Dal piano per costruire una “vera” Unione europea dell’energia agli strumenti per contrastare le pressioni economiche esercitate dai Paesi terzi, in particolare dalla Cina, fino alle misure per affrontare le emergenze migratorie. Sono alcune delle iniziative che la Commissione europea intende portare avanti nei prossimi mesi e che la presidente Ursula von der Leyen ha rilanciato mercoledì, intervenendo alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo. Si tratta di proposte in gran parte già annunciate, sulle quali la presidente dell’esecutivo comunitario ha confermato gli impegni e precisato alcune delle prossime scadenze.
La presidente dell’esecutivo comunitario è intervenuta all’avvio del dibattito sulle conclusioni del Consiglio europeo della scorsa settimana che si è concluso senza un accordo sul bilancio UE 2028-2034, sul quale resta profonda la frattura tra Paesi frugali e sostenitori della coesione, e con forti divergenze sulla revisione del sistema ETS per contenere i costi energetici e tensioni anche sulla gestione dell’immigrazione.
Le iniziative su cui si è soffermata la politica tedesca del Partito popolare europeo (PPE) si inseriscono nel confronto tra i leader europei sulla competitività, sugli elevati costi energetici e sulle conseguenze delle tensioni internazionali per le imprese e la sicurezza dell’Unione.
Un nuovo piano per l’Unione dell’energia e meno burocrazia per le imprese
Parlando davanti agli eurodeputati, von der Leyen ha nuovamente posto l’attenzione sulla necessità di completare il mercato unico e ridurre gli ostacoli amministrativi che limitano la crescita delle imprese europee. Oltre alle proposte già presentate dall’esecutivo, tra cui EU Inc., il nuovo quadro europeo per facilitare la costituzione e lo sviluppo delle imprese, la riforma degli appalti pubblici e i dodici pacchetti Omnibus per la semplificazione, von der Leyen ha affermato che la Commissione intende proporre un patto contro il gold-plating, la pratica con cui gli Stati membri introducono obblighi aggiuntivi o procedure più complesse rispetto a quelle richieste dalla legislazione europea. “Una norma concordata a livello europeo non può diventare più complessa e frammentata quando viene recepita o attuata a livello nazionale”, ha sottolineato von der Leyen.
Von der Leyen ha rilanciato l’iniziativa riguardante gli obblighi di comunicazione dei dati da parte delle imprese. In merito, la Commissione intende introdurre il principio Only Once, secondo il quale le aziende dovrebbero trasmettere una sola volta le informazioni richieste dalle amministrazioni pubbliche, che dovrebbero poi riutilizzarle efficientemente anche attraverso l’intelligenza artificiale.
Sul fronte energetico, von der Leyen ha annunciato l’elaborazione di un piano per una vera Unione europea dell’energia, finalizzato a superare la frammentazione dei mercati nazionali e a sfruttare meglio le opportunità offerte dall’integrazione europea. “Non solo dipendiamo eccessivamente dai combustibili fossili esteri, con il gas che ne determina il prezzo, ma stiamo anche sprecando opportunità non avendo una vera Unione europea dell’energia”, ha affermato la presidente della Commissione UE. “Per questo – ha aggiunto – la Commissione elaborerà un piano per una vera Unione europea dell’energia”.
Il futuro piano dovrà intervenire sulle reti energetiche, sulle interconnessioni transfrontaliere e sulla possibilità di rafforzare il potere contrattuale europeo attraverso l’aggregazione della domanda negli acquisti.
Cina, accordo sulle auto ibride e nuovi strumenti di difesa commerciale
Una parte centrale dell’intervento ha riguardato i rapporti economici con la Cina e la necessità di riequilibrare gli scambi commerciali. La presidente della Commissione UE ha ribadito l’enorme deficit registrato nel 2025 che ha raggiunto circa un miliardo di euro al giorno, ricordando come le imprese cinesi stiano beneficiando di sussidi che possono arrivare fino a otto volte quelli concessi ad aziende comparabili nei Paesi dell’OCSE.
Su questo fronte, von der Leyen ha nuovamente delineato la strategia su tre direttrici portata avanti dalla Commissione: dialogo quando produce risultati, interventi commerciali quando necessari e rafforzamento degli strumenti europei di difesa economica.
La presidente ha richiamato i risultati ottenuti dal commissario al Commercio Maroš Šefčovič durante la sua missione a Pechino avvenuta dall’8 al 9 ottobre e che ha consentito alcune intese di massima, tra cui la moderazione delle esportazioni cinesi di veicoli ibridi verso l’Unione europea, il miglioramento dell’accesso al mercato cinese per i prodotti europei e agevolare il rilascio delle licenze di esportazione per terre rare e magneti permanenti.
Per la presidente della Commissione un importante risultato ha riguardato proprio il settore automotive ricordando come le esportazioni cinesi di veicoli ibridi verso l’UE siano passate da 2,5 a 7,5 miliardi di dollari in dodici mesi, triplicando il loro valore e aumentando la pressione sull’industria automobilistica europea. Bruxelles e Pechino hanno quindi raggiunto un’intesa per limitare le esportazioni cinesi a 350mila veicoli ibridi all’anno, con una riduzione di circa il 45% rispetto ai livelli precedenti. L’accordo sarà attuato attraverso una misura di salvaguardia.
“Per la prima volta, la Cina ha accettato di moderare le esportazioni in un importante settore industriale”, ha sottolineato la presidente, riconoscendo tuttavia che un’intesa limitata a un singolo comparto non può risolvere gli squilibri strutturali delle relazioni commerciali.
