Una nave cisterna per il trasporto di prodotti chimici e petroliferi, battente bandiera delle Comore, è stata colpita da quello che l’equipaggio e i rappresentanti del sindacato marittimo hanno descritto come un attacco con drone nella tarda serata di ieri (14 ottobre), nelle acque territoriali romene nei pressi di Sulina. Si tratta del primo incidente di questo tipo segnalato nelle acque territoriali di un Paese membro della NATO dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia.

La tempistica dell’incidente – avvenuto appena poche ore prima dell’inizio di un vertice del Consiglio europeo che dovrebbe concentrarsi anche sul Mar Nero – ha accresciuto le preoccupazioni per il possibile allargamento del conflitto al fianco orientale dell’Alleanza.

La nave, identificata come Yara J (IMO 9221803), era ancorata a circa 8-10 miglia nautiche a sud-est del molo di Sulina, nei pressi della foce del Delta del Danubio, quando ha segnalato di essere stata colpita intorno alle 20:25 ora locale. A bordo è divampato un incendio, successivamente domato dai 17 membri dell’equipaggio, cittadini di Siria, India e Iran. Non si registrano feriti.

Arrivata dalla Turchia in zavorra e in attesa di condizioni favorevoli per proseguire verso i porti ucraini sul Danubio, come Izmail, la nave ha successivamente levato l’ancora e fatto rotta verso Costanza. Le unità rumene di ricerca e soccorso, tra cui la nave SAR Apollo, sono state inviate sul posto, ma hanno interrotto l’intervento dopo che l’equipaggio ha confermato di avere la situazione sotto controllo.

Il ministro della Difesa romeno Radu Miruță ha dichiarato che le autorità stanno verificando se la nave sia stata effettivamente colpita da un drone, sottolineando che i radar militari non ne avrebbero rilevato uno in avvicinamento all’imbarcazione. Il leader del sindacato dei marittimi Adrian Mihălcioiu ha definito l’attacco intenzionale e lo ha descritto come il primo di questo tipo nelle acque territoriali rumene, affermando che la nave era probabilmente diretta verso l’Ucraina. Il ministero degli Esteri romeno ha dichiarato di essere in contatto con le autorità competenti.

L’incidente si inserisce in un contesto di ripetuti attacchi contro navi commerciali nelle acque bulgare o nelle loro vicinanze nelle due settimane precedenti. Il 6 ottobre, la Alfa Watan, battente bandiera del Togo, è affondata dopo un attacco con drone, mentre la Able, battente bandiera di Palau, è stata danneggiata; l’equipaggio di quest’ultima è stato tratto in salvo, mentre quello della prima risulta ancora disperso ed è dato per morto.

Ancora più di recente, martedì (13 ottobre), la Chelsea 3, battente bandiera maltese e di proprietà ucraina, è stata colpita da tre droni (tutti i membri dell’equipaggio sono stati soccorsi), mentre la HS Dignity, battente bandiera della Guinea-Bissau, è affondata al largo di Krapets, con 11 marinai ancora dispersi e presumibilmente deceduti. Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha affermato che gli sviluppi vanno a vantaggio della Russia, e ha chiesto il sostegno di NATO e Unione europea per rafforzare la sorveglianza.

Sempre ieri, il presidente romeno Nicușor Dan e la presidente bulgara Iliana Iotova hanno avuto un colloquio telefonico, durante il quale hanno concordato che i due Paesi avrebbero lavorato a stretto contatto per promuovere misure più incisive contro i droni nell’ambito dell’Unione europea e della NATO, con l’obiettivo di proteggere il traffico commerciale. Dan ha collegato esplicitamente gli attacchi alla “guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina” e alla minaccia che essi rappresentano per la navigazione regionale e per le forniture agricole globali. Il ministro della Difesa romeno ha inoltre proposto una lettera congiunta alla NATO per la creazione di un comando militare del Mar Nero che coinvolga gli Stati rivieraschi.

Il Consiglio europeo di oggi e domani dovrebbe affrontare l’intensificazione delle campagne ibride della Russia, comprese le ripetute violazioni dello spazio aereo e delle acque territoriali degli Stati membri e gli attacchi contro le navi civili. Il presidente del Consiglio europeo António Costa e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno già condannato gli incidenti avvenuti in Bulgaria, definendoli inaccettabili, e descritto il Mar Nero come un ulteriore fronte della guerra.

I funzionari romeni e bulgari, insieme ai loro omologhi dell’Unione e della NATO, hanno interpretato la sequenza di attacchi – avvenuti perlopiù contro navi collegate alle rotte commerciali ucraine – come una conseguenza diretta del conflitto, mentre le indagini sui singoli episodi sono ancora in corso. Una conferma che l’attacco alla nave commerciale nelle acque territoriali rumene sia stato condotto da un drone russo spingerebbe quasi certamente Bucarest a invocare l’Articolo 4 della NATO, dando il via a consultazioni d’emergenza tra gli Alleati sulla minaccia all’integrità territoriale di uno Stato membro.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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