Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha dato il via alla revisione della missione militare in Europa, ampiamente annunciata nei mesi scorsi, confermando così la profonda riorganizzazione dell’impegno militare di Washington in UE. A dare l’annuncio è stato il sottosegretario alla Difesa, Elbridge Colby, in un comunicato stampa rilanciato su X. Nel messaggio Colby, considerato lo “stratega” del Pentagono, ha confermato il via libera “alla Revisione della Postura in Europa annunciata dal Segretario (Pete) Hegseth all’ultima riunione ministeriale della Difesa della NATO a Bruxelles”.
Colby ha aggiunto che “si tratterà di una vera e propria revisione, concepita per garantire che la NATO si muova rapidamente e irreversibilmente verso l’assunzione da parte dell’Europa della responsabilità primaria per la sua difesa convenzionale”.
Il sottosegretario alla Difesa ha precisato che “l’esito di questa revisione sarà un’accelerazione della transizione della NATO verso un’alleanza più forte, più equa e sostenibile, proseguendo la traiettoria di cambiamento positivo intrapresa dal presidente Trump e dal suo team, che incentivano e mettono in condizione gli alleati di guidare la difesa convenzionale dell’Europa”.
A suo dire, in tal modo, “la Revisione promuoverà l’obiettivo di ripristinare pienamente il carattere della NATO come potente organizzazione bellica – una NATO 3.0”, consentendo all’Alleanza atlantica di correre su un binario di “successo duraturo e costante”, soprattutto alla luce di “sfide simultanee in tutti i teatri operativi”.
Colby ha poi precisato che “la Revisione garantirà che la postura delle forze statunitensi in Europa rifletta la Strategia di Sicurezza Nazionale del 2025 e la Strategia di Difesa Nazionale del 2026”. In tale direzione, “la Revisione fornirà un ventaglio di opzioni lungo queste linee guida, basate su rigore strategico, una solida base empirica e una chiara consapevolezza delle realtà geopolitiche e militari”.
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Infine, il sottosegretario alla Difesa si è detto pronto a lavorare a stretto contatto con il generale Alexus Grynkewich, comandante supremo alleato in Europa, e ad avviare consultazioni “ulteriori e ampie” su questa iniziativa chiave con gli alleati degli Stati Uniti in Europa, il Congresso e le altre componenti del governo americano.
Annunciata dal segretario Hegseth durante la riunione dei ministri della Difesa della NATO lo scorso 18 giugno, la revisione giunge sulla scia delle critiche mosse dal presidente Donald Trump ad alcuni alleati della NATO per aver negato il loro sostegno alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran.
Durante il secondo mandato di Trump, il Pentagono ha ripetutamente affermato di voler lasciare che gli alleati europei si assumano la maggior parte della difesa convenzionale del continente, mentre gli Stati Uniti manterranno il loro ruolo nel deterrente nucleare della NATO.
Per ora, come sottolinea Stars and Stripes, uno dei giornali militari più autorevoli degli Stati Uniti, il Pentagono non ha specificato l’entità di eventuali tagli alle truppe in Europa, ma le riduzioni potrebbero essere significative se ci si aspetta che gli alleati sostituiscano le capacità statunitensi nel continente.
Nel 2025, gli Stati Uniti hanno ridotto la loro presenza militare in Europa. A ottobre, l’esercito ha interrotto la missione di rotazione di una brigata in Romania. A maggio, è stato annullato il dispiegamento di una brigata corazzata in Polonia. Lo scorso 1° maggio, il Pentagono ha inoltre annunciato il taglio di 5.000 soldati dalla Germania, ma ha predisposto l’invio di circa 5.000 militari in Polonia. Tale dispiegamento non è stato ancora attuato.

