La capacità delle raffinerie europee di garantire forniture sufficienti di carburanti, in particolare diesel e combustibili per l’aviazione, rappresenta una questione cruciale per la preparazione militare dell’Unione europea, soprattutto nell’eventualità di un conflitto, secondo il commissario europeo alla Difesa, Andrius Kubilius.
Parlando al termine di un incontro con i rappresentanti dell’industria della raffinazione a cui ha preso parte anche il commissario all’Energia, Dan Jørgensen, Kubilius ha precisato che le attuali disponibilità risultano sufficienti in tempo di pace, affermando che Bruxelles ritiene necessario predisporre un sistema che consenta di aumentare rapidamente la produzione e assicurare riserve adeguate in caso di emergenza.
Il gasolio risulta tra i prodotti energetici maggiormente colpiti dalla crisi provocata dalla guerra, con un forte calo delle esportazioni dal Medio Oriente e dalla Russia, una progressiva riduzione delle scorte e crescenti difficoltà per le raffinerie europee. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), la disponibilità globale di diesel e gasolio è risultata inferiore di 1,5 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre del 2026 e di 1,7 milioni nel terzo, rispetto agli stessi periodi dell’anno precedente.
Il Medio Oriente rappresenta una delle principali cause della contrazione dell’offerta. A settembre, le esportazioni di prodotti raffinati dalla regione sono scese a 1,9 milioni di barili al giorno, contro i 4,7 milioni precedenti al conflitto. La situazione è peggiorata ulteriormente a ottobre: nei primi dodici giorni del mese i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz sono diminuiti a 1,33 milioni di barili al giorno, secondo Vortexa. Particolarmente significativo il caso del Kuwait, importante fornitore dell’Europa, le cui esportazioni di prodotti petroliferi sono scese da quasi un milione a 380.000 barili giornalieri.
Anche la Russia ha drasticamente ridotto le proprie esportazioni di gasolio, passate da 693.000 a circa 140.000 barili al giorno tra luglio e settembre, secondo S&P Global. Il problema principale riguarda i danni alle infrastrutture di raffinazione, che limitano la capacità produttiva. Complessivamente, le esportazioni mondiali di gasolio si sono attestate a 4,7 milioni di barili giornalieri a settembre, 700.000 in meno rispetto all’anno precedente. Medio Oriente e Russia, considerati insieme, hanno registrato una contrazione superiore al 60%, solo parzialmente compensata dall’aumento delle forniture statunitensi e cinesi.
La scarsità di carburante rischia di avere ripercussioni sulla mobilità militare europea, rendendo più complesso garantire il rifornimento dei mezzi e il rapido trasferimento delle forze armate attraverso il continente in caso di emergenza.
Rispondendo a una domanda di Euronews sulla capacità delle attuali scorte europee di sostenere una risposta militare a un’eventuale aggressione, Kubilius ha spiegato che le informazioni relative alle riserve strategiche, tanto di carburanti quanto di munizioni, non sono pubbliche. Non ha quindi fornito indicazioni sul numero di giorni o settimane per i quali le forze armate europee potrebbero operare utilizzando le scorte disponibili.
“Le riserve, qualunque sia il tipo di necessità militare, che si tratti di munizioni o carburanti, ovviamente non sono numeri pubblici”, ha dichiarato. Il commissario ha tuttavia precisato che, allo stato attuale, le forniture risultano disponibili, mentre le esigenze militari rappresentano una quota relativamente contenuta dei consumi complessivi in condizioni normali.
“Durante il tempo di pace, il fabbisogno militare non è molto elevato in termini di consumi generali. Almeno da quanto abbiamo sentito dall’industria, è intorno all’8%. Tuttavia, se arriva una crisi, potrebbe essere molto, molto più alto”, ha spiegato.
Proprio la possibilità di un aumento improvviso della domanda militare rende necessario, secondo Kubilius, non limitarsi alla disponibilità attuale delle forniture, ma preparare un sistema industriale e logistico capace di rispondere a scenari di guerra.
