Un massiccio attacco aereo russo contro l’Ucraina ha attivato, nella notte tra il 29 e il 30 luglio, le operazioni dell’aviazione polacca e alleata. Sono stati fatti decollare caccia, è stato attivato un aereo di preallarme e i sistemi di difesa antiaerea hanno raggiunto il massimo livello di prontezza.
“Attenzione. In relazione all’attività dell’aviazione a lungo raggio della Federazione Russa, impegnata in attacchi contro il territorio dell’Ucraina, sono iniziate le operazioni dell’aviazione militare nello spazio aereo polacco”, ha comunicato il Comando operativo delle Forze armate polacche sulla piattaforma X. “In conformità con le procedure vigenti, il Comando operativo delle Forze armate polacche ha attivato le forze e le risorse necessarie a sua disposizione”.
Secondo il comunicato, hanno iniziato le operazioni i caccia e un aereo di preallarme, mentre i sistemi terrestri di difesa aerea e i sistemi di ricognizione radar hanno raggiunto lo stato di massima allerta. Come assicurato dal Comando operativo, le attività hanno avuto carattere preventivo e sono state finalizzate alla sicurezza e alla protezione dello spazio aereo, “in particolare nelle aree adiacenti alle zone a rischio”.
“Il Comando operativo delle Forze armate polacche monitora la situazione in tempo reale e le forze e i mezzi dipendenti rimangono pronti a reagire immediatamente”, è stato sottolineato.
La decisione è stata una reazione diretta al vasto attacco aereo russo contro le città ucraine, tra cui Kyiv e Leopoli, che ha suscitato timori riguardo alla possibile penetrazione di droni o missili fuori rotta nelle vicinanze del confine orientale della Polonia.
Sebbene l’operazione si sia conclusa senza violazioni dello spazio aereo polacco, gli eventi della notte hanno mostrato ancora una volta quanto la linea del fronte della guerra in Ucraina si trovi vicino ai confini della Polonia. Hanno inoltre evidenziato il ruolo fondamentale che il sistema di difesa aerea costruito da Varsavia svolge nel dissuadere la Russia.
Allarme nel cuore della notte
La sequenza degli eventi è iniziata alle 2:15, quando il Comando operativo delle Forze armate polacche ha annunciato l’avvio delle operazioni dell’aviazione militare, mettendo in massima allerta le coppie di caccia in servizio, l’aereo di preallarme, i sistemi terrestri di difesa aerea e i sistemi di ricognizione radar. Alle operazioni hanno partecipato gli F-16 polacchi impegnati nei turni di allerta operativa (Quick Reaction Alert).
“L’oggetto che si è avvicinato maggiormente al confine della Repubblica di Polonia si è trovato alle ore 3:29 a una distanza di circa 5 chilometri, dopodiché ha cambiato direzione di volo e si è diretto verso est. Alle ore 3:40 nello spazio aereo polacco è stato rilevato un oggetto non identificato che si muoveva in direzione occidentale”, riferisce il comunicato del Comando operativo.
“Alle ore 3:46, prima di una chiara identificazione, l’oggetto è scomparso dalle indicazioni dei sistemi radar. Al fine di verificare e confermare definitivamente le indicazioni tecniche dei sistemi radar, è stato inviato nell’area dell’ultima rilevazione un elicottero Mi-24”.
È stato assicurato che l’equipaggio dell’elicottero ha individuato il probabile luogo della caduta dell’oggetto in un’area non edificata nei pressi della località di Tarnawa-Kolonia, nel voivodato di Lublino.
“Sul posto sono stati inviati il Gruppo terrestre di ricerca e soccorso e i servizi competenti. Nel luogo dell’incidente sono in corso attività operative e di messa in sicurezza”, è stato comunicato.
Il Comando operativo ha riferito che alle ore 4:40 i sistemi terrestri di difesa aerea e i sistemi di ricognizione radar sono tornati alla normale attività operativa e che non è stata registrata alcuna violazione dello spazio aereo polacco.
Fino alle ore 6:00 è stato temporaneamente chiuso lo spazio aereo sopra gli aeroporti di Lublino e Rzeszów. Dalle ore 8:00 è stato ripristinato il normale funzionamento di entrambi gli scali.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su Focus Europe Poland disponibile qui.

