La Rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC Network) ha avviato il 30 settembre una serie di azioni coordinate a livello europeo nei confronti di nove aziende del settore dei videogiochi, con l’obiettivo di rafforzare la tutela dei diritti dei giocatori. Il CPC Network è la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori dell’Unione europea che riunisce le autorità nazionali responsabili dell’applicazione delle norme UE. L’iniziativa annunciata il 30 settembre punta a garantire il rispetto dei Principi chiave sulle valute virtuali in-game, linee guida basate sulla normativa europea a tutela dei consumatori e volte a promuovere maggiore trasparenza e correttezza nell’uso delle valute virtuali nei videogiochi.

In particolare, l’iniziativa mira a rafforzare la chiarezza e la trasparenza dei prezzi, il rispetto del diritto di recesso e la protezione degli utenti più vulnerabili. Secondo la CPC Network, il prezzo degli elementi acquistabili all’interno dei videogiochi deve essere indicato anche in valuta reale e i costi non devono essere resi meno comprensibili attraverso l’uso di più valute virtuali o meccanismi di conversione complessi. Le autorità chiedono inoltre di evitare pratiche o messaggi che possano spingere i giocatori ad acquistare quantità eccessive di valuta virtuale per poter avanzare nel gioco. Le informazioni relative agli acquisti devono essere chiare, facilmente accessibili e disponibili prima della transazione. Le aziende sono inoltre chiamate a rispettare il diritto di recesso, informando i giocatori della possibilità di esercitarlo entro 14 giorni dall’acquisto, anche con riferimento alle valute virtuali non utilizzate. Infine, la CPC Network invita le imprese a utilizzare termini e condizioni corretti e comprensibili e a garantire una tutela rafforzata degli utenti vulnerabili, in particolare dei bambini.

La Rete di cooperazione per la tutela dei consumatori riunisce le autorità nazionali responsabili dell’applicazione della normativa europea in materia di tutela dei consumatori. Nel 2025 ha avviato un dialogo con le aziende del settore dei videogiochi per favorire l’allineamento delle loro pratiche ai principi chiave della normativa europea.

Le nove aziende coinvolte nelle azioni della CPC Network sono: Crytek GmbH, InnoGames GmbH, King.com Operations (Malta) Limited, Mojang AB, Plarium Europe S.à.r.l., PLR Worldwide Sales Limited, Riot Games Limited, Supercell Oy e Ubisoft EMEA SAS. Parallelamente, l’azione della CPC Network ha interessato anche Activision Blizzard UK Limited in relazione ai giochi Diablo Immortal e Call of Duty Mobile. Le autorità stanno esaminando non soltanto le modalità di vendita delle valute virtuali, ma anche la raccolta dei dati personali degli utenti, la presenza di elementi potenzialmente idonei a favorire comportamenti di dipendenza, le impostazioni predefinite per il controllo parentale, le pratiche di marketing rivolte ai bambini, la chiarezza delle informazioni precontrattuali e le modalità con cui vengono bloccati gli account degli utenti.

[articolo a cura di Giacomo Cellupica]

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