In un sito segreto nei pressi di Sofia, undici antenne per le comunicazioni con Starlink, il sistema satellitare di SpaceX, sono state deliberatamente incendiate. Le antenne danneggiate costituiscono il principale collegamento con i satelliti di Elon Musk nello spazio, utilizzati attivamente anche nel conflitto in Ucraina.
A riferirlo è stato il deputato di Bulgaria Democratica (DB | PPE) Ivaylo Mirchev sul proprio profilo Facebook. Secondo le informazioni in suo possesso, gli autori erano due uomini mascherati, che hanno dato fuoco a undici delle antenne SpaceX presenti sul sito. “L’incidente non è stato segnalato dal Ministero dell’Interno, dai media, da nessuna parte, come se non fosse mai accaduto”, ha sottolineato Mirchev. Non ha specificato quando sia avvenuto esattamente l’incendio doloso.
Bulgaria Democratica, partito di opposizione recentemente emerso come uno dei critici più duri del governo di Bulgaria Progressista (PB | S&D) guidato dal primo ministro Rumen Radev, sostiene alle elezioni presidenziali del 25 ottobre un candidato rivale rispetto a quello appoggiato dal partito di Radev.
A suo giudizio, l’incidente solleva diversi interrogativi: i servizi partner avevano lanciato un allarme riguardo a un possibile sabotaggio pianificato in questo sito? I servizi bulgari erano a conoscenza del sabotaggio e quali misure avevano adottato? La presenza delle auto della polizia nelle ultime ore presso il sito è stata ritardata?
“Solo pochi giorni fa, durante il Consiglio consultivo per la sicurezza nazionale, il capo della DANS (il servizio di controspionaggio) mi ha assicurato che il controspionaggio sta lavorando molto attivamente contro i sabotaggi di matrice russa. Evidentemente non sta riuscendo a far fronte alla situazione”, ha scritto Mirchev. Ha aggiunto che lui e il collega Bozhidar Bozhanov hanno già presentato interrogazioni parlamentari alla DANS e al ministero dell’Interno e che domani fornirà ulteriori informazioni all’Assemblea nazionale.
Si tratta dell’ultimo di una serie di incidenti che hanno coinvolto importanti apparecchiature per le comunicazioni. Nella notte tra il 23 e il 24 settembre, un incendio è divampato presso una stazione satellitare terrestre Starlink nel villaggio di Wola Krobowska, nel voivodato della Masovia, in Polonia.
A differenza del governo bulgaro, tuttavia, le autorità polacche non hanno nascosto l’accaduto e lo hanno descritto come un atto di sabotaggio deliberato. Il vice primo ministro polacco Krzysztof Gawkowski ha dichiarato che l’incendio era stato “pianificato con l’obiettivo di mettere fuori servizio la stazione, interrompendo l’accesso a Internet per diverse istituzioni, compreso l’esercito ucraino”. Secondo Gawkowski, “molti elementi indicano che l’attacco rientra nella nuova dottrina russa dell’attacco”.
Ieri (12 ottobre), due cittadini turchi sono stati fermati in Germania in relazione all’incendio avvenuto in Polonia. Varsavia ha dichiarato ufficialmente che dietro l’attacco vi è la Russia. Il ministro polacco responsabile dei Servizi speciali, Tomasz Siemoniak, ha spiegato che l’intelligence russa ricorre sempre più spesso al reclutamento di persone legate alla criminalità organizzata per compiere atti di sabotaggio.
“Su ordine dei servizi polacchi, la polizia tedesca ha arrestato due cittadini turchi sospettati di aver dato fuoco alla stazione Starlink in Masovia. Questo è un altro atto di guerra ibrida. Gli autori del sabotaggio risponderanno davanti alla giustizia polacca”, ha scritto su X il premier Donald Tusk.
L’incendio nella Polonia centrale ha distrutto l’impianto elettrico e il generatore di emergenza della stazione Starlink di Wola Krobowska. L’obiettivo era interrompere i servizi Internet, compresi quelli utilizzati dall’esercito ucraino.
La Polonia sottolinea di pagare un abbonamento per utilizzare la rete Starlink, che Elon Musk ha attivato per aiutare Kyiv immediatamente dopo l’inizio dell’invasione russa su vasta scala nel 2022. Nel frattempo, i servizi di intelligence danesi indicano di aspettarsi un’escalation della guerra ibrida da parte della Russia nei prossimi mesi.
Quest’ultimo episodio si inserisce in un quadro più ampio di attacchi ibridi e sabotaggi in Bulgaria, molti dei quali negli ultimi 15 anni hanno preso di mira aziende produttrici di armamenti e altri siti strategici.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

