Il Parlamento europeo respinge la legittimità della Duma russa eletta tra il 18 e il 20 settembre 2026 e invita gli Stati membri a interrompere i contatti ufficiali con i suoi rappresentanti. La risoluzione, approvata giovedì 8 ottobre con 482 voti favorevoli, 41 contrari e 39 astensioni, denuncia una consultazione che gli eurodeputati considerano né libera né equa, svoltasi in un clima di paura e mentre prosegue la guerra russa contro l’Ucraina.

Secondo l’Eurocamera, il voto si è tenuto senza “candidati alternativi autentici”, media liberi, osservatori credibili e libertà politiche. Nella risoluzione si denuncia inoltre la repressione degli oppositori, molti dei quali, sottolineano i deputati, sono stati incarcerati, assassinati o costretti all’esilio. Il Parlamento attribuisce alle autorità russe la sistematica eliminazione degli spazi democratici ancora esistenti nel Paese.

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Una parte centrale del documento riguarda l’organizzazione delle votazioni nei territori occupati. Gli eurodeputati condannano le consultazioni svolte nelle regioni ucraine di Donetsk, Kherson, Luhansk e Zaporižžja, oltre che nella Transnistria moldava e nelle regioni georgiane dell’Abkhazia e di Tskhinvali/Ossezia del Sud. Il Parlamento rifiuta di riconoscere le conseguenze giuridiche e politiche delle elezioni organizzate illegalmente nelle aree ucraine occupate.

La richiesta rivolta ai governi europei è di adottare una politica analoga di non riconoscimento, evitando qualsiasi contatto ufficiale con la nuova Duma e con i suoi membri e opponendosi alla loro partecipazione alle assemblee interparlamentari. Il testo si esprime anche contro la normalizzazione della presenza russa negli eventi sportivi e culturali internazionali.

Sul fronte delle misure restrittive, la risoluzione sollecita nuove sanzioni contro persone ed entità coinvolte nella persecuzione politica e nella guerra contro l’Ucraina. Tra i possibili destinatari vengono indicati giudici, procuratori, funzionari del Rosfinmonitoring, agenti coinvolti nella repressione anche oltre i confini russi, componenti della Commissione elettorale centrale e responsabili dell’organizzazione delle votazioni nei territori occupati di Ucraina, Georgia e Moldavia. Si tratta di una richiesta politica del Parlamento, non dell’adozione immediata di nuove sanzioni.

Gli eurodeputati chiedono infine di continuare a sostenere le forze democratiche russe contrarie alla guerra. Per il Parlamento, una normalizzazione delle relazioni tra UE e Russia resta esclusa senza una pace giusta e duratura in Ucraina: il documento richiama il rispetto dell’integrità territoriale ucraina, il ritiro completo delle truppe russe, il rilascio dei prigionieri di guerra, il ritorno dei bambini deportati, il pagamento delle riparazioni e l’accertamento delle responsabilità per i crimini commessi.

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