Gli ambasciatori dell’Unione europea hanno approvato ieri (7 ottobre) il più grande ampliamento delle sanzioni contro la Russia dall’inizio dell’invasione su vasta scala, dando il via libera all’inserimento di 1.646 nomi, che i ministri degli Esteri dovrebbero adottare formalmente il 12 ottobre a Lussemburgo.
Il pacchetto comprende 743 persone e 826 entità accusate di sostenere la guerra, oltre a 77 persone che hanno partecipato alle elezioni della Duma di Stato di settembre nei territori ucraini occupati, elezioni che Kyiv e Bruxelles non riconoscono.
Una volta pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, le misure imporranno divieti di viaggio, il congelamento dei beni e il divieto di mettere fondi a disposizione dei soggetti sanzionati.
I diplomatici hanno riferito che più della metà dei nuovi inserimenti riguarda la filiera produttiva dei missili balistici, compresi i lavori sul 9M723 Iskander-M, sui propellenti solidi, sui motori a razzo, sulle attività di test e ricerca, nonché sui tessuti specializzati e sulle fibre di carbonio utilizzati nei sistemi missilistici. La lista comprende inoltre produttori di droni e cantieri navali che forniscono servizi di manutenzione ai sottomarini.
La tempistica riflette un cambiamento sul campo di battaglia. L’Ucraina ha in gran parte esaurito gli intercettori Patriot, mentre le scorte statunitensi vengono destinate in misura crescente al Golfo, e le forze russe hanno intensificato gli attacchi con missili balistici, tra le poche minacce che questi sistemi sono in grado di contrastare.
Separatamente, l’Unione ha inserito nella lista nera sette persone ed entità nordcoreane legate allo sforzo bellico di Mosca, dopo che Kyiv ha riferito che la Russia aveva nuovamente utilizzato missili nordcoreani in seguito al rifornimento delle proprie scorte.
Le designazioni non sono ancora legge. Gli ambasciatori hanno concluso settimane di verifiche giuridiche; i ministri devono ancora adottare formalmente gli atti lunedì (12 ottobre), con il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha che dovrebbe partecipare alla riunione di Lussemburgo in videoconferenza. Dopo questo nuovo provvedimento, la lista delle sanzioni contro la Russia si avvicinerebbe a quota 4.650 tra persone ed entità.
L’ampliamento delle sanzioni si affianca a una concessione più discreta raggiunta alla fine di settembre. Per rinnovare per tre anni, fino a settembre 2029, il quadro generale delle sanzioni individuali, i Paesi membri hanno concordato di rimuovere Alisher Usmanov e Mikhail Fridman dalla lista, dopo che la Francia aveva bloccato il rinnovo. Gli Stati baltici si erano opposti; la Lettonia alla fine si è astenuta.
Le nuove designazioni riguardanti i missili e i territori occupati ampliano quindi la rete delle sanzioni nei confronti del complesso militare-industriale e dei partecipanti al voto di settembre, mentre due dei casi più importanti riguardanti gli oligarchi ne escono.
Gli Stati membri hanno inoltre presentato l’accordo come una dimostrazione di unità dopo una serie di incidenti di natura ibrida che diverse capitali hanno attribuito alla Russia. Mosca non ha fornito alcuna risposta pubblica dettagliata alla lista proposta.
Il presidente Vladimir Putin ha dichiarato la scorsa settimana che la Russia non riprenderà le esportazioni di diesel, attualmente sospese fino alla fine di ottobre, finché non verranno revocate le sanzioni.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

