Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha dichiarato durante una visita in Estonia che l’Alleanza è preparata a un eventuale attacco russo, ma non è tenuta a rivelare quale sarebbe la sua risposta. Allo stesso tempo, ha sottolineato che al momento non esiste una minaccia diretta al territorio degli Stati della NATO.
Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha incontrato a Tallinn il primo ministro estone Kristen Michal. Durante la conferenza stampa congiunta, ha risposto alle preoccupazioni riguardo a un possibile attacco russo contro un Paese dell’Alleanza.
“Difenderemo ogni centimetro del territorio dell’Alleanza”, ha dichiarato Rutte, citando tanto Tallinn quanto Parigi, Washington e Ottawa. Ha sottolineato che l’Alleanza dispone di piani di difesa già predisposti e che sul suo fianco orientale sono dispiegate forze multinazionali. Ha tuttavia precisato che i dettagli di un’eventuale risposta a un attacco russo verrebbero resi noti soltanto quando fosse necessario.
Allo stesso tempo, Rutte ha cercato di ridimensionare i timori relativi a una minaccia immediata. “Non riteniamo che la Russia abbia intenzione di farlo e non vediamo una minaccia diretta al territorio della NATO”, ha dichiarato. Ha aggiunto che, se necessario, l’Alleanza reagirà.
La NATO non dirà quale sarebbe l’eventuale risposta
Un giornalista della televisione estone TV3 ha chiesto a Rutte se non fosse arrivato il momento di definire apertamente le azioni della Russia come una “guerra condotta nell’ombra” e per quanto tempo la NATO intendesse tollerare simili incidenti senza una risposta esplicita.
Rutte ha assicurato che l’Alleanza dispone di diverse possibilità di reazione. “Non le vedrete sempre. Non saranno sempre pubbliche e non sarà sempre una risposta del tipo occhio per occhio”, ha affermato. Come ha spiegato, la risposta può essere simmetrica o asimmetrica e la sua natura dipenderà dalle circostanze.
Il segretario generale ha citato l’operazione Baltic Sentry, avviata nel gennaio 2025 dopo il danneggiamento, alla fine di dicembre 2024, di un cavo sottomarino tra Estonia e Finlandia. L’operazione ha rafforzato la presenza della NATO nel Mar Baltico e mira a contribuire alla protezione delle infrastrutture sottomarine.
“Reagiremo dove sarà necessario”, ha sottolineato Rutte. Ha invece escluso categoricamente la possibilità che la NATO inizi una guerra contro la Russia se quest’ultima non dovesse attaccare. “È un’Alleanza difensiva. Non saremo mai noi a lanciare per primi un attacco contro qualcun altro, perché non è nel nostro interesse”, ha ribadito.
Un incendio in un’azienda del settore della difesa
Il politico olandese ha commentato anche l’incendio alla Milrem Robotics, azienda estone che sviluppa, tra le altre cose, sistemi terrestri senza equipaggio. Le autorità estoni hanno attribuito l’incidente ai servizi segreti russi.
Il segretario generale della NATO lo ha definito un elemento di una più ampia campagna di attività ibride che, secondo lui, mirano a indebolire il sostegno occidentale all’Ucraina. “Il presidente russo Vladimir Putin cerca di indebolire la nostra determinazione e di fermare il nostro sostegno all’Ucraina”, ha affermato.
Rutte ha sostenuto al tempo stesso che questa strategia non sta producendo per la Russia i risultati sperati. Mosca ha ripetutamente negato ogni responsabilità per le operazioni di sabotaggio che le sono state attribuite.
L’Estonia destina oltre il 5% del PIL alla difesa
Quest’anno l’Estonia dovrebbe destinare alle spese di difesa di base oltre il 5% del PIL, uno dei livelli più elevati all’interno della NATO. Secondo i dati della NATO, dovrebbe raggiungere il 5,1% del PIL.
Supererà quindi sotto questo profilo la Polonia, che fino allo scorso anno era il Paese della NATO con la maggiore spesa per la difesa. Il governo polacco dovrebbe destinare quest’anno a questo scopo il 4,68% del PIL.
L’Estonia ospita inoltre forze multinazionali della NATO, il Centro di eccellenza per la difesa cibernetica cooperativa e un centro regionale dell’iniziativa DIANA, che sostiene lo sviluppo di tecnologie per la difesa.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

