Migliaia di persone hanno protestato ieri (25 ottobre) a Praga dopo che i parlamentari della maggioranza di governo hanno dato un primo via libera alle modifiche sul finanziamento dei media pubblici con un raro voto notturno, nonostante le critiche secondo cui la riforma danneggerebbe l’indipendenza dei media.
La prima lettura della proposta è stata portata inaspettatamente all’esame della Camera bassa venerdì (23 ottobre), al di fuori dell’ordine dei lavori previsto. Le opposizioni e le organizzazioni per la tutela dei media hanno contestato l’iter accelerato della legge, che abolirà i contributi a carico delle famiglie che attualmente finanziano la televisione e la radio pubbliche ceche.
Il governo populista del miliardario e primo ministro Andrej Babiš, sostenuto dal partito di estrema destra SPD, si è spesso scontrato con i media pubblici e privati, e intenderebbe trasferire il finanziamento di Czech Television e Czech Radio al bilancio statale. Secondo i critici, tale misura renderà le emittenti vulnerabili alle pressioni politiche.
“Il governo è andato troppo oltre”, afferma il leader della protesta
Babiš sostiene che si tratti di una questione di trasparenza nel finanziamento e non di un attacco all’indipendenza dei media.
Venerdì (23 ottobre) erano già scoppiate piccole proteste dopo la presentazione a sorpresa del disegno di legge, come si erano palesate già negli scorsi mesi, quando la riforma dei media era poco più che un’ipotesi.
Il presidente della Camera Tomio Okamura, esponente dell’estrema destra dell’SPD, ha limitato il dibattito e fissato il voto alle 4:36 del mattino di sabato (24 ottobre). Il disegno di legge passa ora alla fase dell’esame in commissione, prima di una successiva votazione.
“Signor Babiš, signor Okamura, nessuno in questo Paese crede che le vostre intenzioni fossero sincere”, ha dichiarato domenica Mikulas Minar, uno dei leader della protesta, criticando il voto notturno.
“Questa protesta è un messaggio chiaro a questo governo: questa volta siete davvero andati troppo oltre”, ha detto ai manifestanti che avevano riempito la storica Piazza della Città Vecchia di Praga, tra i cori “Dimissioni!” e “Ne abbiamo abbastanza!”. Gli organizzatori hanno annunciato ulteriori proteste.
Alta fiducia nei media pubblici
Czech Television è l’emittente più seguita del Paese tra le principali fasce d’età. Secondo un sondaggio del Reuters Institute del 2025, i media pubblici sono tra le fonti di informazione più affidabili del Paese.
La proposta ridurrebbe di circa il 15% i finanziamenti destinati a Czech Television e Czech Radio, forse già a partire dal prossimo anno.
I partiti di opposizione hanno paragonato le modifiche al sistema di finanziamento alle riforme introdotte in Ungheria dall’ex primo ministro Viktor Orbán, che durante il suo governo ha supervisionato una forte espansione dei media filogovernativi.
Venerdì (23 ottobre), l’European Broadcasting Union, insieme ad altre 15 organizzazioni – tra cui altre emittenti pubbliche e Reporters Without Borders – ha chiesto un dibattito più approfondito e la rimozione di qualsiasi misura che possa minacciare la sostenibilità finanziaria delle emittenti.
Anche il presidente Petr Pavel ha chiesto un maggiore esame da parte degli esperti. “La Repubblica Ceca è tra i pochi Paesi dell’Europa centrale e orientale in cui il sistema dei media pubblici e privati funziona molto bene”, ha scritto sabato (24 ottobre) su X.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.
In foto: Protesta a Praga contro la riforma dei media il 25 ottobre 2026 [Filip Vích, X]

