Il vicepresidente della Corte di Giustizia dell’Unione europea (CGUE) ha respinto la richiesta della Polonia di sospendere l’esecuzione della decisione del Consiglio dell’Unione europea che autorizza l’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale tra l’Unione e i Paesi del Mercosur.

Secondo la CGUE, la Polonia non ha dimostrato in misura sufficiente che l’esecuzione della decisione potrebbe provocare un danno grave e irreparabile. Il tribunale ha quindi deciso di non adottare la misura provvisoria richiesta da Varsavia.

La Polonia aveva impugnato la decisione del Consiglio il 10 maggio. Nel ricorso chiedeva che la decisione fosse dichiarata invalida e, contestualmente, aveva richiesto l’adozione di una misura provvisoria consistente nella sospensione della sua esecuzione.

La controversia riguarda l’applicazione provvisoria dell’accordo tra Unione europea e Mercosur, che disciplina la cooperazione commerciale dell’Unione con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. L’accordo ha iniziato a essere applicato provvisoriamente il 1° maggio 2026, nonostante il processo di ratifica definitiva non sia ancora stato completato.

La Polonia è stato il primo Stato membro dell’Unione a contestare formalmente questa decisione davanti alla CGUE. Il rigetto della richiesta di adozione della misura provvisoria non significa tuttavia la conclusione del procedimento principale: la Corte continuerà a esaminare il ricorso polacco relativo alla validità della decisione del Consiglio.

“Per comprendere questa decisione, è necessario ricordarne brevemente il contesto. I negoziati tra l’Unione europea e i Paesi del Mercosur si sono conclusi con l’elaborazione di due strumenti giuridici paralleli”, ha spiegato il giudice della CGUE Irmantas Jarukaitis nell’illustrazione della decisione.

Come ha ricordato, si trattava di un accordo di partenariato complessivo, comprendente sia la parte commerciale sia quella relativa alla cooperazione politica e alla collaborazione in altri settori. Il secondo documento era il cosiddetto accordo commerciale transitorio, riguardante principalmente la liberalizzazione degli scambi e degli investimenti. Quest’ultimo viene applicato provvisoriamente dal 1° maggio.

Jarukaitis ha spiegato che la Polonia ha chiesto di dichiarare invalida la decisione relativa all’applicazione provvisoria e, separatamente, come misura provvisoria, di sospendere la decisione del Consiglio dell’Unione europea in materia.

Le argomentazioni della Polonia

Presentando il ricorso alla CGUE, la Polonia ha contestato non soltanto le conseguenze economiche dell’accordo, ma anche le modalità con cui è stato adottato dalle istituzioni europee. Il governo polacco ha sostenuto che l’accordo sia stato artificialmente suddiviso in due parti per aggirare il requisito dell’unanimità degli Stati membri in seno al Consiglio.

Varsavia ha inoltre affermato che il Consiglio avrebbe violato le norme dell’Unione autorizzando l’applicazione provvisoria della parte commerciale dell’accordo in una situazione in cui la procedura completa per la sua approvazione non era ancora terminata.

Un’ulteriore contestazione riguarda l’assenza del consenso del Parlamento europeo e il mancato riconoscimento del fatto che il Parlamento europeo aveva chiesto alla CGUE di esaminare la compatibilità dell’accordo con i Trattati. La Polonia contesta inoltre le modalità di voto in seno al Consiglio e accusa quest’ultimo di non aver fornito una motivazione adeguata alla decisione.

La Polonia ha richiamato anche la necessità di tutelare il settore agricolo. Nel ricorso ha fatto riferimento al principio di precauzione e alla mancanza di sufficienti cosiddette clausole specchio, che imporrebbero ai prodotti importati dai Paesi del Mercosur il rispetto di standard produttivi comparabili a quelli vigenti nell’Unione, anche per quanto riguarda l’utilizzo dei prodotti fitosanitari.

Secondo il governo polacco, ciò potrebbe determinare condizioni di concorrenza non equilibrate per i produttori agricoli europei, compresi quelli polacchi.

La Polonia aveva inoltre chiesto di sospendere l’applicazione dell’accordo fino alla definizione del ricorso principale. “Ci aspettiamo che questo accordo, la sua attuazione e la sua entrata in vigore vengano sospesi a seguito della decisione del tribunale”, aveva dichiarato a maggio il viceministro degli Esteri Marcin Bosacki.

Allo stesso tempo, aveva sostenuto che, nella sua forma attuale, l’accordo sarebbe sfavorevole non soltanto all’agricoltura polacca, ma a quella europea nel suo complesso.

La CGUE spiega: l’Unione dispone di un meccanismo di salvaguardia

Il vicepresidente della Corte ha ricordato che l’esecuzione di una decisione può essere sospesa dal giudice chiamato a pronunciarsi sulle misure provvisorie soltanto qualora venga dimostrato che la sospensione è necessaria per prevenire un danno grave e irreparabile prima che la Corte emetta la propria decisione nel merito, ha sottolineato Jarukaitis.

Secondo il vicepresidente, le circostanze presentate dalla Polonia non consentono di dimostrare l’esistenza del rischio di un simile danno, ha affermato il giudice lituano.

Per quanto riguarda invece i rischi per la salute umana e animale e per l’ambiente, secondo il vicepresidente i prodotti agricoli provenienti dal Mercosur che avrebbero potuto essere importati nell’Unione già prima dell’adozione della decisione contestata sono soggetti alle norme in materia di sicurezza alimentare e sanitaria, analoghe a quelle applicabili agli alimenti made in Europe.

Inoltre, ha aggiunto Jarukaitis, l’accordo transitorio contiene disposizioni dettagliate che consentono all’Unione di adottare misure volte a impedire l’immissione sul mercato di prodotti non conformi alle norme qualora esista una grave minaccia per la vita umana, animale o vegetale.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da Focus Europe Poland disponibile qui.

, , , , ,
Per approfondire
Latest Posts from Focus Europe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *