Le elezioni parlamentari lettoni di sabato (3 ottobre) hanno prodotto un chiaro mandato a favore della continuità nella politica di sicurezza del Paese e del sostegno all’Ucraina. La Lista Unita (AS | ECR) del premier Andris Kulbergs ha ottenuto il 35,3% dei voti e 41 seggi sui 100 della Saeima, il risultato più forte ottenuto da una singola lista da quando la Lettonia ha riconquistato l’indipendenza nel 1991. I dati ufficiali della Commissione elettorale centrale indicano però un’affluenza del 51,8%, la più bassa registrata in un’elezione parlamentare dal ritorno all’indipendenza.
I restanti seggi sono andati a Lettonia Prima (LPV | PfE), che ha raccolto il 13,1% dei consensi e 17 seggi, all’alleanza Potere Sovrano/Giovani Lettoni (SV/AJ | NI), 11,7%, 15 seggi, ai Progressisti (PRO | Greens), 7,9%, 10 seggi, all’Alleanza Nazionale (NA | ECR), 8,9%, 10 seggi, e a Nuova Unità (JV | PPE), 6,4%, 7 seggi. L’Unione dei Verdi e degli Agricoltori (ZZS | NI) è rimasta appena al di sotto della soglia del 5% e ha perso la propria rappresentanza parlamentare.
Kulbergs, imprenditore diventato primo ministro a maggio dopo il crollo della precedente coalizione a causa della gestione di alcuni droni vaganti entrati nello spazio aereo lettone, ha escluso la possibilità di collaborare con Lettonia Prima e con Potere Sovrano/Giovani Lettoni.
Quest’ultima alleanza rappresenta l’opzione più chiaramente favorevole a Mosca ancora presente in Parlamento; il suo programma ha incluso richieste di neutralità, la fine degli aiuti all’Ucraina e il ripristino dei rapporti economici con Russia e Bielorussia. Lettonia Prima, guidata da Ainārs Šlesers, ha cercato il sostegno di alcuni elettori russofoni e in passato aveva messo in discussione le sanzioni, anche se successivamente ha condannato l’invasione. Kulbergs ha dichiarato che qualsiasi rapporto economico con la Russia rappresenta una vulnerabilità che Mosca potrebbe sfruttare.
È possibile formare una maggioranza senza questi partiti. Lista Unita e Alleanza Nazionale dispongono insieme di 51 seggi, esattamente il numero necessario per raggiungere la maggioranza. L’aggiunta di Nuova Unità, il partito liberal-conservatore che ha guidato i precedenti governi e che rimane fortemente favorevole alla NATO e all’Ucraina, porterebbe il blocco a 58 seggi. Tutti e tre condividono l’impegno per la permanenza nell’Unione europea e nella NATO, l’aumento della spesa per la difesa e la prosecuzione dell’assistenza militare a Kyiv. I commentatori e le dichiarazioni dei partiti indicano questi come i partner più probabili per i negoziati sulla coalizione, che il presidente Edgars Rinkēvičs dovrebbe facilitare questa settimana.
La Lettonia sceglie un nuovo governo, sullo sfondo Russia, droni e una coalizione incerta
Le implicazioni sul piano della sicurezza sono dirette. Kulbergs ha fatto campagna elettorale impegnandosi a mantenere la spesa per la difesa al 5% del PIL, una delle percentuali più elevate all’interno della NATO, e a potenziare le capacità anti-drone dopo gli incidenti verificatisi in primavera. Il bilancio della difesa lettone per il 2026 è già previsto intorno al 4,7-4,9% del PIL, a seconda dei criteri di calcolo nazionali e NATO, mentre la legislazione indica l’obiettivo di mantenere stabilmente una soglia minima del 5%.
Gli aiuti militari all’Ucraina sono stati finanziati per circa lo 0,25% del PIL nel 2026, proseguendo un programma che ha incluso trasferimenti di equipaggiamenti, addestramento dei soldati ucraini, contributi alla Coalizione dei droni – di cui la Lettonia è co-leader e che quest’anno ha finanziato con 50 milioni di euro – e acquisti dall’industria della difesa nazionale. Tra il 2022 e il 2025, l’assistenza militare lettone ha raggiunto complessivamente circa 665 milioni di euro.
Kulbergs ha dichiarato pubblicamente che il sostegno all’Ucraina rimarrà una priorità invariata, collegandolo alla difesa del fianco orientale della NATO e alla necessità di evitare qualsiasi accordo che lasci la Lettonia esposta alle pressioni russe. Il risultato elettorale riduce il rischio di uno spostamento verso i partiti che hanno sostenuto una riduzione degli aiuti o il ripristino dei rapporti commerciali con la Russia. Allo stesso tempo, i risultati ottenuti da Lettonia Prima e Potere Sovrano/Giovani Lettoni – in particolare nelle aree con una maggiore presenza di popolazione russofona – evidenziano divisioni interne persistenti su politica linguistica, cittadinanza e rapporti con Mosca. I due partiti rimarranno all’opposizione nell’ambito delle coalizioni attualmente in discussione.
Il risultato indica quindi una continuità delle politiche piuttosto che un’inversione di rotta: elevata spesa per la difesa, prosecuzione del sostegno militare e industriale all’Ucraina ed esclusione delle forze che hanno chiesto la neutralità o un allentamento delle sanzioni. I negoziati sulla coalizione determineranno l’esatta composizione e la durata del prossimo governo, ma l’aritmetica parlamentare e le posizioni dichiarate dei principali partiti sono compatibili con la prosecuzione dell’attuale orientamento a sostegno dell’Ucraina.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponifbile qui.

