Un importante esponente democratico della Camera dei Rappresentanti statunitense ha formalmente richiesto documenti dettagliati alla società di private equity di Jared Kushner, dopo che un’inchiesta della CNN ha documentato consistenti partecipazioni indirette in società israeliane che forniscono materiali all’esercito israeliano, tra cui il principale produttore di armamenti del Paese.
Il deputato Robert Garcia, democratico della California e principale esponente dell’opposizione nella commissione per la Supervisione e la Riforma della Camera, ha scritto ad Affinity Partners chiedendo informazioni sulle attività della società in Medio Oriente.
Garcia ha presentato l’iniziativa come parte di un esame più ampio dei “modi senza precedenti e pericolosi” attraverso i quali il presidente Donald Trump e i membri della sua famiglia potrebbero trarre vantaggi finanziari dalla loro vicinanza al potere. La lettera arriva mentre Kushner continua a ricoprire il ruolo di inviato diplomatico volontario dell’amministrazione per le questioni mediorientali, comprese le trattative legate alla guerra a Gaza, senza essere soggetto agli obblighi di trasparenza finanziaria che si applicherebbero a una posizione governativa formale.
Nella lettera, Garcia afferma che i democratici della commissione vogliono stabilire se i consistenti guadagni finanziari di Kushner siano avvenuti a scapito della sicurezza degli Stati Uniti. La richiesta si basa direttamente sull’inchiesta della CNN, che ha utilizzato i documenti israeliani sulla trasparenza finanziaria per dimostrare che Affinity Partners è il principale azionista di Phoenix Financial, società con sede a Tel Aviv.
Phoenix detiene investimenti per un valore superiore a 456 milioni di dollari in almeno nove società legate al settore della difesa israeliano. Queste aziende producono o forniscono droni, navi da guerra, sistemi di sorveglianza, spolette elettroniche per proiettili d’artiglieria, componenti per carri armati e attrezzature per demolizioni utilizzate dalle forze armate israeliane. La maggiore partecipazione individuata è quella in Elbit Systems, il principale gruppo israeliano del settore della difesa, con una quota del valore di almeno 265 milioni di dollari.
Tra gli altri investimenti figurano NextVision, che produce telecamere per droni, e Reshef Technologies, produttrice di spolette elettroniche. Tutte e nove le società hanno visto aumentare il proprio valore azionario nell’ultimo anno e diverse hanno attribuito pubblicamente l’aumento della domanda al conflitto in corso a Gaza.
Affinity Partners non detiene partecipazioni dirette nelle nove società. La sua esposizione è indiretta e deriva dalla proprietà di Phoenix. Affinity ha acquisito per la prima volta una partecipazione in Phoenix nel luglio 2024 e ha all’incirca raddoppiato l’investimento nel gennaio 2025, poco prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca, diventando il principale azionista. Kushner ha successivamente definito Phoenix il “miglior investimento” di Affinity.
Nel luglio 2026 la società ha venduto circa un quarto della propria partecipazione per oltre 340 milioni di dollari, realizzando un rendimento superiore di oltre cinque volte rispetto all’investimento iniziale. Affinity rimane il principale azionista di Phoenix, con una quota del 7,4%, valutata oltre 1 miliardo di dollari a luglio.
I legali di Kushner hanno respinto qualsiasi ipotesi di influenza impropria. Sottolineano che Kushner non ricopre alcun ruolo dirigenziale in Phoenix, non ha mai fatto parte del suo consiglio di amministrazione e non ha partecipato alle decisioni relative all’acquisto, alla detenzione o alla vendita degli specifici asset legati alla difesa individuati dalla CNN.
Aggiungono inoltre che anche i fondi pensione in cui Garcia è coinvolto detengono azioni di Phoenix ed Elbit Systems. Un portavoce del deputato ha risposto che Garcia non negozia personalmente tali titoli e non esercita alcun controllo sulle decisioni di investimento dei fondi che servono milioni di dipendenti pubblici, definendo il paragone un tentativo di distogliere l’attenzione dalla questione.
Lo stesso Kushner ha liquidato l’inchiesta della CNN come “profondamente fuorviante”, senza tuttavia indicare specifici errori fattuali. Ha parlato apertamente del mantenimento di un dialogo attivo con i vertici di Phoenix, anche se i suoi legali affermano che tali interazioni si sono ridotte con l’aumento dei suoi impegni diplomatici.
