Il presidente statunitense Donald Trump e l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky hanno tenuto ieri (martedì 28 luglio) un incontro alla Casa Bianca, incentrato sulle licenze per la produzione congiunta dei missili intercettori Patriot e sugli sforzi per rilanciare le iniziative diplomatiche, attualmente in fase di stallo, volte a porre fine alla guerra della Russia contro l’Ucraina.
Zelensky ha definito il colloquio “positivo”, affermando che i due leader hanno discusso delle “licenze per la produzione degli intercettori Patriot e di diverse altre idee che potrebbero essere d’aiuto”, oltre che della necessità di ridare slancio alla diplomazia. Fonti vicine all’incontro lo hanno descritto come “molto pratico”. Durante i colloqui è stata inoltre presa in considerazione una possibile visita a Kyiv, nelle prossime settimane, degli inviati speciali di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, con l’obiettivo di imprimere un nuovo impulso agli sforzi diplomatici.
L’incontro è durato poco più di un’ora e si è svolto a porte chiuse, senza accesso per i media. Si è tenuto nello stesso giorno in cui Zelensky ha partecipato ai funerali del defunto senatore statunitense Lindsey Graham, tra i più convinti sostenitori dell’Ucraina al Congresso, e ha successivamente incontrato a Capitol Hill un gruppo bipartisan composto da oltre 60 senatori.
Il Senato fa avanzare il disegno di legge sulle sanzioni con un forte messaggio a Putin
Dopo il vertice alla Casa Bianca, il Senato degli Stati Uniti ha approvato con un’ampia maggioranza di 86 voti favorevoli e 12 contrari il passaggio procedurale del disegno di legge bipartisan sulle sanzioni contro Russia e Iran, intitolato a Lindsey Graham. Il provvedimento autorizzerebbe l’introduzione di dazi fino al 100% nei confronti dei principali acquirenti di petrolio e gas russi e colpirebbe la cosiddetta “flotta ombra” della Russia, le banche, gli oligarchi e altri soggetti che sostengono lo sforzo bellico di Mosca.
Dopo aver incontrato Zelensky, diversi senatori hanno sottolineato che l’obiettivo del disegno di legge è esercitare una pressione economica tale da costringere il presidente russo Vladimir Putin a sedersi al tavolo dei negoziati.
“Questo disegno di legge dice a Vladimir Putin: i giorni della tua guerra sono contati”, ha affermato chiaramente il democratico Richard Blumenthal. “Deve capire che è dalla parte di chi perde. E che è meglio sedersi ora al tavolo delle trattative piuttosto che sacrificare altre vite, sprecare altro denaro, far crollare la tua economia e distruggere la tua reputazione nel mondo. L’America sostiene l’Ucraina”.
Il repubblicano Jim Risch, presidente della commissione Affari esteri del Senato, ha osservato che l’amministrazione Trump ha contribuito alla stesura del provvedimento. Altri senatori, tra cui Roger Wicker, Jeanne Shaheen e Katie Britt, hanno definito il voto una significativa dimostrazione bipartisan di sostegno all’Ucraina e un passo importante verso l’interruzione del cosiddetto “denaro insanguinato” che finanzia l’invasione russa.
Secondo Suspilne, Blumenthal, coautore del disegno di legge, ha indicato in particolare Cina e India come i principali acquirenti di energia russa che continuano ad alimentare la macchina bellica di Mosca. La versione aggiornata del testo concentra i dazi sui cinque maggiori importatori di petrolio e sui cinque maggiori importatori di gas, restringendo così il campo rispetto alle versioni precedenti, che prevedevano un elenco più ampio di Paesi.
Contesto e prossimi sviluppi
L’incontro alla Casa Bianca e il voto del Senato si inseriscono in una fase caratterizzata dall’intensificazione degli attacchi a lungo raggio da parte di entrambi gli schieramenti e dopo il fallimento dei precedenti tentativi diplomatici guidati dagli Stati Uniti. La visita di Zelensky negli Stati Uniti ha incluso anche un colloquio con il presidente finlandese Alexander Stubb e incontri con Lockheed Martin per discutere una possibile coproduzione dei sistemi Patriot.
Sebbene la Casa Bianca non abbia diffuso dichiarazioni ufficiali subito dopo l’incontro nello Studio Ovale, entrambi i leader hanno espresso una valutazione positiva del colloquio. Le autorità ucraine hanno manifestato la speranza che la combinazione di una più stretta cooperazione nel settore dell’industria della difesa e di una maggiore pressione sanzionatoria rafforzi la posizione di Kyiv sia sul campo di battaglia sia in vista di eventuali futuri negoziati.
Il disegno di legge sulle sanzioni dovrà ora completare ulteriori passaggi procedurali al Senato e ottenere l’approvazione della Camera dei Rappresentanti prima di poter essere sottoposto alla firma del presidente Trump.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

