Mentre l’amministratore delegato di Ryanair mette in guardia dal più grande aumento dei prezzi dei biglietti aerei della storia, l’Unione Europea sta preparando una riforma dei diritti dei passeggeri e delle tariffe per il bagaglio, preannunciando la fine dei voli low cost nella forma che conosciamo.
Il mercato aereo europeo è alle soglie di profondi cambiamenti che nei prossimi mesi si ripercuoteranno direttamente sui portafogli dei viaggiatori. Da un lato, il settore deve fare i conti con l’aumento dei costi del carburante e con una rigorosa politica climatica; dall’altro, l’Unione Europea sta inasprendo le normative nel tentativo di regolamentare il mercato e tutelare i diritti dei passeggeri. Al centro di questa trasformazione ci sono le compagnie aeree low cost, il cui modello di business, basato su tariffe di base basse e numerosi servizi aggiuntivi, sta attualmente affrontando la prova più dura degli ultimi anni.
Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, non lascia spazio a dubbi. In una recente intervista al sito Politico, il presidente della più grande compagnia aerea low cost d’Europa ha criticato apertamente gli oneri finanziari imposti al settore, annunciando che l’anno prossimo i passeggeri ne sentiranno gli effetti direttamente sui propri portafogli.
Fine dello scudo finanziario e riduzione della rete di collegamenti
Il principale motore degli imminenti aumenti è l’instabilità in Medio Oriente e le ripercussioni della guerra con l’Iran, che si riflettono direttamente sul mercato del petrolio. Finora i vettori europei sono riusciti a evitare i bruschi aumenti dei prezzi grazie a contratti di copertura che consentivano l’acquisto di carburante a tariffe preferenziali stabilite in anticipo. Questa protezione, tuttavia, sta volgendo al termine. O’Leary ha annunciato senza mezzi termini “il più grande aumento dei prezzi dei biglietti aerei nella storia d’Europa”.
L’amministratore delegato di Ryanair ha illustrato in dettaglio le sfide che la sua azienda e l’intero settore dovranno affrontare nei prossimi mesi.
“All’inizio del prossimo anno, disponiamo solo del 15% di copertura a 85 dollari al barile. In sostanza, non saremo coperti fino all’estate del 2027”, ha ammesso O’Leary.
Ha inoltre sottolineato che, se i prezzi del carburante si manterranno a un livello doppio rispetto a quello precedente allo scoppio del conflitto con l’Iran, i prezzi dei biglietti potrebbero aumentare anche del 20%. L’aumento dei costi operativi influirà anche sulla disponibilità dei voli.
“Quest’inverno e nell’estate del 2027 assisteremo a un drastico calo della capacità di trasporto – ha avvertito, aggiungendo tuttavia con moderato ottimismo di mercato – Continueremo a essere redditizi, anche se in misura minore rispetto ad oggi, se i prezzi del petrolio si manterranno su livelli elevati”.
Tasse climatiche
Il malcontento dei vettori è alimentato dalla politica climatica dell’Unione Europea, in particolare dal sistema di scambio delle quote di emissione (ETS). Secondo O’Leary, l’attuale formulazione di queste norme è profondamente ingiusta, poiché grava soprattutto sui voli intraeuropei, favorendo al contempo le compagnie aeree tradizionali che operano su rotte intercontinentali. In questo contesto, l’amministratore delegato di Ryanair non ha risparmiato critiche nei confronti dei decisori politici.
“È indifendibile che i cittadini europei paghino tutte queste tasse ambientali, mentre gli americani, gli asiatici e i cinesi atterrano e decollano dall’Europa completamente esenti dalla quota di tasse ambientali che spetterebbe loro” ha affermato O’Leary.
Ha sottolineato che nel 2026 la sua compagnia pagherà un miliardo e mezzo di euro solo per i costi di conformità al sistema ETS. Alla domanda se il sistema debba essere esteso anche alle rotte a lungo raggio di vettori come Lufthansa o Air France-KLM, ha risposto in modo retorico:
“E perché no? Sono i voli più costosi al mondo. Sono anche i voli più redditizi che hanno, perché sono esenti da questa assurda tassa ambientale europea”.
La reazione delle compagnie aeree alle tasse locali è immediata: Ryanair ha già annunciato la cancellazione di 20 rotte e di oltre un milione di posti nel programma invernale belga. Si tratta di una risposta all’aumento della tassa aerea nazionale previsto a partire da gennaio, che passerà dagli attuali 2 a 7 euro.
Bruxelles in difesa dei passeggeri
Mentre le compagnie aeree esprimono frustrazione per i costi loro imposti, le istituzioni dell’Unione Europea attuano con coerenza le norme volte a regolamentare il mercato e a tutelare i diritti dei consumatori. La prospettiva di Bruxelles differisce da quella dei vettori: i funzionari dell’Unione mirano a eliminare i costi nascosti e le pratiche tariffarie poco trasparenti che per anni hanno costituito la base del modello di business delle compagnie aeree low cost.
Le nuove norme, che dopo lunghe trattative entreranno in vigore alla fine del 2027, imporranno alle compagnie aeree la totale trasparenza. I vettori saranno tenuti per legge a presentare il prezzo finale del biglietto – comprese le tariffe per il bagaglio – già nella prima fase della ricerca del collegamento. Inoltre, ai passeggeri sarà garantita la possibilità di portare a bordo gratuitamente un oggetto personale di dimensioni standard, che possa essere riposto sotto il sedile. Sebbene l’Unione abbia rinunciato all’idea di obbligare le compagnie aeree a mettere a disposizione gratuitamente bagagli a mano più grandi, lasciando ai vettori la libertà di definire le tariffe aggiuntive, questa misura costituisce una chiara ingerenza nell’attuale libertà di determinazione dei prezzi del settore.
La situazione sul mercato aereo europeo è attualmente caratterizzata da un intreccio di interessi contrastanti. Il settore deve fare i conti con margini in calo e contratti sul carburante in scadenza, il che aumenterà inevitabilmente i costi di viaggio. Allo stesso tempo, le misure legislative dell’Unione Europea, sebbene criticate dai vettori come un onere aggiuntivo, garantiscono che il rapporto con il passeggero diventi più trasparente.
Leggi qui l’articolo originale di Focus Europe Poland.

