito la volontà della Commissione di mantenere una linea “ferma ma cooperativa”, privilegiando il dialogo con gli Stati membri prima di passare alle procedure formali.
L’uso dei dialoghi pre-infrazione, anche detti “EU Pilot”, è aumentato nel periodo di riferimento, con un tasso di risoluzione del 67% dei casi senza necessità di aprire un’infrazione vera e propria. Parallelamente, Bruxelles ha avviato 373 nuove procedure di infrazione, l’87% delle quali legate al recepimento incompleto o errato delle direttive, e ne ha chiuse 345.
Gli Stati europei fanno pressione per ridurre i costi e riorganizzare l’apparato UE
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Resta in crescita anche il ricorso al contenzioso: la Commissione ha presentato 45 nuovi ricorsi alla Corte di Giustizia e ha richiesto sanzioni pecuniarie in 15 casi.
Dombrovskis ha concluso sottolineando che l’efficacia dell’azione europea non sarà misurata dal numero di norme adottate, ma dalla loro capacità di produrre benefici concreti senza creare burocrazia superflua.
“Le persone e le imprese” ha affermato il Commissario “ci giudicheranno su questo. Per riuscirci serve un impegno condiviso tra istituzioni e Stati membri”.


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