Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha deciso giovedì che il “Lago Ontario” sia ribattezzato “Lago America”, inasprendo la disputa con il Canada, che ha già portato all’imposizione di dazi su decine di miliardi di dollari di scambi commerciali transfrontalieri.
L’ordine esecutivo di Trump su uno dei cinque Grandi Laghi del Nord America si applica all’uso del nome da parte delle autorità federali statunitensi e non stabilisce come il lago debba essere chiamato dal Canada, dagli organismi internazionali o da altre organizzazioni.
Nel giro di poche ore dall’annuncio di Trump, il primo ministro canadese e la governatrice democratica dello Stato di New York hanno dichiarato che non cambieranno il nome del lago, utilizzato da oltre 400 anni. New York confina con il lago sul lato statunitense.
“Cambieremo il nome del Lago Ontario, con effetto immediato, in Lago America”, ha dichiarato Trump ai giornalisti nello Studio Ovale. “Il cambiamento del nome del lago, il Lago d’America, è qualcosa a cui penso in realtà da molto tempo”.
I negoziati commerciali tra Stati Uniti e Canada sono falliti la scorsa settimana, con entrambe le parti che hanno attribuito all’altra la responsabilità del fallimento dopo tre giorni di intense trattative.
Con il livello di consenso pubblico più basso dall’inizio del suo mandato, Trump – che aveva condotto la campagna elettorale promettendo di evitare l’avvio di nuove guerre all’estero e di combattere l’inflazione – sta faticando a risolvere sia la guerra commerciale avviata dalla sua amministrazione con Ottawa, sia il conflitto che Stati Uniti e Israele hanno iniziato contro l’Iran sei mesi fa. Entrambi hanno contribuito all’aumento del costo della vita per gli americani.
“L’America sta cambiando”
Il primo ministro canadese Mark Carney ha sottolineato che il nome del lago precede la nascita sia del Canada sia degli Stati Uniti come nazioni.
“Sappiamo che l’America sta cambiando. Le sue relazioni commerciali, la sua politica estera, i suoi monumenti nazionali, i suoi idronimi”, ha scritto Carney sui social media. “I canadesi sanno anche che chiamare le cose con il loro vero nome significa chiamarlo Lago Ontario – allora, oggi e sempre”.
Circa il 52% della superficie del lago Ontario si trova in Canada, mentre la parte restante appartiene allo Stato di New York. La governatrice di New York Kathy Hochul ha risposto sui social media: “New York non lo chiamerà così”.
Phil Scott, governatore repubblicano del Vermont, che confina con il Canada e con lo Stato di New York, ha definito giovedì la decisione di Trump “meschina e deludente” sulla piattaforma X.
Il Grand Chief Pierre Picard della Nazione Wendat del Québec ha diffuso una dichiarazione in cui condanna il cambiamento del nome, che deriva dalla lingua wendat e significa bello, grande. “Il presidente Trump sta cercando di cancellare la nostra storia”, ha dichiarato.
“Ci manca solo un oceano”
Durante le sue fantasiose dichiarazioni di giovedì, Trump ha inoltre suggerito che potrebbe prendere in considerazione l’idea di ribattezzare anche gli oceani.
“Abbiamo un golfo e abbiamo un lago, ora ci manca solo un oceano, quindi forse dovremo cambiare il nome dell’Atlantico e/o del Pacifico. Forse li cambieremo entrambi”, ha dichiarato Trump ai giornalisti.
Dall’inizio del 2025, Trump ha ripetutamente provocato il Canada evocando la possibilità che diventasse il 51º Stato degli Stati Uniti, un’idea che i leader canadesi hanno liquidato come assurda.
La decisione difficilmente contribuirà a facilitare eventuali futuri negoziati commerciali tra Stati Uniti e Canada, poiché la maggior parte dei canadesi la considera inutilmente provocatoria e offensiva.
Carney ha affermato che i negoziati commerciali si sono arenati su una serie di questioni, tra cui la proposta dei negoziatori statunitensi di modificare norme che avrebbero messo a rischio le disposizioni canadesi sulla lingua francese, la questione se l’eventuale riduzione dei dazi statunitensi avrebbe riguardato i camion di medie e pesanti dimensioni e le richieste di limitare la capacità del Canada di stipulare nuovi accordi commerciali.
I funzionari statunitensi respingono questa ricostruzione, sostenendo che la decisione di Carney di respingere l’accordo sia stata una scelta politica.
Da quando è tornato alla Casa Bianca lo scorso anno, Trump ha inoltre cercato di apporre il proprio nome a edifici e altri simboli del potere americano, tra cui importanti edifici di Washington, una classe di navi da guerra della Marina attualmente in progetto, un programma per i visti destinato agli stranieri facoltosi, un sito web governativo per i farmaci soggetti a prescrizione e conti federali di risparmio destinati ai bambini.
Trump aveva inoltre ordinato nel gennaio 2025 di ribattezzare il Golfo del Messico come Golfo d’America. In quel caso, ci vollero circa due settimane perché il U.S. Board on Geographic Names, parte del Dipartimento degli Interni, aggiornasse la nomenclatura federale ufficiale nel Geographic Names Information System per riflettere il cambiamento, con effetto immediato per l’uso da parte delle autorità federali.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