I progetti serbi e albanesi fanno emergere una presenza regionale più ampia
La rete di collegamenti si estende oltre Israele, fino ai Balcani. A settembre è stato inaugurato nel quartiere Makiš di Belgrado un impianto per l’assemblaggio di droni, nato da una partnership tra Elbit Systems e la società serba SDS Technologies. Uno dei direttori di SDS Technologies è l’avvocato israeliano Zion Amir, che rappresenta anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Il presidente serbo Aleksandar Vučić e l’ambasciatore israeliano in Serbia hanno inaugurato lo stabilimento durante una cerimonia a porte chiuse per i giornalisti, citando la delicatezza del processo produttivo. Il progetto rientra in un più ampio accordo di cooperazione militare da 1,6 miliardi di dollari tra la Serbia ed Elbit. Non esistono prove pubbliche che colleghino direttamente Affinity Partners o Kushner alla fabbrica di droni serba; il collegamento passa esclusivamente attraverso la presenza di Elbit nel portafoglio di Phoenix.
Parallelamente, la stessa Affinity Partners aveva portato avanti un importante progetto immobiliare a Belgrado. La società aveva pianificato un complesso alberghiero di lusso nell’area degli ex edifici dello Stato Maggiore, strutture danneggiate dai bombardamenti della NATO del 1999. Dopo che erano emerse accuse secondo cui funzionari serbi, tra cui l’allora ministro della Cultura Nikola Selaković, avrebbero impropriamente revocato all’area lo status di bene sottoposto a tutela del patrimonio culturale, Affinity si è ritirata dal progetto nel dicembre 2025. La società ha dichiarato di aver preso la decisione per rispetto nei confronti dei cittadini della Serbia e di Belgrado.
Nella vicina Albania, al contrario, i piani di investimento di Affinity rimangono in corso. I progetti che coinvolgono terreni nei pressi della laguna protetta di Narta hanno suscitato proteste per i possibili danni agli habitat dei fenicotteri e di altri animali selvatici. Il primo ministro albanese Edi Rama ha difeso i progetti, mentre la Procura speciale contro la corruzione del Paese ha aperto un’indagine sulle modifiche legislative collegate all’operazione e sul trasferimento di terreni di proprietà dello Stato.
Le questioni relative a possibili sovrapposizioni tra il lavoro diplomatico volontario di Kushner e i suoi interessi finanziari privati arrivano anche all’Ucraina. Un’inchiesta del New York Times ha esaminato la possibilità che i negoziati degli Stati Uniti con la Russia per porre fine alla guerra siano rimasti intrecciati con un piano del valore di miliardi di dollari che prevede la vendita di asset appartenenti a una grande società energetica russa a investitori legati a Kushner e all’altro inviato di Trump, Steve Witkoff. I rappresentanti di Witkoff hanno dichiarato che egli non detiene alcuna partecipazione finanziaria nella vicenda e che sta prestando servizio per l’amministrazione a proprie spese.
I limiti della supervisione parlamentare e il doppio ruolo di inviato e investitore
La lettera di Garcia, da sola, non ha valore coercitivo, poiché è stata presentata da un membro di minoranza della commissione. La Commissione per la supervisione e la riforma della Camera è il principale organo investigativo della Camera dei Rappresentanti, ma il potere formale di emettere citazioni e una più ampia autorità d’indagine richiedono generalmente il controllo della maggioranza.
Questo quadro potrebbe cambiare dopo le elezioni di metà mandato di novembre. Qualora i democratici riconquistassero la maggioranza alla Camera, la commissione avrebbe maggiore possibilità di imporre la produzione di documenti e la testimonianza di soggetti coinvolti.
Anche in assenza di un’immediata indagine formale, la vicenda mette in evidenza una tensione strutturale determinata dal doppio ruolo di Kushner. Egli è stato una figura centrale nella diplomazia dell’amministrazione in Medio Oriente, compresi gli sforzi che hanno portato a un cessate il fuoco a Gaza nell’ottobre dell’anno precedente, mentre contemporaneamente supervisiona una società privata che ha generato rendimenti straordinari attraverso un veicolo d’investimento fortemente esposto a società che beneficiano dell’aumento della domanda nel settore militare.
Gli attivisti per l’etica pubblica sostengono che chi contribuisce a definire le politiche non dovrebbe poter trarre profitto dalle conseguenze di quelle stesse politiche. Kushner e i suoi rappresentanti sostengono invece che il suo lavoro diplomatico e le decisioni di investimento di Phoenix siano rimasti rigorosamente separati e che non esistano prove di un’influenza reciproca. La questione rimane aperta.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo pubblicato su EUAlive disponibile qui.

