La Procura europea (EPPO) ha ottenuto la condanna di due cittadini bielorussi, padre e figlio, e della società da loro controllata per frode a danno dei fondi dell’Unione europea destinati allo sviluppo di ricevitori satellitari ad alta precisione per il settore agricolo. La sentenza, pronunciata dal tribunale distrettuale di Vilnius, chiude l’indagine denominata “Precision”, condotta dall’ufficio della Procura europea con sede nella capitale lituana, che ha accertato legami stretti tra gli imputati e le industrie militari russa e bielorussa, entrambe sottoposte a misure restrittive dell’Unione.

Il procuratore capo europeo, Laura Kövesi, ha definito il caso un esempio della rapidità con cui l’EPPO può intervenire nella circonvenzione delle sanzioni UE, sottolineando che l’inchiesta si è conclusa con una condanna in circa un anno dall’apertura.

Il progetto finanziato dall’UE e il ruolo di EUSPA

Al centro del caso vi è una società con sede in Lituania che aveva ottenuto finanziamenti europei per sviluppare ricevitori satellitari professionali in grado di utilizzare il servizio ad alta precisione (High Accuracy Service, HAS) del sistema Galileo per applicazioni agricole, tra cui la guida di macchinari agricoli e il supporto a operazioni di agricoltura di precisione. Il budget complessivo del progetto ammontava a 1.064.933,81 euro, di cui 745.453,67 euro finanziati dall’Agenzia dell’Unione europea per il programma spaziale (EUSPA); di questi, 447.272 euro erano già stati effettivamente erogati alla società.

Per ottenere il finanziamento, la società aveva dovuto presentare a EUSPA una dichiarazione sull’onore in cui affermava di non essere soggetta ad alcuna misura restrittiva dell’Unione e di non avere legami con soggetti sanzionati. La società, costituita in Lituania e originariamente di proprietà e sotto la gestione diretta degli imputati, aveva cambiato assetto proprietario nell’aprile 2022, a ridosso dell’aggressione russa contro l’Ucraina. Alla guida formale erano stati posti un familiare con cittadinanza statunitense e un cittadino lituano, con l’obiettivo, secondo l’EPPO, di aggirare le restrizioni UE applicabili ai cittadini bielorussi.

I legami con l’industria militare russa e bielorussa

Le indagini hanno accertato che i due cittadini bielorussi, pur non figurando più formalmente ai vertici della società lituana, ne mantenevano il controllo effettivo. Allo stesso tempo, ricoprivano posizioni di vertice in una società con sede in Russia impegnata nello sviluppo e nel collaudo di chip per la navigazione satellitare a uso militare, anch’essa soggetta a sanzioni dell’Unione europea. Uno dei due imputati aveva inoltre acquisito la cittadinanza russa tra il 2020 e il 2021, per quello che l’EPPO definisce un tornaconto personale.

Lo stesso soggetto deteneva partecipazioni rilevanti in altre società con legami diretti e indiretti a entità coinvolte in programmi militari e nella cooperazione con le industrie della difesa di Russia e Bielorussia, in gran parte soggette a misure restrittive dell’Unione. In una di queste società, con sede in Russia, l’imputato deteneva la quota di maggioranza, mentre una partecipazione rilevante era nelle mani di un ex alto funzionario dei servizi di sicurezza dello Stato russo. Dichiarando falsamente l’assenza di legami con soggetti sanzionati, gli imputati sono riusciti a ottenere i fondi europei e ad accedere al mercato unico e ai dati geospaziali dell’Unione.

Ammissione di colpa e sanzioni pecuniarie

Gli imputati hanno ammesso le proprie responsabilità e risarcito il danno causato al bilancio dell’Unione, pari a 447.272 euro, l’importo effettivamente erogato dal progetto. Sono stati condannati per frode ai danni dei fondi UE, commessa in concorso con altri soggetti, oltre che per falso e uso di atti falsi.

Il tribunale distrettuale di Vilnius ha condannato il figlio a una multa complessiva di 36.000 euro, ridotta di un terzo grazie al ricorso alla procedura semplificata prevista dal codice penale lituano. Il giudice ha inoltre scomputato dalla sanzione i 73 giorni di custodia già scontati dall’imputato, calcolati a un tasso di 300 euro al giorno, riducendo l’importo effettivamente dovuto a 2.100 euro. Il padre è stato condannato a una multa di 34.500 euro, anch’essa ridotta di un terzo; il giorno di custodia già scontato, scomputato allo stesso tasso di 300 euro, ha portato l’importo finale a 22.700 euro. La società è stata condannata a una multa di 36.000 euro, ridotta di un terzo a 24.000 euro.

La reazione dell’EPPO e le implicazioni per la vigilanza UE

Nel commentare la sentenza, Laura Kövesi ha osservato che il caso “evidenzia un’area politica particolarmente sensibile dell’Unione, in cui la due diligence e le misure preventive dovrebbero essere rafforzate come priorità”. Il procuratore capo ha inoltre posto l’accento sulla necessità di rivedere le regole degli appalti pubblici europei per rendere più difficile l’infiltrazione criminale nei programmi finanziati dall’UE, e ha rilanciato la richiesta di estendere la competenza dell’EPPO ai reati di circonvenzione delle sanzioni, sostenendo che l’attuale risposta del diritto penale a questo tipo di condotte non è sufficientemente dissuasiva.

L’indagine “Precision” era stata resa nota per la prima volta lo scorso dicembre, quando l’EPPO aveva annunciato il fermo di tre persone nell’ambito delle verifiche sulla società lituana, allora ancora impegnata nell’attuazione del progetto avviato nel dicembre 2023. Le indagini hanno beneficiato del supporto del Servizio lituano per le indagini sui crimini finanziari (Finansinių nusikaltimų tyrimo tarnyba, FNTT). L’EPPO è la procura indipendente dell’Unione europea, competente a indagare, perseguire e portare a giudizio i reati che ledono gli interessi finanziari dell’UE.

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