Il candidato alla presidenziale francese Gabriel Attal ha presentato giovedì da Reims la propria visione del futuro europeo, proponendo la “fusione” delle economie di un nucleo forte di Paesi di fronte alla concorrenza di Cina e Stati Uniti.

“Lo dico con forza: l’Europa attuale, a 27, ha raggiunto i propri limiti. Non potremo andare oltre nel sistema attuale”, ha dichiarato il segretario generale di Renaissance, in corsa nel blocco centrista insieme a Édouard Philippe, altro ex primo ministro di Emmanuel Macron che lo precede nei sondaggi.

“Sono candidato per proporre il progetto di una generazione, di un secolo”, ha proseguito Attal. “Di fronte alle potenze americana, cinese e russa, sono convinto che gli Stati Uniti d’Europa siano la nostra opportunità”. L’espressione, coniata da Victor Hugo a cui Attal ha reso omaggio nel discorso, si inserisce in una storia europea che il candidato ha fatto risalire fino all’azione di Emmanuel Macron.

Una fusione economica, non un unico Stato

Secondo Attal, l’Europa avanza attualmente “con delle palle al piede”, tra la concorrenza reciproca degli Stati membri e “circuiti di finanziamento che restano frammentati”. “Quello che propongo non è ovviamente la creazione di un unico Paese, è una fusione economica ed ecologica anzitutto tra un nucleo forte di Paesi europei”, ha spiegato.

Il candidato non ha precisato quanti Paesi sarebbero coinvolti, sostenendo che “il numero non conta”, ma ha indicato come primo passo un referendum europeo, ossia una consultazione simultanea in tutti i Paesi interessati a farne parte. Il progetto prevede l’elezione di un presidente a suffragio universale e un parlamento composto dagli eurodeputati già eletti negli Stati membri. Attal ha rivendicato un “federalismo economico, tecnologico ed ecologico”, precisando che le competenze sovrane resterebbero in capo ai singoli Stati, mentre all’interno degli “Stati Uniti d’Europa” ha auspicato “la scomparsa totale delle frontiere economiche”.

Tra le misure concrete elencate figurano la convergenza delle aliquote di imposte e tasse, la creazione di un diritto del lavoro comune, la nascita di grandi gruppi bancari e delle telecomunicazioni a livello continentale e l’emissione di debito comune. Secondo Attal, un progetto di questo tipo potrebbe concretizzarsi “in tempi molto brevi”.

Il tema europeo come marcatore di campagna

Attal punta a fare della questione europea un elemento distintivo forte della propria candidatura, in particolare nei confronti della candidata del Rassemblement National Marine Le Pen e dell’esponente della France Insoumise Jean-Luc Mélenchon. Alla “preferenza nazionale” rivendicata da Le Pen, ha opposto una “preferenza europea”; alla “visione ristretta” delle “ecoregioni” proposta da Mélenchon, ha contrapposto quella di un “ecocontinente”, osservando che “non risponderemo a un problema mondiale con una risposta regionale”.

Da presidente, ha promesso di convincere i leader europei a firmare un “trattato fondativo di prosperità economica ed emergenza ecologica”, che dovrebbe porre le basi degli “Stati Uniti d’Europa”. Questo nucleo di Paesi punterebbe poi, secondo il candidato, alla “conquista delle frontiere tecnologiche che faranno la prosperità nel ventunesimo secolo”: intelligenza artificiale, energia decarbonizzata, vaccino contro il cancro e conquista spaziale, elencati durante l’intervento negli uffici dell’azienda aerospaziale francese Latitude.

Un progetto elaborato in sei mesi, senza Séjourné

Secondo il suo entourage, la proposta è frutto di un lavoro di sei mesi, nato da un tour europeo condotto da Attal nel mese di marzo. Alla sua elaborazione hanno preso parte l’eurodeputata e presidente del gruppo Renew Europe Valérie Hayer e il presidente della commissione Affari europei dell’Assemblea nazionale Pieyre-Alexandre Anglade. Non ha invece partecipato Stéphane Séjourné, compagno di Attal e vicepresidente della Commissione europea con delega a Industria e mercato unico, secondo quanto riferito dallo staff del candidato.

Sul fronte dei sostegni internazionali, l’entourage di Attal rivendica “molteplici contatti” in diversi Paesi e annuncia per i prossimi giorni una tribuna cofirmata da alcune decine di personalità politiche, tra cui parlamentari europei. Attal punta così a imporre nel dibattito un tema su cui Édouard Philippe resta per ora defilato, mentre Raphaël Glucksmann, candidato nell’ambito di una primaria a sinistra, ha costruito la propria ambizione presidenziale a partire dal Parlamento europeo.

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