La presidenza del Tribunale di Milano ha diffuso mercoledì 28 ottobre un comunicato in risposta alle critiche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di altri esponenti politici alla decisione della gip Tiziana Landoni di non convalidare il fermo di Youssef Siher. La nota è firmata dal presidente del Tribunale Fabio Roia e dalla presidente della sezione Gip-Gup Ezia Maccora.
Il comunicato definisce le dichiarazioni dei politici “irricevibili” e sostiene che mostrino “una scarsa conoscenza, reale o mascherata, degli istituti giuridici di uno Stato di diritto”. Ricorda inoltre che il giudice è terzo e soggetto soltanto alla legge. La presidenza spiega poi i motivi dell’ordinanza: il fermo non è stato convalidato perché mancano elementi concreti di un pericolo di fuga, mentre la custodia cautelare non è stata applicata perché, allo stato degli atti, non ci sono gravi indizi di colpevolezza per i reati contestati dalla Procura. Il Tribunale precisa che la valutazione non esclude sviluppi delle indagini. Sottolinea inoltre che le decisioni dei giudici possono essere contestate e impugnate con gli strumenti previsti dalla legge, ma che gli attacchi personali ai magistrati vanno respinti. La nota si chiude con la frase “La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale”, con un riferimento diretto alle parole usate da Meloni.
Meloni era intervenuta con un video sui social, definendo “vergognosa” la decisione della gip e una “mortificazione insopportabile” del lavoro delle forze dell’ordine. Siher, 30 anni, ricercatore, è amministratore della chat Telegram e della pagina Instagram “Movimento 17 ottobre”. La Procura gli contesta l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e l’organizzazione violenta di manifestazioni. Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha definito la scarcerazione estremamente grave. Il vicepremier Matteo Salvini ha parlato di scelta “incredibile” e ha chiesto se il giudice pagherà di tasca propria in caso di nuove violenze.
Nell’ordinanza, depositata il 28 ottobre, la gip scrive che Siher non prospetta mai il ricorso ad azioni violente. Dai messaggi emergerebbe piuttosto la volontà di avviare una forma stabile di protesta contro problemi socio-economici che, secondo Siher, le politiche del governo non affrontano. Nell’udienza di convalida, svolta martedì 27 ottobre a San Vittore, Siher si era avvalso della facoltà di non rispondere.
Sulla ricostruzione di Meloni ci sono rilievi di fatto. Secondo alcune testate, il canale Telegram del movimento sarebbe stato creato dopo le proteste e i danneggiamenti, e non prima, come lascia intendere il video della premier.
All’attacco della presidente del Consiglio ha risposto anche l’Associazione nazionale magistrati, che ha espresso solidarietà alla gip e ha parlato di un “attacco scomposto” e di un consueto esercizio di intimidazione. Il leader di Avs Angelo Bonelli ha definito inaccettabile che la premier indichi chi è colpevole e chi no. La mancata convalida non equivale a un’assoluzione e le indagini sul movimento proseguono.

