La crescita dell’e-commerce e l’esplosione dei piccoli pacchi che arrivano ogni giorno nell’Unione europea stanno cambiando profondamente il panorama della sicurezza dei prodotti. Secondo la Commissione europea, oltre 15 milioni di piccoli pacchi entrano quotidianamente nel mercato europeo, un flusso che nel 2025 è aumentato del 26% rispetto all’anno precedente. In questo contesto, ha avvertito il commissario europeo per la Democrazia, la Giustizia, lo Stato di diritto e la Protezione dei consumatori Michael McGrath, cresce anche la presenza di prodotti non conformi: quasi tre quarti dei beni pericolosi segnalati provengono da Paesi extra-UE, in particolare dalla Cina.

È in questo quadro che Bruxelles ha presentato la relazione annuale su Safety Gate, il sistema europeo di allerta rapida per i prodotti non alimentari pericolosi, che consente alle autorità nazionali di vigilanza del mercato di scambiarsi informazioni e intervenire rapidamente per bloccare o ritirare prodotti rischiosi.

Nel 2025 il sistema ha registrato 4.671 allerte, il numero più alto dalla sua creazione nel 2003, di cui ben 1.193 dalla sola Italia. Il dato rappresenta un aumento del 13% rispetto al 2024 e più del doppio rispetto al 2022. In media si tratta di circa 90 segnalazioni a settimana.

Parallelamente è cresciuto anche il numero di interventi adottati dalle autorità nazionali. Le azioni di follow-up sono state 5.794, con un aumento del 35% rispetto all’anno precedente. Queste misure includono il ritiro dei prodotti dal mercato, il blocco alle frontiere, il richiamo dei prodotti già acquistati dai consumatori o la rimozione delle inserzioni dalle piattaforme di vendita online.

Secondo la Commissione, l’aumento delle notifiche riflette anche una maggiore efficacia del sistema di cooperazione tra le autorità di vigilanza del mercato nell’Unione europea e nello Spazio economico europeo, rafforzato dall’entrata in vigore del General Product Safety Regulation. La normativa stabilisce che tutti i prodotti venduti nell’UE, sia online sia offline, devono essere sicuri indipendentemente dal loro Paese di origine.

Cosmetici e giocattoli tra i prodotti più segnalati

La categoria di prodotti più frequentemente notificata nel 2025 è stata quella dei cosmetici, che rappresentano il 36% delle allerte complessive. Seguono i giocattoli con il 16% e gli elettrodomestici e le apparecchiature elettriche con l’11%.

I rischi legati alla presenza di sostanze chimiche pericolose restano la principale causa delle notifiche, pari al 53% del totale. Seguono il rischio di lesioni (14%) e quello di soffocamento (9%).

Nel caso dei cosmetici, quasi otto allerte su dieci sono state collegate alla presenza di BMCHA (acronimo di Butylphenyl Methylpropional), una fragranza sintetica utilizzata per shampoo, lozioni e detergenti vietata nell’Unione europea perché può causare irritazioni cutanee e avere effetti nocivi sul sistema riproduttivo. Le autorità nazionali hanno inoltre segnalato per la prima volta casi di smalto per unghie contenente TPO (acronimo di ossido di difenil trimetilbenzol fosfina), un foto-iniziatore comunemente utilizzato nei prodotti cosmetici, in particolare in quelli che richiedono una polimerizzazione tramite lampada UV o LED, come i gel e gli smalti semipermanenti. Il TPO è stato vietato dall’UE nel settembre del 2025 perché può rappresentare un rischio per la salute prenatale e provocare reazioni allergiche.

Il ruolo delle piattaforme digitali

Uno degli elementi centrali evidenziati dalla Commissione riguarda il ruolo crescente delle piattaforme online nella distribuzione di prodotti non conformi. Con l’entrata in vigore del regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti, i marketplace che operano nel mercato europeo devono registrarsi nel portale Safety Gate e indicare un punto di contatto unico per le autorità.

Entro la fine del 2025 più di 1.200 marketplace online risultavano registrati nel sistema, un passaggio che secondo la Commissione è essenziale per consentire interventi rapidi contro i prodotti pericolosi venduti sul web.  Le autorità possono così ordinare direttamente la rimozione degli annunci dalle piattaforme di e-commerce o il richiamo dei prodotti già acquistati dai consumatori.

Durante la presentazione del rapporto, McGrath ha illustrato alcuni casi concreti segnalati nel sistema nel corso del 2025. Tra questi figurava una bambola contraffatta destinata a bambini piccoli, le cui mani e piedi potevano staccarsi facilmente creando un rischio di soffocamento. Il prodotto, individuato dalle autorità francesi, è stato rimosso dalla vendita online, anche dal marketplace di TikTok.

Un altro caso riguardava un peluche del personaggio “Toothless” della serie How to Train Your Dragon, proveniente dalla Cina. I test hanno dimostrato che alcune parti potevano staccarsi facilmente, mentre l’imbottitura risultava facilmente accessibile ai bambini. Il giocattolo è stato ritirato dalle vendite su AliExpress. Sempre dalla Cina proveniva un seggiolino gonfiabile per l’acqua destinato ai bambini, notificato dall’Austria. L’oggetto conteneva elementi di gioco che lo facevano apparire come un giocattolo, mentre secondo le norme europee tali dispositivi devono essere semplici ausili per l’apprendimento del nuoto. Anche questo prodotto è stato rimosso dal marketplace Amazon.