La Commissione si prepara quindi a utilizzare, quando necessario, gli strumenti di difesa commerciale, comprese misure di salvaguardia per reagire rapidamente a improvvisi aumenti delle importazioni che minaccino l’industria europea.
Su questo fronte, von der Leyen ha sottolineato la convergenza di posizioni da parte dei leader UE manifestata al Consiglio europeo della scorsa settimana. “Stiamo già lavorando a stretto contatto con i nostri settori chimico e meccanico, che stanno affrontando crescenti preoccupazioni”, ha affermato la presidente dell’esecutivo comunitario.
Proprio alla luce del complesso rapporto con Pechino, la Commissione intende portare avanti tre iniziative legislative e operative già anticipate nei giorni scorsi. La prima è DiversifyEU, un pacchetto che sarà presentato a dicembre con l’obiettivo di aiutare le imprese europee a diversificare le catene di approvvigionamento, riducendo la dipendenza da singoli fornitori di materie prime, componenti e tecnologie strategiche.
“Il principio è semplice: nessuna dipendenza critica da un unico fornitore”, ha spiegato von der Leyen, precisando che il nuovo quadro non sarà diretto contro un Paese specifico, ma avrà carattere generale.
La seconda iniziativa riguarderà la creazione di un nuovo strumento europeo di deterrenza economica, che consentirà all’Unione di limitare rapidamente l’accesso al mercato unico quando gli interessi europei saranno minacciati da pressioni o misure coercitive esterne.
L’obiettivo è aumentare la capacità di risposta di Bruxelles nei confronti dei Paesi che utilizzano restrizioni commerciali, materie prime o tecnologie essenziali come strumenti di pressione geopolitica. “Proporremo un nuovo strumento che ci permetta di agire più rapidamente e limitare immediatamente l’accesso al nostro mercato unico quando i nostri interessi sono minacciati”, ha annunciato la presidente.
La proposta si affiancherà agli strumenti di difesa commerciale già esistenti, incluso il regolamento europeo contro la coercizione economica, e si inserisce nel confronto avviato tra Francia e Germania sulla necessità di rafforzare la capacità di reazione dell’Unione.
La terza iniziativa riguarderà un pacchetto europeo di solidarietà destinato a sostenere gli Stati membri colpiti da pressioni economiche e ritorsioni commerciali da parte di Paesi terzi.
“Le minacce economiche sono concepite per dividerci, per colpire un settore industriale o uno Stato membro. Per questo proporremo un pacchetto di solidarietà, affinché nessuno Stato membro venga lasciato solo ad affrontare queste pressioni”, ha affermato von der Leyen. La presidente ha ricordato che nell’ultimo anno le nuove restrizioni commerciali hanno interessato quasi 3.000 miliardi di dollari di scambi globali, più del triplo rispetto all’anno precedente.
Immigrazione, rafforzamento di Frontex e un nuovo quadro europeo per le emergenze
L’altro grande capitolo affrontato dalla presidente della Commissione e al centro del dibattito politico è stato quello delle politiche migratorie, sulle quali la Commissione intende intervenire con nuove proposte per rafforzare la gestione delle frontiere esterne e rispondere alle situazioni di emergenze, nonostante i dati mostrino i primi risultati raggiunti attraverso l’applicazione del Patto europeo su migrazione e asilo. Secondo i dati presentati dalla presidente, gli attraversamenti irregolari delle frontiere europee sono diminuiti del 56% negli ultimi due anni e di un ulteriore 34% dall’inizio del 2026. Le domande di asilo sono diminuite del 19%, mentre il tasso di rimpatrio è quasi raddoppiato in cinque anni, superando il 30%.
In parallelo però von der Leyen ha richiamato le tensioni registrate durante l’estate a Ceuta e le operazioni di strumentalizzazione dei migranti attribuite a Russia e Bielorussia. “Attori statali e non statali stanno deliberatamente provocando movimenti di massa di persone. L’obiettivo è chiaro: sopraffare le autorità, diffondere paura e dividerci”, ha dichiarato. “Non permetteremo a nessuno di sfruttare i nostri valori per esercitare pressioni sulla nostra Unione”, ha aggiunto, annunciando la presentazione della proposta entro la fine dell’anno.
Pertanto, la Commissione è risoluta a intervenire su tre priorità: piena applicazione del Patto, rafforzamento delle frontiere esterne e sviluppo di nuovi strumenti per fronteggiare le emergenze. In particolare, von der Leyen ha rilanciato la proposta per rafforzare Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, ampliandone il mandato e le capacità operative. L’obiettivo è consentire all’Agenzia di sostenere più efficacemente gli Stati membri nella gestione delle frontiere esterne e nelle operazioni di rimpatrio, adattandone gli strumenti alle nuove minacce.
Un’altra iniziativa confermata dalla presidente riguarda la proposta di un European Emergency Response Framework, il quadro europeo di risposta alle emergenze che la Commissione presenterà entro la fine del 2026. Come indicato dalla presidente della Commissione UE, il nuovo strumento dovrà consentire agli Stati membri di reagire rapidamente a minacce straordinarie alle frontiere esterne, comprese le situazioni nelle quali i flussi migratori vengono deliberatamente utilizzati da attori statali o non statali per destabilizzare i Paesi europei.
La presidente ha infine ribadito che l’Unione continuerà a garantire protezione alle persone in fuga da guerre e persecuzioni, sostenendo tuttavia che il funzionamento del sistema europeo di asilo richiede regole applicate in modo efficace, frontiere sicure e la fiducia dei cittadini.
“L’Europa sarà sempre un luogo che protegge chi fugge dalla guerra o dalle persecuzioni. Ma sono gli europei a dover decidere chi entra nella nostra Unione e a quali condizioni, non i nostri avversari”, ha concluso.

