Domani (15 ottobre), i leader dell’Unione europea si riuniranno a Bruxelles per cercare di raggiungere un accordo sul prossimo Quadro finanziario pluriennale. L’obiettivo è definire una posizione comune dei Ventisette entro Natale. Mancano solo dieci settimane.
Dieci settimane non sono molte, considerando che le divergenze su questo tema rimangono profonde. La cosiddetta coalizione degli “Amici della Coesione”, guidata da Italia e Romania ma che include anche la Polonia, si è posta l’obiettivo di difendere i finanziamenti europei per la Politica agricola comune e la Politica di coesione.
Nel frattempo, un gruppo di Paesi tradizionalmente più rigorosi in materia fiscale, guidati dalla Germania, sta chiedendo drastici tagli al bilancio rispetto alla proposta presentata lo scorso anno dalla Commissione europea. Berlino ha addirittura richiesto una riduzione del bilancio di 400 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea.
Il Paese che detiene la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea svolge un ruolo significativo nel conciliare le posizioni. Durante i negoziati sul bilancio, la presidenza di turno è responsabile della presentazione di una posizione negoziale di compromesso, il cosiddetto pacchetto negoziale. Cipro ha pubblicato tale posizione sei mesi fa e sabato (10 ottobre) l’Irlanda ha presentato un altro pacchetto.
La posizione irlandese ha finora diviso anziché riconciliare le parti. Prevede una riduzione della spesa di circa 141 miliardi di euro, pari all’8% rispetto alla proposta precedentemente presentata dalla Commissione europea. I “frugalisti” hanno giudicato insufficienti i tagli proposti dall’Irlanda. Nel frattempo, i “fautori della coesione” si sono detti soddisfatti del fatto che la proposta non toccasse sostanzialmente la spesa agricola e i finanziamenti destinati alle regioni.
Tuttavia, la maggioranza del Parlamento europeo protesta con forza sia contro la riduzione complessiva del bilancio, sia contro i tagli in settori specifici: competitività, ricerca e sicurezza. Gli eurodeputati ritengono che questi tagli siano in contraddizione con l’obiettivo di ridurre il divario di competitività tra l’Europa e i suoi competitor globali.
Il tempo stringe. Il relatore per il bilancio del Parlamento europeo, Siegfried Mureșan, ha dichiarato che i deputati sarebbero pronti per i negoziati interistituzionali già all’inizio di dicembre, ma ha affermato di non aspettarsi che i Paesi raggiungano un accordo entro la fine dell’anno.
“Raggiungere un accordo tempestivo sul prossimo quadro finanziario pluriennale sarà fondamentale per garantire alle nostre economie la prevedibilità e la stabilità di cui hanno bisogno in un mondo volatile e imprevedibile. Questo è ciò che i nostri agricoltori, scienziati, regioni, imprese e cittadini si aspettano dall’Unione europea”, ha scritto il presidente del Consiglio europeo António Costa nel suo invito al vertice.
Resistenza da parte dei Paesi “frugali”
Nel frattempo, gli stessi Paesi ammettono di essere ben lontani da un accordo. “L’entità della nuova proposta non costituisce una base per raggiungere un compromesso. Il bilancio europeo deve essere sostenibile per coloro che sopportano il peso maggiore del suo finanziamento”, ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz in una dichiarazione.
“Tutti devono adattarsi in una certa misura, perché dare priorità e modernizzare la spesa dell’Unione è un compito che spetta a tutti noi”, ha aggiunto.
La Germania e i suoi alleati contestano non solo l’entità complessiva del bilancio, ma anche le modalità di distribuzione dei tagli. I maggiori risparmi sono destinati a nuove priorità, come la competitività e la difesa.
“Difesa, ricerca e nuove tecnologie sono colpite in modo sproporzionato dai tagli. L’Europa deve rafforzare le proprie capacità in questi settori. I risparmi devono essere individuati in modo equilibrato in tutto il bilancio”, ha affermato il primo ministro finlandese Petteri Orpo.
