La Grecia ha annunciato che invierà due fregate e due caccia F-16 a Cipro dopo che domenica due droni iraniani hanno colpito la base aerea della Royal Air Force britannica di Akrotiri.

“A seguito degli attacchi non provocati sul territorio di Cipro, la Grecia… contribuirà in ogni modo possibile alla difesa della Repubblica di Cipro per far fronte alle minacce e alle azioni illegali che si verificano sul suo territorio”, ha affermato il ministro della Difesa cipriota, Nikos Dendias, sottolineando che domani visiterà l’Isola insieme al capo delle Forze armate greche, il generale Dimitrios Choupis, per coordinare meglio la posizione dei due alleati. Secondo quanto riferisce il sito Naval News, una delle due fregate che verranno schierate dalla marina greca è la FDI HN Kimon.

Lunedì mattina, un portavoce del governo cipriota ha dichiarato che due droni senza pilota diretti alla base aerea di Akrotiri sono stati “intercettati con successo”. L’incidente è avvenuto poche ore dopo che la base era stata colpita da un altro drone.

Secondo quanto riferisce il quotidiano greco Ekathimerini, lunedì, un terminal passeggeri dell’aeroporto di Paphos è stato evacuato dopo che un oggetto sospetto è stato rilevato dal radar. Intanto, la presidenza cipriota ha rinviato la riunione dei ministri degli Affari europei che era prevista per lunedì a Nicosia. L’incontro informale avrebbe dovuto trattare l’allargamento e il prossimo bilancio dell’UE.

Nel corso del briefing di mezzogiorno, la Commissione europea ha escluso, allo stato attuale, discussioni sull’eventuale attivazione della clausola di assistenza reciproca dell’UE in seguito all’escalation in Medio Oriente e alle tensioni che coinvolgono Cipro, lo Stato membro più vicino all’area di crisi. Rispondendo alle domande dei giornalisti, la portavoce capo Paula Pinho ha precisato che la questione potrà essere oggetto di confronto nei prossimi giorni nelle sedi politiche previste, ma che “non vi è alcuna discussione in corso” sull’attivazione della clausola.

Quanto alle critiche mosse da alcune voci parlamentari sul ruolo della presidente Ursula von der Leyen in materia di politica estera, Pinho ha difeso l’operato della presidente, affermando che agisce pienamente nel quadro delle sue competenze. La portavoce ha inoltre chiarito la natura del cosiddetto “Security College”, definendolo una riunione ad hoc del Collegio dei commissari convocata quando le circostanze richiedono un confronto specifico su temi di sicurezza. Alla luce degli sviluppi del fine settimana in Medio Oriente, l’incontro servirà a fare il punto sugli impatti in diversi ambiti – dall’energia alla sicurezza in senso ampio, fino alla migrazione – e a valutare eventuali passi successivi nei vari settori di competenza della Commissione.

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