Il partito tedesco Alternative für Deutschland (AfD | ESN) sta valutando la modifica di uno degli elementi più importanti del suo attuale programma politico. Una parte dei suoi esponenti vorrebbe abbandonare la richiesta di uscita dall’Unione europea e dalla zona euro e puntare a una sua profonda riforma.
Il documento programmatico del partito, ottenuto dall’agenzia Reuters, non prevede l’uscita immediata della Germania dall’Unione, bensì il tentativo di riformarla radicalmente. L’AfD potrebbe sostenere la trasformazione dell’Unione in una più flessibile “unione di Stati sovrani”, nella quale i poteri delle istituzioni di Bruxelles sarebbero significativamente limitati.
Particolarmente importanti sarebbero le modifiche riguardanti la migrazione, le finanze dell’Unione e la politica sociale. Secondo il documento, gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di ottenere deroghe alle norme comuni in questi settori.
Si tratterebbe di un allontanamento dalla posizione con cui l’AfD è entrata sulla scena politica tedesca. Il partito è nato nel 2013, inizialmente soprattutto come formazione contraria alle modalità con cui erano stati organizzati i salvataggi dei Paesi della zona euro durante la crisi del debito.
Con il tempo, la questione migratoria ha assunto un ruolo predominante nel suo programma, ma il futuro dell’euro e dell’Unione europea è rimasto uno degli elementi importanti della sua politica.
Gli autori della proposta, tuttavia, non rinunciano completamente alla possibilità di un’uscita della Germania dall’Unione. Se il tentativo di riformare profondamente l’Unione dovesse fallire, l’AfD potrebbe sostenere lo svolgimento di un referendum sulla permanenza della Germania.
Secondo Reuters, la proposta è stata elaborata da esponenti dell’AfD di diversi livelli, tra cui eurodeputati, deputati del Bundestag e membri dei parlamenti regionali. Il documento è stato discusso durante una riunione del partito a settembre.
Non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva sull’eventuale modifica del programma. È prevista una discussione sul documento e qualsiasi potenziale cambiamento della linea ufficiale del partito dovrebbe essere approvato dal congresso dell’AfD previsto per il prossimo anno.
Allo stesso tempo, sono emersi segnali secondo cui una parte della leadership dell’AfD potrebbe voler modificare la propria posizione sull’euro. In un’intervista rilasciata ad agosto alla televisione tedesca ZDF, la co-presidente dell’AfD Alice Weidel ha definito l’euro una “valuta debole”. Non ha tuttavia chiesto esplicitamente l’uscita della Germania dalla zona euro.
L’AfD rafforza la propria posizione
La revisione dell’approccio nei confronti dell’Unione europea viene presa in considerazione in un momento in cui l’AfD sta consolidando la propria posizione sulla scena politica tedesca.
Il partito si è classificato al secondo posto nelle elezioni dello scorso anno per il Bundestag, dietro ai cristiano-democratici della CDU/CSU. L’AfD ha ottenuto inoltre risultati significativi nelle elezioni regionali, soprattutto nei Länder orientali.
Nelle ultime elezioni in Sassonia-Anhalt, l’AfD ha nuovamente registrato un risultato molto positivo. Il partito si pone l’obiettivo di entrare al governo al più tardi dopo le elezioni del 2029.
Allo stesso tempo, i principali partiti tedeschi continuano, nell’ambito della cosiddetta “Brandmauer”, il cordone sanitario volto a escludere qualsiasi collaborazione con l’AfD. Il controspionaggio tedesco ha definito il partito estremista di destra; l’AfD respinge questa classificazione.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

