Il dibattito di oggi in plenaria a Strasburgo rivela una convergenza tra i gruppi pro-europei (PPE, S&D, Renew, Verdi) sulla nuova proposta della Commissione dello Scudo europeo per la democrazia, uno strumento che punta a difendere la democrazia europea dalle interferenze straniere e dalla disinformazione.

Nel dibattito di questa mattina sulla proposta dello “Scudo europeo per la democrazia”, la cosiddetta “maggioranza Ursula” si è ritrovata compatta nel denunciare i rischi sistemici derivanti dalla disinformazione e dalle manipolazioni algoritmiche, sostenendo la proposta dell’esecutivo europeo.

Per il PPE, Andrey Kovatchev ha sottolineato come la libertà senza responsabilità sia “vulnerabilità”, puntando il dito contro la “macchina russa” che sfrutta gli algoritmi per minare la fiducia nei processi elettorali, citando i casi recenti di Bulgaria e Moldavia. “Per questo chiediamo alla Commissione di implementare in modo coerente il DSA per le grandi piattaforme. Non parliamo solo di regolamentazione, ma di proteggere i nostri valori democratici fondamentali” ha concluso l’eurodeputato bulgaro.

Ancor più netta la posizione dei Socialisti & Democratici (S&D) con Ana Catarina Mendes, che ha denunciato come il dibattito pubblico sia distorto da algoritmi che “favoriscono contenuti falsi per profitto”, esortando la Commissione a usare il Digital Services Act (DSA) senza ulteriori esitazioni. “Vogliamo uno Scudo europeo per la democrazia forte e ambizioso per proteggere il nostro spazio digitale” ha detto la socialista portoghese, riferendosi alla proposta della Commissione.

Bruxelles presenta lo Scudo europeo della democrazia

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Dalle fila di Renew, l’ex giornalista Helmut Brandstätter ha lanciato un duro affondo contro Elon Musk, paragonando la gestione di X a un sistema stradale dove “l’auto più aggressiva ha sempre la precedenza”. Secondo Brandstätter, Musk “vuole discorsi d’odio” e la Commissione deve rispondere con una legislazione ancora più severa.

Anche Alexandra Geese dei Verdi, che fa parte della Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia del Parlamento europeo (EUDS), ha accusato Putin, Trump e Musk di aver dichiarato guerra all’UE tramite i social media, chiedendo indagini su come X declassi i partiti pro-europei, ma, allo stesso tempo, ha criticato la stessa Commissione.

“La persona che potrebbe lottare oggi non è nemmeno in aula: la vicepresidente esecutiva Vestager ha cose più urgenti da fare che ascoltare le preoccupazioni dei cittadini”, ha sferzato Geese, denunciando un silenzio che “nutre la tirannia”.

Sulla stessa scia la collega di gruppo Markéta Gregorová (Verdi), che ha definito “irrilevanti” le multe attuali e ha chiesto la creazione di “campioni digitali europei” per uscire dal monopolio hardware e software statunitense e cinese.

Se la maggioranza Ursula chiede più fermezza, i gruppi alla destra dell’emiciclo (PfE, ECR, ESN) hanno attaccato la Commissione definendo lo “Scudo” un cavallo di Troia per limitare il dissenso.

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L’eurodeputato portoghese António Tânger Corrêa dei Patrioti ha accusato l’UE di usare “mezzi dittatoriali” giocando sulla paura dei cittadini. Christine Anderson del partito neonazista Alternative für Deutschland ha parlato di una generale “botfbia”, definendo i bot come semplici volantini digitali e accusando la maggioranza di voler sopprimere l’opposizione politica di destra.

Dai banchi dei Conservatori di ECR Beata Szydło ha espresso il timore che la Commissione utilizzi lo Scudo per imporre il “politicamente corretto” e violare la libertà di parola.

Nelle conclusioni, il Commissario Michael McGrath ha cercato di rassicurare l’aula, rivendicando la recente decisione di non conformità ai sensi del DSA come una “pietra miliare” che dimostra come le violazioni avranno conseguenze. McGrath ha confermato che lo Scudo si baserà sul potenziamento del Centro europeo per la resilienza democratica e su una revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi per proteggere l’integrità elettorale.

Cosa prevede lo scudo europeo? 

Lo Scudo europeo per la democrazia si articola in più ambiti di azione per proteggere il sistema democratico dell’UE dalle minacce ibride e dalle manipolazioni informative straniere.

Il pilastro centrale dell’iniziativa è la creazione del Centro europeo per la resilienza democratica, diretto dal Commissario Michael McGrath, che avrà il compito di facilitare la condivisione di informazioni e collaborerà con il Sistema di allerta rapida gestito dal Servizio europeo per l’azione esterna. Il Centro includerà anche una piattaforma di stakeholder per il dialogo con organizzazioni civiche, accademici, media e fact-checker.

Sul piano normativo, lo Scudo intende potenziare gli strumenti già esistenti come il Digital Services Act (DSA) e l’AI Act, introducendo un “protocollo di crisi” per risposte rapide a campagne di disinformazione su larga scala.

Le misure includono il sostegno al giornalismo indipendente tramite il Media Resilience Programme, una rete di influencer per la sensibilizzazione politica online e nuove linee guida sull’uso dell’IA nei processi elettorali.

Infine, il pacchetto è affiancato da una Strategia per la società civile che prevede lo stanziamento di 9 miliardi di euro (fondo AgoraEU) per sostenere le organizzazioni civiche e promuovere l’alfabetizzazione mediatica dei cittadini, con l’obiettivo di ricostruire la fiducia nelle istituzioni.

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