La presidente bulgara Iliana Iotova ha vinto ieri il ballottaggio presidenziale con il 56,6% dei voti, sconfiggendo il candidato filoccidentale Andrey Gyurov, che ha ottenuto il 40,6%, secondo il conteggio parallelo dei voti effettuato da Market Links sulla base del 100% delle schede scrutinate. I dati non comprendono i voti espressi all’estero e i risultati definitivi sono ancora in attesa dello scrutinio ufficiale della Commissione elettorale centrale. Anche altri istituti di sondaggio hanno riportato risultati simili.

Iliana Iotova ha condotto una campagna elettorale su posizioni ampiamente considerate filorusse, sostenendo che la Bulgaria non dovrebbe fornire assistenza militare all’Ucraina, poiché ciò contribuirebbe soltanto a prolungare la guerra e ad aumentare le sofferenze.

Ha affermato ripetutamente che non esiste una soluzione militare al conflitto, che sono necessari negoziati che coinvolgano sia l’Ucraina sia la Russia e che ulteriori finanziamenti e la fornitura di armi più sofisticate all’Ucraina portino soltanto a nuove distruzioni e alla morte di persone innocenti. Si è inoltre opposta alla partecipazione della Bulgaria alla “Coalizione dei Volenterosi” e ha escluso l’invio di truppe bulgare in Ucraina.

Il risultato consegna a Bulgaria Progressista (PB | NI), il partito guidato dal primo ministro Rumen Radev che ha sostenuto la candidatura di Iotova, il controllo della presidenza, che si aggiunge alla maggioranza parlamentare assoluta e al governo già nelle sue mani. Il potere si concentra così nelle mani di un’unica forza politica. “Senza di voi non ce l’avremmo fatta”, ha dichiarato Iotova rivolgendosi a Radev dopo che i risultati sono diventati chiari.

Il risultato rappresenta una vittoria politica per un campo che ha ripetutamente dimostrato un atteggiamento più favorevole nei confronti della Russia e solleva interrogativi sugli equilibri di potere all’interno di uno Stato membro dell’Unione europea e della NATO. Bulgaria Progressista si trova ora di fronte a un’opposizione politica con margini di azione molto limitati.

La campagna elettorale si è concentrata in larga misura sulla posizione della Bulgaria rispetto alla guerra della Russia contro l’Ucraina, sulle relazioni con Mosca e sulla sicurezza nazionale. Una serie di attacchi con droni contro navi commerciali nel Mar Nero ha contribuito ad accrescere l’urgenza del dibattito.

L’affluenza alle urne è aumentata al secondo turno, raggiungendo quasi il 30%, rispetto al circa 23% del primo turno, quando avevano votato 1.525.034 persone su un totale di 6.584.025 elettori registrati.

Il primo turno aveva restituito una competizione molto più equilibrata di quanto previsto dai sondaggi pre-elettorali. Iotova aveva ottenuto il 34,760% dei voti, contro il 31,953% di Gyurov, nonostante le rilevazioni avessero previsto un vantaggio di quasi 20 punti percentuali per la presidente uscente.

Al ballottaggio, il divario si è ampliato considerevolmente. Gli analisti hanno indicato nella mobilitazione degli elettori che non avevano partecipato al primo turno uno degli elementi principali del voto di domenica. Secondo Genoveva Petrova dell’istituto Alpha Research, circa il 20% degli elettori che si sono recati alle urne al ballottaggio non aveva votato al primo turno, per un totale di circa 370.000 persone.

Il ruolo decisivo degli elettori nazionalisti

Il ballottaggio ha inoltre evidenziato come gli elettori dei partiti esclusi dal secondo turno abbiano redistribuito il proprio sostegno. Petrova ha affermato che i sostenitori di Kostadin Kostadinov, leader del partito nazionalista filorusso Rinascita (R | ESN), che si sono recati alle urne domenica, hanno in larga parte seguito il suo appello a sostenere Iotova. Anche Dobromir Zhivkov di Market Links ha individuato in questi elettori uno dei fattori determinanti del risultato, insieme al considerevole afflusso di persone che non avevano partecipato al primo turno.

Allo stesso tempo, Gyurov è riuscito ad ampliare notevolmente il proprio consenso, ottenendo più di 800.000 voti, secondo Petrova. Il suo risultato finale ha superato la somma dei consensi elettorali ottenuti dai suoi sostenitori politici, i partiti filoeuropei Continuiamo il Cambiamento (PP | Renew) e Bulgaria Democratica (DB | PPE), nelle elezioni parlamentari.

Questo risultato è stato determinato in parte dalla mobilitazione dei rispettivi elettorati, ma anche dal sostegno proveniente dagli elettori del partito di centrodestra Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria (GERB | PPE), guidato da Boyko Borisov.

Boryana Dimitrova, un’altra sociologa e direttrice di Alpha Research, ha dichiarato che circa il 70% degli elettori del GERB che hanno partecipato al ballottaggio ha sostenuto Gyurov. Questo gli ha permesso di migliorare considerevolmente la propria prestazione rispetto al primo turno.

Dimitrova ha tuttavia osservato che la mobilitazione dei sostenitori di Gyurov è stata meno marcata a Sofia rispetto al primo turno. L’aumento della partecipazione è risultato più evidente nelle aree periferiche e tra gli elettori tradizionalmente vicini a PB.

Pace contro guerra

Iotova, 62 anni, ha assunto la presidenza quest’anno dopo che Radev si è dimesso per partecipare alle elezioni parlamentari. Ex giornalista ed ex membro del Parlamento europeo, era stata eletta vicepresidente insieme a Radev nel 2016 e nel 2021.

Dopo il primo turno, ha posto la pace al centro della propria campagna elettorale, presentandosi come una “presidente della pace”, non mettendo in discussione l’appartenenza della Bulgaria all’Unione europea o alla NATO, ma opponendosi all’assistenza militare all’Ucraina e sostenendo la necessità di avviare negoziati con Mosca.

Gyurov, 50 anni, banchiere ed ex primo ministro ad interim, ha criticato la politica estera di Radev e invocato una presidenza più attiva, in grado di rappresentare un contrappeso alla concentrazione del potere politico.

La campagna elettorale è stata inoltre oscurata dalle accuse secondo cui il primo ministro Radev avrebbe utilizzato risorse statali e il proprio ufficio per fare campagna elettorale a favore di Iotova, violando presumibilmente la legge elettorale.

“Votiamo per Iliana Iotova, affinché la Bulgaria possa essere in mani sicure”, ha dichiarato Radev. “Domenica sceglieremo tra la pace e la guerra”, aveva aggiunto dopo il primo turno.

La Commissione elettorale centrale ha respinto le accuse dell’opposizione, sebbene il gruppo elettorale di Gyurov abbia presentato ricorso contro la decisione davanti al tribunale.

Foto di: La presidente bulgara eletta Iliana Iotova [Paul Arenberg, X]

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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