Il Parlamento europeo ha criticato la risposta della Bulgaria alle minacce russe nel Mar Nero e ha invitato l’Unione a valutare la possibilità di un’operazione navale nella regione, provocando una dura reazione del primo ministro bulgaro Rumen Radev a pochi giorni dalle elezioni presidenziali del Paese.

La risoluzione, approvata giovedì con 432 voti favorevoli, 52 contrari e 88 astensioni, condanna gli attacchi contro navi mercantili civili al largo delle coste di Bulgaria e Romania, nonché le ripetute violazioni dello spazio aereo romeno. Il testo attribuisce alla Russia la responsabilità dell’escalation e chiede una risposta europea più incisiva per proteggere la navigazione commerciale, le infrastrutture marittime e la sicurezza regionale.

Il punto 6 della risoluzione recita: “[Il Parlamento] esprime preoccupazione per la risposta ambigua del governo bulgaro alla minaccia russa; deplora la debole risposta diplomatica del governo bulgaro nei confronti della Federazione Russa e invita gli Stati membri a coordinare la propria azione diplomatica; invita il primo ministro bulgaro Rumen Radev a far corrispondere le richieste di solidarietà tra alleati ad azioni concrete”.

Radev, che si è dimesso dalla carica di presidente per entrare nella politica di partito ed è ora primo ministro, ha accusato gli eurodeputati bulgari di utilizzare il Parlamento europeo per perseguire obiettivi politici interni alla vigilia delle elezioni di domenica 25 ottobre.

“Il Parlamento europeo, purtroppo, viene utilizzato come strumento da eurodeputati bulgari dotati di una legittimità politica limitata nel proprio Paese per condurre a livello nazionale una campagna elettorale che per loro è destinata al fallimento”, ha dichiarato commentando la risoluzione.

Ha inoltre accusato gli eurodeputati di aver tratto in inganno i loro colleghi al Parlamento europeo, sostenendo che l’istituzione stesse cercando di imporre a un Paese sovrano quando assumere decisioni in merito alla partecipazione a un’iniziativa della NATO.

In una lettera aperta indirizzata ai gruppi politici del Parlamento europeo e inviata alla presidente Roberta Metsola, Radev ha accusato gli eurodeputati bulgari di aver inserito all’ultimo momento nella risoluzione “insinuazioni infondate e manipolatorie” sulla risposta del governo alle azioni russe. Secondo Radev, le critiche alla risposta diplomatica di Sofia contraddirebbero il precedente riconoscimento, contenuto nello stesso documento, degli sforzi compiuti dalla Bulgaria per indagare sugli attacchi e soccorrere gli equipaggi in pericolo.

Radev ha affermato che la Bulgaria aveva contattato il segretario generale della NATO Mark Rutte e i presidenti della Commissione europea e del Consiglio europeo dopo i primi attacchi, convocato l’ambasciatore russo il 13 ottobre per protestare e proposto una moratoria sugli attacchi contro le navi commerciali nel Mar Nero durante la riunione del Consiglio europeo del 15-16 ottobre.

Ha inoltre dichiarato che la Bulgaria stava rafforzando la sorveglianza marittima e aerea con il sostegno degli alleati della NATO, mentre una squadra internazionale di esperti era arrivata per contribuire a identificare i droni utilizzati negli attacchi. Il governo, ha sottolineato, vuole che le accuse siano basate su “fatti conclusivi, non su ipotesi”.

La Bulgaria convocherà l’ambasciatrice russa dopo che altre due navi mercantili sono state colpite da droni

Le richieste di una risposta più incisiva da parte della Bulgaria

La risoluzione descrive un modello di attacchi russi in progressiva escalation contro il traffico commerciale, compresi attacchi nelle zone economiche esclusive di Bulgaria e Romania. Secondo il testo, più di 20 membri di equipaggi civili sono stati uccisi o risultano dispersi in incidenti recenti nel Mar Nero occidentale.

Tra gli episodi citati figura l’affondamento della nave cargo Alfa Watan, battente bandiera togolese, nella zona economica esclusiva bulgara il 6 ottobre, che ha provocato la scomparsa di tutti e 10 i membri dell’equipaggio, nonché un attacco contro la nave mercantile Able, i cui 18 membri dell’equipaggio sono stati evacuati, due dei quali feriti.

