Le conseguenze della guerra russa in Ucraina si estendono ancora una volta oltre il campo di battaglia. Nella giornata di ieri (1° novembre), l’applicazione ucraina Air Alert, utilizzata dalla popolazione per ricevere notifiche in tempo reale sugli attacchi aerei, è stata colpita da un attacco informatico che ha provocato la diffusione di falsi allarmi relativi a minacce nucleari, chimiche e a possibili combattimenti nelle strade. Poche ore dopo, anche Mosca ha denunciato un attacco contro la propria applicazione per le emergenze.

Nello stesso giorno si concludeva la tregua umanitaria concordata nella regione ucraina di Kherson, in vigore dal 27 ottobre per ripristinare l’ingresso di aiuti principalmente nella città di Oleshky. Non ci sono, tuttavia, elementi sufficienti per stabilire un collegamento diretto tra i due attacchi informatici o attribuirli a un’unica regia.

A confermare la compromissione del sistema ucraino è stata la stessa Aeronautica militare di Kyiv, che attraverso Telegram ha invitato i cittadini a mantenere la calma e a non dare credito alle notifiche relative a presunte minacce radioattive. “L’applicazione Air Alert è stata probabilmente oggetto di un’interferenza ostile. Non esiste alcuna minaccia radioattiva”, ha comunicato l’aeronautica. Il portavoce Yuriy Ignat ha successivamente confermato all’agenzia AFP che l’applicazione era stata hackerata.

L’applicazione Air Alert, sviluppata in collaborazione tra il ministero ucraino della Trasformazione digitale e l’azienda tecnologica Ajax Systems, rappresenta uno degli strumenti utilizzati quotidianamente dalla popolazione per ricevere informazioni sui bombardamenti russi.

Secondo il Kyiv Independent, gli utenti avevano ricevuto notifiche relative a possibili attacchi nucleari e chimici, oltre ad avvisi di combattimenti nelle aree urbane. Le autorità regionali hanno invitato la popolazione a non cliccare su eventuali collegamenti sospetti, segnalando anche il possibile rischio di campagne di phishing.

L’Associated Press ha aggiunto che la violazione non avrebbe compromesso i sistemi di comunicazione militari, che funzionano attraverso canali separati. Resta però il problema della fiducia dei cittadini negli strumenti digitali utilizzati per la propria sicurezza: la diffusione di notifiche false può generare panico, compromettere la credibilità degli avvisi ufficiali e rendere più difficile distinguere un pericolo reale da una manipolazione informatica.

Il Centro ucraino per le comunicazioni strategiche SPRAVDI ha attribuito l’attacco alla Russia. Mosca, tuttavia, non ha riconosciuto alcuna responsabilità, anzi, nelle ore successive ha a sua volta denunciato – attraverso il ministero per le Situazioni di emergenza – un “massiccio attacco informatico” alla propria omologa applicazione, che avrebbe permesso agli aggressori di diffondere informazioni false agli utenti. Le autorità russe hanno dichiarato di essere al lavoro per ripristinare il servizio.

Non è stata fornita un’attribuzione dell’attacco e non è stato chiarito se i due episodi siano collegati. La coincidenza temporale, tuttavia, evidenzia come anche i sistemi digitali destinati alla protezione civile siano diventati potenziali bersagli nel conflitto.

Gli episodi riportano al centro dell’attenzione europea la protezione delle infrastrutture digitali e la capacità di rispondere alle minacce informatiche in un contesto di conflitto. Il 9 ottobre, Unione europea e Ucraina hanno tenuto a Bruxelles il quinto Dialogo sulla cybersicurezza, confermando l’intenzione di rafforzare la cooperazione operativa e l’allineamento di Kyiv agli standard europei, con particolare riferimento alla direttiva NIS2 e al Cyber Resilience Act.

La collaborazione comprende anche la gestione delle crisi informatiche, il contrasto alle attività malevole e il rafforzamento delle capacità di risposta agli attacchi. Già a giugno, inoltre, l’Unione aveva esteso all’Ucraina il proprio sostegno di emergenza in materia di cybersicurezza, consentendo a Kyiv di accedere a servizi specializzati di risposta agli incidenti.

Foto di: Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in conferenza stampa [rajatonvimma /// VJ Group Random Doctors, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons]

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