“Dobbiamo garantire che in tempo di pace ci sia abbastanza carburante per l’aviazione, ma dobbiamo anche creare un sistema che ci permetta, in caso di guerra, di aumentare la produzione molto rapidamente e di avere riserve sufficienti per una situazione di emergenza”, ha sottolineato.
La NATO deve poter mobilitare 100mila militari nei primi dieci giorni
Kubilius ha richiamato le esigenze operative della NATO per evidenziare la dimensione della sfida logistica che l’Europa dovrebbe affrontare in caso di conflitto. Secondo il commissario, il modello delle forze dell’Alleanza atlantica prevede la capacità di movimentare e sostenere 100mila militari nei primi dieci giorni di una crisi militare.
“Secondo il modello delle forze della NATO, durante i primi dieci giorni di una crisi militare, la NATO dovrà movimentare e sostenere 100mila soldati. Possiamo immaginare cosa significhi in termini di consumo e produzione di carburanti”, ha osservato l’ex premier lituano.
Il dato evidenzia la necessità di programmare non soltanto le quantità di carburante disponibili in tempo di pace, ma anche i fabbisogni straordinari che deriverebbero da una mobilitazione militare su vasta scala.
Kubilius ha ricordato una frase attribuita al generale statunitense John Pershing, che comandò le forze americane in Europa durante la Prima guerra mondiale: “Le battaglie sono vinte dalla fanteria, le guerre sono vinte dalla logistica”.
“Le forniture di carburante rappresentano la parte più importante di quella che possiamo chiamare logistica. Garantire adeguate forniture di carburante alle nostre forze armate è fondamentale per la nostra preparazione alla difesa”, ha spiegato.
Il commissario ha quindi ribadito che, nonostante gli obiettivi europei di decarbonizzazione, le forze armate continueranno a dipendere dai carburanti tradizionali per un periodo prolungato.
“È evidente che la difesa senza carburante è impossibile. E, come hanno sottolineato oggi gli esperti della NATO, senza i carburanti fossili tradizionali la difesa non sarà possibile ancora per anni”, ha dichiarato.
Secondo Kubilius, questa dipendenza deve essere tenuta in considerazione nella pianificazione della transizione energetica e nella definizione del futuro dell’industria europea della raffinazione.
Carburanti: la Commissione UE al lavoro per aumentare la produzione delle raffinerie europee
Le quattro priorità della Commissione per garantire le forniture militari
Nel suo intervento, Kubilius ha individuato quattro priorità sulle quali la Commissione intende lavorare in collaborazione con gli Stati membri, la NATO e l’industria della raffinazione.
La prima riguarda la disponibilità di una capacità produttiva sufficiente a soddisfare le esigenze militari, comprese quelle relative ai carburanti sostenibili per l’aviazione, che potranno assumere un ruolo crescente nel lungo periodo.
La seconda consiste nel mantenimento di adeguate capacità di raffinazione all’interno dell’Unione europea, considerando sia la trasformazione industriale del settore sia la necessità di preservarne la competitività.
La terza priorità riguarda la capacità di trasportare i carburanti verso le aree nelle quali potrebbero essere necessari durante un’emergenza militare.
Su questo aspetto, Kubilius ha richiamato il pacchetto europeo sulla mobilità militare, attualmente oggetto di discussione tra il Consiglio e il Parlamento europeo, che punta a ridurre gli ostacoli amministrativi, infrastrutturali e logistici agli spostamenti delle forze armate attraverso il territorio dell’Unione.
La quarta priorità riguarda infine la resilienza delle infrastrutture energetiche critiche, che dovranno essere protette da possibili interruzioni delle forniture e da minacce alla loro sicurezza.
Secondo il commissario, l’efficacia della preparazione militare europea dipenderà quindi dalla capacità di integrare produzione industriale, disponibilità di riserve, trasporti e protezione delle infrastrutture.
Rafforzare gli oleodotti verso il fianco orientale della NATO
Particolare attenzione è stata dedicata alle infrastrutture per il trasporto dei carburanti, considerate indispensabili per sostenere le operazioni militari in caso di emergenza.
