Russia e Ucraina hanno espresso sorpresa per l’annuncio fatto domenica dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di un cessate il fuoco energetico tra i due Paesi. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, il cessate il fuoco dovrebbe essere “imminente”. Tuttavia, il leader ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di essere ancora in attesa di conoscere i dettagli dell’accordo, mentre da Mosca non è giunta alcuna dichiarazione in merito all’annuncio del cessate il fuoco, giunto dopo giorni di intense pressioni da parte della amministrazione statunitense nei confronti di Kyiv per interrompere i continui attacchi alle raffinerie di petrolio russe.
Trump, in difficoltà nei sondaggi in vista delle elezioni di medio termine in programma il 3 novembre, sostiene che gli attacchi condotti da Kyiv contribuiscano dell’aumento dei prezzi del diesel a livello globale e che danneggino il Partito Repubblicano.
In un post pubblicato domenica sulla sua piattaforma Truth Social, Trump ha annunciato che Ucraina e Russia avevano raggiunto un accordo per un cessate il fuoco nel settore energetico, senza però fornire ulteriori dettagli. “Con effetto immediato, è in vigore un cessate il fuoco energetico nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non infrangetelo!”, ha scritto Trump.
Trump, la cui guerra in Iran è stata indicata tra le principali cause dell’aumento dei prezzi globali del carburante, aveva precedentemente annunciato un cessate il fuoco nel settore energetico in Ucraina a metà settembre, ma nessuna delle due parti ha mai confermato il raggiungimento di tale accordo.
Secondo quanto riportato da Reuters e Financial Times, gli Stati Uniti avrebbero minacciato di interrompere la condivisione di informazioni di intelligence con l’Ucraina, nonché l’approvvigionamento di armi nell’ambito del sistema PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), per spingere Kyiv a interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe.
Da parte sua Zelensky ha dichiarato di aver discusso dell’annuncio del cessate il fuoco da parte di Trump con il segretario generale della NATO Mark Rutte, il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente finlandese Alexander Stubb.
Inoltre, in una breve intervista successiva all’annuncio di Trump, Zelensky ha dichiarato alla testata Axios: “Se il presidente Trump ha negoziato l’accordo con (Vladimir) Putin, vi preghiamo di comunicarci quando inizierà il cessate il fuoco. Siamo pronti e lo accetteremo”.
In un successivo messaggio su Telegram, Zelensky ha poi sottolineato che “l’Ucraina sostiene il cessate il fuoco ed è importante che anche la Russia lo sostenga”, precisando di attendere eventuali dettagli da parte americana.
Nel suo consueto videomessaggio serale, Zelensky ha affermato che le forze russe continuavano a condurre attacchi aerei contro le infrastrutture energetiche, tra cui un attacco a una centrale termoelettrica a Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina.
Il presidente degli Stati Uniti ha anche chiesto elezioni in Ucraina, sospese dall’invasione russa del 2022. A questa richiesta, lo stesso Zelensky ha risposto che avrebbe indetto le elezioni se Putin avesse accettato un cessate il fuoco di 60 giorni. Per il presidente ucraino spetta ai cittadini scegliere il proprio leader, ma ha aggiunto che prima è necessario porre fine ai combattimenti. La legge ucraina vieta le elezioni in regime di legge marziale per motivi di sicurezza.
Il prezzo del diesel pesa sulle elezioni di midterm
Il forte aumento dei prezzi globali del diesel, seguito allo scoppio della guerra con l’Iran a febbraio, è diventato una fonte di preoccupazione per il Partito Repubblicano di Trump in vista delle elezioni di medio termine del 3 novembre che potrebbero vedere i Democratici ottenere il controllo di una o di entrambe le camere del Congresso.
Prima dell’annuncio della “tregua energetica” tra Ucraina e Russia, Trump aveva confermato un accordo con la Russia per la fornitura di gasolio, suscitando le ire di Kyiv, secondo cui l’intesa avrebbe incoraggiato gli attacchi di Mosca contro l’Ucraina e causato ulteriori vittime.
Venerdì Trump ha annunciato che il presidente russo Vladimir Putin aveva acconsentito a rilasciare immediatamente 300.000 tonnellate di gasolio “sul mercato americano e globale”, seguite da diverse altre spedizioni. Ciò nonostante, solo poche settimane fa, è stata firmata una legge che autorizza nuove sanzioni e dazi statunitensi contro i Paesi che importano petrolio e gas dalla Russia.
Oltre alla fornitura iniziale di 300.000 tonnellate di gasolio, Trump ha affermato che la Russia ne avrebbe poi fornite altre 500.000 a novembre e un milione in seguito.
A questa fornitura seguirebbero altri tre milioni di tonnellate, che verrebbero consegnate “entro breve tempo”, a seconda delle condizioni delle raffinerie, attaccate dall’Ucraina durante la guerra in corso tra i due Paesi.
La decisione è stata criticata da alcuni legislatori repubblicani e democratici, i quali ritengono che l’accordo violi le leggi statunitensi. Citato da Reuters, il senatore statunitense Thom Tillis, repubblicano della Carolina del Nord, ha affermato che l’accordo di fornitura di gasolio con la Russia potrebbe essere illegale e mettere a rischio vite americane.

