Dalla UEFA all’Unione europea si moltiplicano le critiche alle intenzioni del presidente della FIFA (Fédération Internationale de Football Association), Gianni Infantino, di voler cedere quote delle sue competizioni calcistiche, tra cui la Coppa del Mondo, a investitori privati. A rivelare per primo il progetto è stato Martyn Ziegler, chief sports reporter del quotidiano britannico The Times.
In una nota diramata su X, la UEFA ha duramente contestato le intenzioni del presidente della FIFA rivelate dall’inchiesta del The Times per creare la società “FIFA Forward Enterprise” (FFE), incaricata della gestione dei Mondiali e dei suoi diritti tv, per un valore intorno ai 20 miliardi di dollari. Uno degli aspetti più controversi del progetto, che dovrebbe prevedere la collaborazione della banca newyorkese JP Morgan, è l’ingresso in tale società di investitori privati, che acquisterebbero quote della competizione calcistica per massimizzarne il valore commerciale.
Il comunicato di condanna della UEFA si apre con l’accusa di aver superato un limite non oltrepassabile dalle istituzioni che governano il calcio, definendo la vicenda di estrema gravità. ‘’ L’anima e la governance del calcio non sono beni da mettere sul mercato, tanto più in assenza di qualsiasi trasparenza su chi ne trarrebbe un vantaggio economico. Nessuno di noi è proprietario del calcio. E il calcio non appartiene alla FIFA, che quindi non può venderlo’’, conclude la nota.
Anche l’esecutivo di Bruxelles è intervenuto sull’argomento. Il Commissario europeo per l’equità intergenerazionale, la gioventù, la cultura e lo sport, Glenn Micallef, ha denunciato, sempre in una nota diramata tramite i social media, “l’incessante commercializzazione del calcio’’, definita ‘’corrosiva’’. ‘’Particolare preoccupazione sorge quando i poteri regolatori della FIFA si allineano con gli interessi finanziari di entità private, generando profondi interrogativi sulla governance, l’indipendenza e i conflitti di interesse’’ ha aggiunto Micallef.
Il commissario europeo ha inoltre ricordato che proposte di questo tipo implicano importanti considerazioni in materia di diritto della concorrenza. Secondo la Corte di Giustizia dell’Unione europea, infatti, le regole sportive sono soggette al diritto dell’UE quando producono effetti economici. Pertanto, Micallef ha annunciato che la Commissione europea esaminerà attentamente le iniziative della FIFA. “Il successo commerciale dovrebbe rafforzare il calcio, non consumarlo. Giù le mani dal nostro gioco”, ha concluso il commissario UE.
Ma chi trarrebbe il vantaggio economico citato dalla Uefa da questa operazione? Qui emerge un altro aspetto estremamente controverso. La Coppa del Mondo appena terminata negli Stati Uniti pare aver rafforzato i rapporti politici e personali tra Infantino e Donald Trump. Il legame tra i due era già molto stretto, come testimoniato dall’apertura di un ufficio della Fifa nella Trump Tower e la consegna al presidente statunitense dell’inedito premio Fifa per la pace. Le indiscrezioni emerse negli ultimi giorni hanno indicato tra i potenziali investitori nella nuova società figure molto vicine al presidente statunitense, in particolare Joshua Kushner, che controlla il fondo Thrive Eternal. Il fratello di quest’ultimo, Jared Kushner, non è altro che il marito della figlia del presidente statunitense Ivanka Trump. Ciò ha inevitabilmente destato sospetti e preoccupazione nelle istituzioni calcistiche europee.
La FIFA, in seguito alle notizie diffuse dalla stampa internazionale, ha pubblicato un comunicato, in cui specifica che l’obiettivo della società FFE sarà di raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari di capitale entro la fine del 2026. Tali fondi dovrebbero finanziare programmi di sviluppo “sulla base di una valutazione iniziale del capitale di 20 miliardi di dollari, selezionando con attenzione investitori di lungo periodo che acquisteranno partecipazioni di minoranza, senza poteri di controllo”. Inoltre, la nota riporta l’annuncio dell’avvio delle consultazioni interne da parte di Infantino. Secondo il presidente della Fifa ‘’si tratta della democratizzazione del calcio a livello mondiale’’. Il comunicato si concentra anche sulle somme che le 211 federazioni nazionali affiliate potrebbero ricevere fino al 2038, nell’ambito del “FIFA Fast-Forward Program”. Attualmente sono previsti 8 milioni di dollari in fondi di sviluppo per ciascun membro nel ciclo commerciale dei Mondiali 2027-2030. Con il nuovo progetto di Infantino tali contributi salirebbero a 20 milioni, poi a 22 milioni e fino a 24 milioni nei cicli successivi.
I precedenti
Il recente piano elaborato da Infantino non è di certo l’unica iniziativa controversa e fortemente influenzata da logiche di profitto che ha interessato il mondo del calcio negli ultimi anni. Dopo il tentativo nel 2021 da parte dei principali club europei di istituire una Superlega indipendente da Uefa e Fifa, anche questa proposta ha riacceso il dibattito sul rapporto tra interessi economici privati e governance del calcio. Lo stesso Infantino, in passato, aveva già provato a siglare accordi miliardari con finanziatori privati per creare nuove competizioni calcistiche. Nel corso della sua presidenza, arrivata all’undicesimo anno, Infantino ha instaurato stretti rapporti con il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, il quale è stato uno dei principali sostenitori del nuovo Mondiale per club maschile disputato negli Stati Uniti lo scorso anno. Inoltre, è importante ricordare che nel 2034 Riyad ospiterà per la prima volta la Coppa del Mondo.
La rielezione di Infantino nel 2027 a capo della FIFA (per il quarto mandato e fino al 2031) appare altamente probabile, sia per l’assenza di rivali, sia per i notevoli risultati finanziari ottenuti con i Mondiali di questa estate. La competizione che si è svolta tra Messico, Canada e USA ha infatti generato ricavi record, pari a circa 12 miliardi di dollari complessivi. Ma quale sarebbe il ruolo del presidente nel nuovo progetto FFE? Secondo il The Times, potrebbe essere creato ad hoc per Infantino un ruolo di commissario, simile a quello di un amministratore delegato, alla guida della nuova struttura che gestirà i Mondiali. Il quotidiano britannico ha anticipato che il salario annuale per questa nuova carica dovrebbe avvicinarsi a quello del CEO della NFL, che supera i 60 milioni di dollari all’anno. In attesa di definire il calendario per il dibattito e per il processo decisionale sulla questione, la Fifa non si è ancora espressa ufficialmente sul futuro ruolo del suo presidente. Sullo sfondo rimane anche l’idea di Trump di candidare l’amico Gianni alla segreteria generale dell’Onu, come rivelato di recente dal New York Times.

