Il primo lancio da un sottomarino francese del missile M51.3, effettuato martedì (6 ottobre), è stato presentato dal presidente Emmanuel Macron come una dimostrazione del fatto che “il messaggio è stato inviato forte e chiaro” ovunque fosse necessario che venisse recepito.

Il lancio di accettazione senza testata nucleare dal sottomarino SSBN Le Vigilant, osservato da Macron a bordo della fregata Auvergne al largo della Bretagna, ha certificato il sottomarino dopo la revisione e ha confermato la prontezza operativa del missile aggiornato. Le dichiarazioni ufficiali hanno evitato di nominare la Russia; la tempistica e le parole di Macron, invece, non lo hanno fatto.

Pochi giorni prima, Mosca aveva avvertito la NATO che qualsiasi tentativo di isolare Kaliningrad avrebbe potuto provocare l’impiego del proprio intero arsenale, comprese le armi nucleari, e Vladimir Putin aveva ribadito che un attacco diretto alla Russia o all’enclave avrebbe posto la questione dell’impiego di ogni arma disponibile.

Queste dichiarazioni facevano seguito a mesi di segnali russi sul fronte nucleare: una grande esercitazione strategica a maggio, che aveva incluso lanci reali di un missile balistico intercontinentale Yars e di un missile balistico lanciato da sottomarino Sineva, dichiarazioni sul Sarmat e ripetuti riferimenti pubblici alle opzioni nucleari legate alla guerra in Ucraina e alla sicurezza europea. Funzionari francesi e organi di informazione hanno sottolineato che il test si è svolto in questo contesto di crescenti tensioni.

“Per essere liberi, bisogna essere temuti. E per essere temuti, bisogna essere potenti”, ha dichiarato Macron. Le sue parole e la sua enfasi sul raddoppio della spesa per la difesa, sui nuovi sottomarini strategici in costruzione e su un programma ipersonico per la componente aerea della deterrenza, richiamano lo stile utilizzato dalla Russia da anni: lanci balistici visibili e una capacità nucleare esplicita o implicita come strumenti di comunicazione politica.

Il proverbio russo “un cattivo esempio è sempre contagioso” coglie la simmetria evidenziata da critici e osservatori. Entrambe le parti presentano i lanci come normali attività di verifica tecnica, condotte senza testate e nel rispetto dei limiti previsti dai trattati; entrambe, tuttavia, fanno in modo che gli eventi siano resi pubblici affinché avversari e alleati recepiscano il messaggio di fondo sulla capacità di deterrenza.

La Francia mantiene una forza nucleare indipendente composta da circa 290 testate e considera la componente oceanica il fulcro della propria credibilità; la Russia dispone del più grande arsenale nucleare al mondo e ha utilizzato esercitazioni e test per sottolineare la propria disponibilità a un’escalation. Il lancio di ottobre aggiunge quindi un ulteriore tassello a questo scambio di segnali, più che rappresentare una rottura rispetto ad esso.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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