L’Unione europea proporrà di vietare l’accesso ai social media, alle piattaforme di condivisione video, ai chatbot basati sull’intelligenza artificiale e ai videogiochi online ai minori di 15 anni, secondo quanto emerge da un documento della Commissione europea visionato da Reuters. Si tratterebbe del piano più ampio mai proposto finora per proteggere i bambini dai pericoli online.

A livello globale sono aumentate le preoccupazioni per l’impatto sulla salute e sulla sicurezza dei minori delle principali piattaforme, tra cui Facebook e Instagram di Meta, TikTok, YouTube di Google e ChatGPT.

La proposta di Bruxelles fa parte dell’EU Kids Act che la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e la commissaria europea per la Tecnologia Henna Virkkunen presenteranno giovedì (17 settembre). La prima potrebbe anticiparne alcuni dettagli nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, previsto per domani (16 settembre), illustrando le prossime politiche comunitarie in materia.

“L’approccio dell’Unione dovrebbe consentire ai minori di beneficiare dell’enorme potenziale dei servizi digitali, proteggendoli al contempo da abusi e sfruttamento. È necessario limitare l’accesso delle aziende tecnologiche ai nostri figli, e non il contrario”, si legge nel documento.

La proposta della Commissione, che riguarderà anche le piattaforme di videogiochi, prevede un accesso graduale ai diversi servizi in base all’età, mentre gli obblighi imposti alle aziende varieranno a seconda del tipo di servizio e dell’età dei minori.

Le aziende dovranno pagare una tassa di vigilanza

Secondo il documento, le aziende dovranno pagare una tassa di vigilanza destinata a finanziare le attività di controllo e supervisione delle autorità competenti.

A partire dai 15 anni, i ragazzi potranno creare autonomamente i propri account secondo la proposta. I minori tra i 13 e i 14 anni potranno invece chiedere ai genitori di aprire account introduttivi per i social media e le piattaforme di condivisione video, sottoposti al controllo parentale, con contatti limitati e rigidi limiti di tempo.

Gli account per i bambini tra i 3 e i 12 anni saranno completamente controllati dai genitori e potranno essere utilizzati esclusivamente per servizi adatti ai minori e soggetti a rigorosi standard di sicurezza, secondo quanto riportato nel documento. I bambini sotto i 3 anni non avranno accesso ai servizi.

I dettagli potrebbero ancora cambiare prima dell’annuncio ufficiale. Nei prossimi mesi la Commissione dovrà elaborare la proposta insieme agli Stati membri dell’Unione e al Parlamento europeo, prima che possa diventare legge.

La bozza visionata da Reuters stabilisce una serie di requisiti per le aziende, tra cui l’obbligo di evitare design progettati per creare dipendenza e feed dannosi. Le aziende dovranno inoltre fornire strumenti che consentano ai minori di segnalare facilmente i contenuti dannosi e strumenti efficaci per il controllo parentale.

Le piattaforme di social media e di condivisione video saranno tenute a verificare l’età degli utenti quando questi aprono un nuovo account, mentre le piattaforme di videogiochi online dovranno verificare l’età dei minori prima che possano scaricare i giochi.

Le aziende sostengono di adottare già misure precauzionali e molte di esse fissano a 13 anni l’età minima per iscriversi alle piattaforme di social media.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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