Infine, tra i prodotti segnalati figurava un set di lame per tagliaerba proveniente dalla Cina e notificato dalle autorità estoni. I rivetti che fissavano le lame potevano rompersi durante l’uso, con il rischio che i coltelli si staccassero e venissero proiettati verso l’utilizzatore o verso chi si trovava nelle vicinanze. Il prodotto è stato ritirato sia dalle piattaforme online sia dal mercato.

Nuovi strumenti di sorveglianza del mercato

Per rafforzare i controlli anche nel commercio digitale, la Commissione ha introdotto nuovi strumenti tecnologici di monitoraggio. Tra questi figura l’eSurveillance Webcrawler, un sistema automatizzato che consente alle autorità di individuare online prodotti già segnalati nel database Safety Gate.

Nel 2025 il sistema ha analizzato oltre 1,6 milioni di siti web, individuando più di 20.800 pagine contenenti prodotti potenzialmente pericolosi. I consumatori possono inoltre segnalare direttamente eventuali problemi attraverso il portale Consumer Safety Gateway.

Guardando al futuro, la Commissione sta preparando insieme alle autorità nazionali una nuova indagine coordinata sulla sicurezza dei prodotti nel 2026 per verificare la conformità al regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti.

Bruxelles sta inoltre lavorando a un aggiornamento delle norme sulla vigilanza del mercato e sulla conformità dei prodotti, che confluirà nella futura legge europea sui prodotti, prevista entro la fine dell’anno. L’obiettivo è rafforzare ulteriormente i controlli e garantire che nel mercato unico entrino solo prodotti sicuri e conformi alle norme europee.

Come ha sottolineato McGrath, il sistema Safety Gate dimostra la capacità dell’Unione europea di reagire rapidamente ai rischi emergenti e di coordinare le autorità nazionali per proteggere i consumatori. “I prodotti che entrano nelle nostre case, nelle scuole e nei luoghi di lavoro devono essere sicuri”, ha affermato il commissario, evidenziando che l’UE continuerà a rafforzare gli strumenti di controllo per proteggere 450 milioni di consumatori europei.

Dalla Cina il 43% dei prodotti notificati

Nel rapporto emerge con particolare evidenza il ruolo della Cina come principale origine dei prodotti segnalati nel sistema. Secondo i dati presentati dalla Commissione, il 43% dei prodotti notificati nel 2025 è stato fabbricato in Cina.

Rispondendo alle domande dei giornalisti, il commissario McGrath ha spiegato che Bruxelles sta intensificando la cooperazione con le autorità cinesi per migliorare il rispetto degli standard europei. Durante una visita a Pechino lo scorso novembre, il commissario ha incontrato le autorità doganali e l’amministrazione cinese per la regolazione del mercato, chiedendo maggiore collaborazione per individuare l’origine dei prodotti non conformi e rimuoverli dalla catena di distribuzione.

“Quando un prodotto pericoloso viene notificato e proviene dalla Cina, è fondamentale che le autorità possano risalire al produttore o al venditore e assicurarsi che venga rimosso dal sistema”, ha spiegato il commissario europeo.

Per migliorare la conoscenza delle norme europee tra produttori e venditori, la Commissione ha inoltre avviato un programma di formazione congiunto UE-Cina sulla sicurezza dei prodotti, destinato agli operatori della catena di approvvigionamento e ai marketplace online.

Il caso dell’Italia

Come già accaduto nel rapporto Safety Gate del 2024, anche in quello del 2025 emerge un numero particolarmente elevato di allerte provenienti dall’Italia ben 1.193 in crescita rispetto ai 1.089 registrati nel 2024. Secondo McGrath, questo dato non indica necessariamente una maggiore presenza di prodotti pericolosi nel Paese, ma piuttosto un sistema di vigilanza particolarmente attivo.

Per quanto riguarda le categorie di prodotti segnalati, in Italia il 92% degli alert riguarda i cosmetici, il 2% giocattoli e apparecchi e dispositivi elettrici e il 4% altre categorie di prodotti.

“Prendo questo dato come un’indicazione che il sistema italiano è molto attivo e robusto”, ha spiegato il commissario. Le allerte riflettono infatti le misure adottate dalle autorità nazionali contro prodotti pericolosi individuati sul proprio mercato, mentre le notifiche di follow-up riguardano i controlli effettuati per verificare se prodotti segnalati da altri Stati membri siano presenti anche sul mercato nazionale.

La capacità di segnalare allerte e di effettuare controlli dipende dalle priorità e dalle risorse disponibili a livello nazionale, motivo per cui esistono differenze tra gli Stati membri. Tuttavia, ha ricordato McGrath, il funzionamento del sistema Safety Gate si basa proprio sulla cooperazione tra le autorità nazionali, poiché le segnalazioni di un Paese possono contribuire a proteggere i consumatori in tutta l’Unione.

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