Kubilius ha indicato la necessità di ampliare le capacità del sistema di oleodotti dell’Europa centrale (Central Europe Pipeline System, CEPS) istituito nel 1958 e sviluppato durante la Guerra fredda per garantire l’approvvigionamento delle forze alleate. La rete si snoda per circa 5.300 chilometri di condotte e vanta una capacità di trasporto di 12 milioni di metri cubi all’anno (equivalenti a circa 33 milioni di litri al giorno). Secondo i dati della NATO, il sistema comprende 29 depositi militari e sei depositi destinati a usi non militari, con una capacità complessiva di stoccaggio di 1,2 milioni di metri cubi. La rete serve soprattutto Francia, Benelux e Germania occidentale, ma non raggiunge direttamente Polonia e Stati baltici, dove la NATO deve oggi poter sostenere rapidamente un’eventuale operazione militare su larga scala.
Come ammesso dallo stesso Kubilius, si tratta di una rete che, secondo il commissario, ha dimostrato la propria efficacia, ma la cui attuale configurazione risponde prevalentemente alle esigenze dell’Europa occidentale.
“Dobbiamo esaminare progetti molto concreti, per esempio come ampliare le capacità del sistema di oleodotti dell’Europa centrale, creato durante la Guerra fredda, che è molto efficace, ma opera, diciamo, nella parte occidentale dell’Europa”, ha spiegato.
L’obiettivo è estendere le infrastrutture in modo da garantire rifornimenti anche al fianco orientale della NATO, dove si concentrano alcune delle principali esigenze di rafforzamento della deterrenza nei confronti della Russia.
“Dobbiamo vedere come possiamo estendere questa infrastruttura per avere forniture anche verso il fianco orientale”, ha aggiunto Kubilius.
Il progetto si inserisce nella più ampia esigenza di rafforzare la mobilità militare europea, non soltanto attraverso il miglioramento delle reti stradali e ferroviarie, ma anche garantendo l’approvvigionamento energetico necessario a sostenere il movimento e le operazioni delle forze armate.
Coordinamento con la NATO e futuro della raffinazione europea
Kubilius ha infine ribadito l’importanza della cooperazione con la NATO per definire le esigenze future di carburanti delle forze armate europee.
Il commissario ha annunciato che la questione delle forniture energetiche sarebbe stata affrontata anche nel corso dei suoi incontri con il Consiglio Nord Atlantico e con il segretario generale dell’Alleanza.
La pianificazione dovrà considerare sia i consumi ordinari delle forze armate sia la possibilità di dover sostenere rapidamente un incremento significativo delle operazioni militari.
Per Kubilius, la sicurezza degli approvvigionamenti rappresenta quindi una componente essenziale della preparazione europea alla difesa, che deve essere integrata nelle decisioni sulla produzione energetica e sulla trasformazione del settore della raffinazione.
L’impostazione illustrata dal commissario alla Difesa si affianca a quella presentata dal collega all’Energia, Dan Jørgensen, che al termine dello stesso incontro ha annunciato l’intenzione della Commissione di lavorare per aumentare la produzione delle raffinerie europee, valutando le proposte avanzate dall’industria per contrastare i rincari dei carburanti.
Le due prospettive riguardano esigenze differenti ma strettamente collegate: da una parte, affrontare nell’immediato le tensioni sui mercati del diesel e del carburante per l’aviazione; dall’altra, garantire nel lungo periodo la disponibilità di capacità industriali e infrastrutture necessarie per sostenere la difesa europea.
Per Kubilius, la preparazione a un possibile conflitto resta infatti una condizione necessaria per preservare la pace, secondo il principio latino si vis pacem, para bellum, ossia “se vuoi la pace, prepara la guerra”.
Didascalia: Nella foto, il commissario UE alla Difesa e allo Spazio, Andrius Kubilius, e il commissario all’Energia, Dan Jørgensen, intervengono in conferenza stampa a Bruxelles al termone del dialogo con il settore della raffinazione. Bruxelles, Belgio, 28 ottobre 2026. EC – Audiovisual Service/Claudio Centonze

