Il ministro dell’Energia polacco Miłosz Motyka ha reagito duramente alla proposta del leader del partito di estrema destra polacco Konfederacja, Grzegorz Braun, secondo il quale i gasdotti Nord Stream dovrebbero essere riattivati e la Polonia dovrebbe acquisirne una quota. La proposta in questione è stata avanzata da Braun nella giornata di mercoledì in un comizio presso la città tedesca di Lubmin, punto di approdo dei gasdotti, in occasione del quale è intervenuto a fianco di esponenti del partito tedesco di estrema destra Alternative für Deutschland favorevoli alla riparazione e alla riattivazione delle condutture.

In un video postato sui social media, Braun afferma la volontà di “diventare azionisti in questo grande progetto”, riformulando poi, a concludere, la famosa battuta del film “Apocalypse Now”, sostenendo di amare “l’odore del gas russo al mattino”.

Non si è fatta attendere la risposta del ministro dell’energia polacco Miłosz Motyka il quale, con un post sul suo account X, ha bollato la proposta di Braun come una seria minaccia agli interessi nazionali della Polonia. Secondo il ministro “non potrebbe esserci un progetto che più diverga dai nostri interessi nazionali del Nord Stream; non puoi definirti un patriota e al contempo supportare un progetto che rappresenta una minaccia agli interessi vitali della Polonia. Vergogna!”. La Polonia, nei fatti, da lungo tempo si oppone al Nord Stream, poiché questa infrastruttura collega direttamente la Russia con la Germania passando per le profondità del Mar Baltico, aggirando quindi la Polonia e l’Ucraina.

Lo scontro si inserisce nelle ipotesi ventilate da un’iniziativa congiunta di Mosca, Washington e di Alternative für Deutschland volta a rinnovare le forniture di gas russo verso l’Europa. Secondo quanto riportato dai media, infatti, alti funzionari russi e statunitensi, tra cui l’inviato USA nonché genero di Donald Trump Jared Kushner, hanno discusso in merito a questa possibilità, proponendo di portare un investitore statunitense nei gasdotti Nord Stream. Un funzionario statunitense ha dichiarato che l’accordo appare improbabile in tempi prossimi, poiché i gasdotti continuano ad essere soggetti alle sanzioni congiunte Ue e USA.

Parallelamente, il partito di estrema destra tedesco Alternative für Deutschland si sta preparando a sostenere colloqui con l’inviato di Vladimir Putin Kirill Dmitriev, al fine di trovare un’intesa nell’ottica di far riprendere i rifornimenti di gas russo; l’incontro è in programma per l’inizio del prossimo anno.

Parole di critica anche da parte del parlamentare tedesco dei Verdi Michael Kellner, supervisore delle politiche energetiche tedesche dall’invasione russa dell’Ucraina, secondo il quale “si profila un accordo losco che costerà caro all’Europa”.

[articolo a cura di Giacomo Cellupica]

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