Il 13 ottobre altre due navi mercantili sono state attaccate nella zona economica esclusiva bulgara. Una è affondata e diversi membri dell’equipaggio risultano dispersi, mentre la Chelsea 3, di proprietà ucraina, è stata colpita da un drone aereo. I suoi equipaggi ucraino e azero sono stati soccorsi e portati a Varna.

Secondo il testo, gli attacchi minacciano la libertà di navigazione, la stabilità regionale e la sicurezza alimentare internazionale, considerato il ruolo del Mar Nero nel trasporto di prodotti agricoli e altre merci. La risoluzione chiede inoltre che gli attacchi vengano indagati e che i responsabili siano chiamati a risponderne.

Gli eurodeputati hanno espresso preoccupazione per quella che hanno definito una risposta ambigua del governo bulgaro alla minaccia russa e hanno criticato la reazione diplomatica di Sofia. Hanno invitato Radev a far seguire ad appelli alla solidarietà tra alleati iniziative concrete.

La risoluzione invita inoltre la Bulgaria a confermare entro il 30 ottobre la propria partecipazione all’iniziativa della NATO sulle capacità di difesa aerea contro le minacce a bassa quota, comunemente definita iniziativa anti-drone dell’Alleanza.

Radev ha respinto le critiche, sostenendo che l’Unione europea non possa ordinare alla Bulgaria di aderire a un’iniziativa della NATO entro una scadenza prestabilita. Ha affermato che il ministro della Difesa bulgaro aveva già indicato chiaramente quando il Paese avrebbe partecipato e ha ricordato che l’iniziativa era stata annunciata nel febbraio 2025.

Ha inoltre messo in discussione il motivo per cui i governi rappresentati dagli eurodeputati bulgari che criticano Sofia non avessero agito prima, accusandoli di incoerenza.

L’ipotesi di un’operazione navale europea

Al di là delle critiche rivolte alla Bulgaria, la risoluzione invita l’Unione e i suoi Stati membri a valutare la possibilità di dispiegare un’operazione navale nel Mar Nero. Chiede inoltre alla NATO di prendere in considerazione un’iniziativa regionale sulla base delle discussioni relative a una possibile missione denominata “Black Sea Sentry”.

Gli eurodeputati sottolineano la necessità di una maggiore cooperazione tra Bulgaria, Romania e Turchia, nonché di un maggiore sostegno alle attività di rilevamento e tracciamento dei droni ostili che minacciano la navigazione commerciale.

Il testo chiede la rapida istituzione di un centro europeo per la sicurezza marittima nel Mar Nero, sviluppato congiuntamente da Bulgaria e Romania, con centri complementari a Varna e Costanza. La struttura proposta dovrebbe migliorare la sorveglianza marittima, i sistemi di allerta precoce e la protezione delle infrastrutture critiche, compresi i cavi sottomarini.

Gli eurodeputati chiedono inoltre di utilizzare i fondi non ancora impiegati dello strumento europeo Security Action for Europe (SAFE) per aiutare Bulgaria e Romania ad affrontare le nuove sfide alla sicurezza. Secondo il Parlamento, il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione, relativo al periodo 2028-2034, dovrebbe prevedere risorse specifiche per la regione.

La risoluzione chiede infine una maggiore protezione dei porti, delle infrastrutture energetiche e delle reti di telecomunicazione, insieme a una più stretta condivisione delle informazioni di intelligence e a una maggiore cooperazione con la NATO.

La campagna elettorale aumenta la pressione politica

La disputa si inserisce nel contesto della preparazione della Bulgaria alle elezioni presidenziali di domenica (25 ottobre).

Secondo un sondaggio condotto da Myara per la Bulgarian National Radio (BNR) e presentato giovedì (22 ottobre), l’ex vicepresidente Iliana Iotova, sostenuta da Bulgaria Progressista di Radev, è in testa alla corsa presidenziale insieme al suo candidato alla vicepresidenza Kiril Valchev, con il 43,4% dei consensi.

Al secondo posto si trova il ticket europeista formato da Andrey Gyurov e Georgi Kandev, con il 28,9%. Gli ultimi dati suggeriscono che il divario tra le due coppie si stia riducendo, anche se Iotova e Valchev restano in vantaggio secondo il sondaggio.

Iotova è stata vicepresidente di Radev prima che quest’ultimo si dimettesse per entrare nella politica di partito. Le elezioni si svolgono quindi sullo sfondo di un riallineamento politico nel quale l’ex vice di Radev punta alla presidenza, mentre il suo governo è sottoposto alle critiche dei legislatori europei per la gestione delle minacce alla sicurezza.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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