Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer ha avvertito che il prestito record della Banca europea per gli investimenti (Bei) ad Airbus potrebbe mettere a rischio la tregua commerciale tra Washington e Bruxelles. In una dichiarazione diffusa lunedì, Greer ha affermato che il suo ufficio non ha ricevuto dettagli sul finanziamento nonostante richieste ripetute e ha chiesto che la questione sia risolta il prima possibile, perché introduce “una notevole incertezza” nel commercio transatlantico del settore aerospaziale.
Greer ha detto di aver sperato sinceramente che i sussidi europei ad Airbus che distorcono il commercio fossero ormai un capitolo chiuso. Ha ricordato che l’intesa sospendeva i dazi in cambio dell’impegno reciproco a finanziare i produttori di grandi aerei civili a condizioni di mercato e che la Bei ha concesso ad Airbus il prestito più grande della sua storia quasi subito dopo la proroga della sospensione da parte dell’Ue. Airbus ha descritto l’operazione come una normale linea di finanziamento aziendale e si è detta disponibile a fornire ai governi maggiori informazioni.
Il prestito della Bei
Il finanziamento ammonta a 3 miliardi di euro, circa 3,4 miliardi di dollari, ed è il più grande mai approvato dalla Bei per una singola impresa. La prima tranche, da 1 miliardo, è stata firmata a Bruxelles e sosterrà i programmi di ricerca, sviluppo e innovazione di Airbus in Francia, Germania e Spagna, nell’aviazione commerciale e nella difesa. La presidente della Bei Nadia Calviño ha indicato che il prestito è stato approvato circa sei mesi dopo la richiesta di Airbus.
A luglio Boeing aveva chiesto al governo americano, in una lettera a Greer, di sollecitare maggiore trasparenza da parte dell’Ue. La Bei aveva risposto che si tratta di un normale prestito con interessi, rientrante nella sua attività di finanziamento, e aveva negato di aver offerto ad Airbus un sostegno non convenzionale. Greer aveva allora detto che l’ufficio del rappresentante commerciale stava esaminando l’operazione “con estrema attenzione”.
Il quadro dell’intesa commerciale
L’accordo sui sussidi ad Airbus e Boeing è stato raggiunto nel 2021 e ha posto fine a una disputa durata 17 anni, durante la quale Stati Uniti e Ue hanno imposto dazi su miliardi di dollari di beni reciproci. L’intesa aveva una durata di cinque anni, ma nessuna delle due parti ha reintrodotto i dazi quest’estate: Bruxelles considera la sospensione prorogata a tempo indeterminato nell’ambito dell’accordo commerciale più ampio con Washington.
Il caso Airbus si aggiunge ad altri motivi di attrito. Sul fronte dei dazi, la maggior parte dei prodotti europei è soggetta a una tariffa del 10 per cento, con il 15 per cento per auto e componenti e il 50 per cento per acciaio e alluminio. Washington contesta anche la tassazione e la regolazione europea delle società tecnologiche. Il Financial Times riferisce inoltre che, all’inizio del mese, l’ambasciatore americano presso l’Ue ha avvertito di possibili ritorsioni “devastanti” contro le imprese europee se Bruxelles avesse limitato l’accesso al mercato di concorrenti americani come SpaceX.

