L’Unione europea punta ad accelerare lo sviluppo e l’impiego di nuove tecnologie militari, riducendo i tempi necessari per trasformare i progetti innovativi in capacità operative a disposizione delle forze armate. Lunedì, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato formalmente il regolamento che istituisce AGILE (Programme for Agile and Rapid Defence Innovation), il nuovo strumento da 115 milioni di euro destinato a sostenere le piccole e medie imprese, comprese start-up e scale-up, impegnate nello sviluppo di tecnologie emergenti e innovative per la difesa.
L’approvazione definitiva giunge dopo l’accordo provvisorio raggiunto con il Parlamento europeo il 15 luglio e il voto favorevole dell’Eurocamera nella plenaria del 6 ottobre. Il programma si inserisce negli sforzi dell’UE per rafforzare la propria base industriale e tecnologica della difesa, favorendo l’ingresso di nuovi operatori in un settore tradizionalmente dominato dai grandi gruppi industriali.
L’obiettivo principale è colmare il divario tra lo sviluppo di un prototipo e il suo effettivo impiego operativo, uno degli ostacoli che rallentano l’adozione di nuove tecnologie da parte delle forze armate europee. AGILE sosterrà in particolare lo sviluppo e la sperimentazione di prodotti innovativi, compreso l’adattamento di tecnologie originariamente concepite per impieghi civili alle esigenze militari.
“L’Ucraina ci ha dimostrato che l’innovazione e le tecnologie all’avanguardia possono essere decisive per la preparazione e la resilienza in materia di difesa”, ha dichiarato la ministra della Difesa irlandese Helen McEntee, sottolineando che il nuovo programma permetterà alle PMI di innovare “più velocemente e su scala maggiore, trasformando l’eccellenza tecnologica in capacità operativa”.
Dalle sovvenzioni ai test: l’obiettivo è ridurre i tempi
Uno degli elementi centrali di AGILE riguarda la velocizzazione delle procedure di finanziamento. Il programma prevede infatti sovvenzioni accelerate, con tempi di erogazione di appena quattro mesi, mentre l’obiettivo è consentire alle tecnologie finanziate di raggiungere le forze armate entro un periodo compreso tra uno e tre anni.
Il nuovo strumento introdurrà inoltre un sistema di sfide tecnologiche orientate a specifiche missioni, definite con il coinvolgimento degli Stati membri. In questo modo, i progetti sostenuti dovrebbero rispondere direttamente alle esigenze operative individuate dalle autorità nazionali della difesa, riducendo il rischio di finanziare soluzioni prive di un’applicazione concreta.
Particolare attenzione sarà dedicata anche all’accesso alle infrastrutture di prova e sperimentazione, spesso difficilmente accessibili per le imprese di dimensioni minori. AGILE faciliterà inoltre il collegamento tra start-up, PMI e grandi gruppi industriali attraverso attività dedicate di incontro e collaborazione, con l’obiettivo di favorire l’integrazione delle nuove tecnologie nei sistemi militari.
Il programma prevede infine procedure di approvvigionamento semplificate per i prodotti sviluppati attraverso il nuovo strumento, così da accelerarne l’eventuale acquisizione da parte delle forze armate.
Un nuovo strumento per l’industria europea della difesa
AGILE non sostituirà gli strumenti europei già esistenti, ma opererà in maniera complementare, concentrandosi sulle fasi che precedono l’impiego operativo delle innovazioni. L’obiettivo è rendere più rapido il trasferimento delle tecnologie dal settore della ricerca e della sperimentazione a quello della difesa, anche attraverso il coinvolgimento di imprese che non fanno parte dei tradizionali circuiti dell’industria militare.
L’esperienza della guerra in Ucraina ha contribuito a evidenziare l’importanza di cicli di innovazione più rapidi e della capacità di adattare le tecnologie alle esigenze del campo di battaglia. Il nuovo programma europeo punta a rispondere a questa necessità, affiancando agli investimenti industriali di lungo periodo uno strumento dedicato alle innovazioni che possono essere sviluppate e impiegate in tempi relativamente brevi.
Dopo l’adozione definitiva da parte del Consiglio, il regolamento dovrà essere firmato dai presidenti del Parlamento europeo e del Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione, mentre i primi inviti a presentare proposte sono previsti all’inizio del 2027.
[articolo a cura di Simone Cantarini]