L’Irlanda prevede i tagli più consistenti proprio a quei programmi maggiormente presi di mira dai “frugali”, che preferiscono definirsi “modernizzatori”. I finanziamenti per le misure volte a promuovere la competitività verrebbero ridotti del 13%, mentre quelli per la cooperazione internazionale del 17%.
Ancora una volta, le priorità promosse dai “frugali” subiscono tagli. La proposta di Cipro, presentata a giugno, prevedeva una riduzione di quasi il 4% dei bilanci del Fondo europeo per la competitività e del programma Europa globale.
“I Paesi Bassi non possono accettare questa proposta. A questo ritmo, i negoziati non porteranno a un accordo entro la fine dell’anno”, ha avvertito il ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen.
Analogamente, la ministra svedese per gli affari europei Jessica Rosencrantz ha definito la proposta “irrazionale”, aggiungendo che “siamo ancora molto lontani da un accordo”.
Nel frattempo, la direttrice generale per il bilancio della Commissione europea, Stéphanie Riso, ha dichiarato domenica agli ambasciatori dell’Unione europea di avere serie riserve sulla proposta. Tali preoccupazioni riguardano non solo la mancanza di ambizione, ma anche il rischio di una eccessiva rigidità di bilancio.
Una volta che il Consiglio europeo avrà raggiunto una posizione comune sul bilancio, inizieranno i negoziati con il Parlamento europeo; pertanto, è fondamentale raggiungere un consenso il prima possibile. Il bilancio definitivo dovrà comunque essere approvato dal Parlamento europeo, entro la fine del prossimo anno, affinché possa entrare in vigore all’inizio del 2028.
Attacchi ibridi e prezzi dell’energia
Durante il vertice, i leader dovrebbero anche discutere delle “azioni sempre più aggressive della Russia, compresi gli attacchi ibridi in tutta Europa”.
Secondo quanto annunciato in vista del vertice, i partecipanti faranno il punto sui progressi compiuti nell’attuazione del programma di preparazione alla difesa dell’Unione e discuteranno di come mantenere lo slancio e accelerare i lavori volti a rafforzare le capacità militari.
Un terzo tema di primaria importanza, oltre al bilancio e alle azioni della Russia, è il mantenimento della competitività dell’economia dell’Unione e la gestione delle sfide geopolitiche ed economiche, come l’aumento dei prezzi dell’energia. Su questo tema, i leader forniranno alla Commissione europea indicazioni sulle misure da adottare per mitigare l’impatto dei prezzi dell’energia su cittadini e imprese. Discuteranno inoltre un piano per porre fine alla dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili.
Valuteranno inoltre i progressi compiuti nell’attuazione del programma “Un’Europa, un mercato”, comprese le attività previste per il biennio 2026-2027. “Dobbiamo garantire che i progressi continuino, in modo che le ambizioni espresse a livello dirigenziale – e le aspettative suscitate – si traducano in risultati concreti”, ha scritto Costa.
I colloqui verteranno anche sulle modalità per ridurre le disuguaglianze economiche globali che danneggiano l’industria europea.
I leader dovrebbero inoltre discutere di un ulteriore sostegno all’Ucraina, compresa la risposta alle esigenze infrastrutturali critiche, soprattutto in vista dell’imminente inverno. Esamineranno anche i progressi compiuti dall’Ucraina verso l’adesione all’Unione europea.
Per quanto riguarda l’allargamento dell’Unione, discuteranno anche dei prossimi passi da compiere in questo ambito. Tra le altre cose, si prevede che parleranno dei lavori per il Trattato di adesione con il Montenegro e dell’obiettivo di concludere i negoziati entro la fine dell’anno.
Verrà inoltre affrontato il tema scottante dell’immigrazione, particolarmente dibattuto negli ultimi mesi. Nel suo invito, António Costa ha sottolineato che l’approccio globale dell’Unione in materia di migrazione sta dando risultati positivi, come dimostra il calo significativo e costante del numero di migranti irregolari.
Un altro punto all’ordine del giorno riguarda la situazione in Medio Oriente. I leader dovrebbero affrontare le questioni relative alla libertà di navigazione e alla sicurezza marittima.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

