Il Consiglio dell’Ue e il Parlamento europeo hanno raggiunto il 20 ottobre un accordo provvisorio sulla modifica delle norme che regolano la cancellazione delle quote nella riserva di stabilità del mercato (Msr) del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (Ets). L’intesa mantiene il meccanismo di cancellazione ma ne alza la soglia da 400 a 700 milioni di quote, con effetto immediato dopo l’adozione formale del testo.

Il compromesso si colloca tra la proposta della Commissione, che prevedeva di interrompere del tutto le cancellazioni, e il mantenimento delle regole attuali. Secondo i co-legislatori, la soglia più alta lascia un margine maggiore per eventuali rilasci futuri di quote, utili a contenere la volatilità dei prezzi per l’industria europea, e conserva una salvaguardia contro l’eccesso di offerta. Il ministro irlandese per il Clima, l’Energia e l’Ambiente, Darragh O’Brien, ha parlato di un risultato che dà all’industria “flessibilità immediata” tutelando al tempo stesso l’integrità del mercato del carbonio. Dal 2023, anno in cui è entrato in funzione il meccanismo di cancellazione, sono state eliminate dal mercato oltre 3 miliardi di quote, riportando in equilibrio domanda e offerta dopo l’eccesso accumulato negli anni precedenti.

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Dalla proposta della Commissione al compromesso

La modifica è una delle misure di breve periodo con cui la Commissione ha risposto ai prezzi elevati e instabili dell’energia, richiamati nelle conclusioni del Consiglio europeo di marzo. Le istituzioni erano partite da posizioni diverse. Il Parlamento ha approvato a settembre un mandato che manteneva la cancellazione e portava la soglia a 650 milioni di quote dal 1° febbraio 2027, con 367 voti favorevoli, 240 contrari e 59 astensioni. Gli ambasciatori dei Ventisette hanno invece fissato il 23 settembre un mandato negoziale che sospendeva le cancellazioni fino alla fine del 2030 e introduceva dal 1° gennaio 2031 una soglia di 800 milioni.

L’accordo raggiunto fissa la soglia a 700 milioni, quindi sopra la posizione del Parlamento e sotto quella del Consiglio, e la rende applicabile subito, senza il periodo di sospensione previsto dagli Stati membri. I co-legislatori hanno inoltre convenuto che una riduzione graduale della soglia sia valutata nel quadro della revisione complessiva dell’Ets, in modo da garantire un approccio coerente.

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Prossimi passi e revisione dell’Ets

L’intesa dovrà ora essere confermata da Consiglio e Parlamento e adottata formalmente da entrambe le istituzioni dopo la revisione giuridico-linguistica. Il comunicato del Consiglio precisa che la modifica non cambia l’impianto generale della riserva, concepita per assorbire le quote in eccesso o rilasciarle per stabilizzare i prezzi.

L’intervento è il primo emendamento autonomo all’Msr e sarà seguito da una riforma più ampia nell’ambito della revisione dell’Ets, proposta dalla Commissione a luglio 2026 e in esame al Consiglio. Tra gli obiettivi dichiarati dell’accordo c’è anche la capacità della riserva di rispondere a una possibile scarsità di quote dopo la metà degli anni Trenta, quando il tetto complessivo alle emissioni continuerà a scendere.

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