Il 24 luglio la Commissione europea ha firmato con l’Hub dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) per l’intelligence pandemica ed epidemica, con sede a Berlino, un accordo di contributo nell’ambito del programma EU4Health per un valore superiore a 4 milioni di euro. L’intesa, resa nota da Bruxelles il 27 luglio, rafforza le capacità globali di sorveglianza e risposta alle pandemie e sostiene la condivisione digitale e collaborativa delle informazioni sanitarie, con l’obiettivo di trasformare i primi segnali di allerta in strumenti pratici per le decisioni in tempo di emergenza.
L’accordo si articola in tre filoni di lavoro complementari. Il primo riguarda il finanziamento di analisi quotidiane sulle minacce sanitarie e sulle contromisure mediche destinate al sistema Epidemic Intelligence from Open Sources (EIOS), la piattaforma che collega scienziati, governi e comunità ed è utilizzata, secondo i dati diffusi dalla Commissione, in oltre 125 Paesi e da più di 30 organizzazioni.
Il secondo filone sostiene il Collaboratory dell’OMS, che accelera l’analisi e la modellizzazione delle crisi sanitarie ed è attualmente impegnato nella risposta all’epidemia di Ebola in corso. Il terzo finanzia lo sviluppo del Decision-Support Pandemic Simulator, uno strumento pensato per aiutare i decisori a compiere scelte più rapide e informate durante una pandemia. La Commissaria per l’Uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi, Hadja Lahbib, ha dichiarato che la sanità pubblica affronta oggi “una sfida nuova: la velocità”, sottolineando che il finanziamento aiuterà a individuare le minacce sanitarie emergenti “più rapidamente e con maggiore precisione”.
Il contesto: i tagli tedeschi al polo di Berlino
L’accordo interviene in un momento delicato per l’Hub di Berlino, che dipende in larga parte dal sostegno della Germania, Paese che lo ospita dal 2021. Secondo un’inchiesta pubblicata l’8 gennaio da Health Policy Watch, il governo tedesco guidato dal cancelliere Friedrich Merz ha dimezzato per il 2026 i finanziamenti al polo pandemico, portandoli da 30 a 15 milioni di euro annui, nell’ambito di una più ampia riduzione della spesa per la cooperazione sanitaria internazionale a favore del bilancio della difesa. Il taglio ha già comportato la sospensione di alcuni progetti con il Robert Koch Institute e la Charité di Berlino, i due partner scientifici storici dell’Hub.
Chikwe Ihekweazu, direttore esecutivo del programma OMS per le emergenze sanitarie, ha dichiarato a Health Policy Watch che, in queste condizioni di bilancio, il sistema EIOS potrà operare nel 2026 solo a un “livello minimo di funzionamento”, pur escludendo tagli al personale nel breve termine. La stessa OMS ha indicato la Commissione europea tra i partner finanziari e tecnici su cui conta per mantenere operativo il sistema. Il contributo firmato il 24 luglio si inserisce quindi in un quadro di finanziamento internazionale della sorveglianza pandemica reso più fragile anche dal ritiro di altri grandi donatori, a partire dagli Stati Uniti, come rilevato dalle Nazioni Unite in occasione dell’Assemblea mondiale della sanità di maggio.
L’epidemia di Ebola in corso e il ruolo del Collaboratory
Il riferimento della Commissione al sostegno del Collaboratory alla risposta all’Ebola riguarda l’epidemia da virus Ebola Bundibugyo in corso dal maggio 2026 nella Repubblica democratica del Congo e in Uganda, dichiarata dall’OMS emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale il 16 maggio. Si tratta di un ceppo per il quale non esistono ancora vaccini o trattamenti approvati, e per il quale sono in corso le prime sperimentazioni cliniche. La Commissione ha inoltre attivato il Comitato per la sicurezza sanitaria dell’Unione, che dal 19 maggio coordina la risposta europea all’emergenza, pur classificando come molto basso il rischio per il territorio dell’Unione.
In questo contesto, il Collaboratory dell’OMS mette a disposizione dei governi e degli operatori sanitari modelli e analisi utili a orientare le strategie di contenimento, un lavoro che l’accordo con Bruxelles contribuirà a finanziare negli anni a venire. La cooperazione tra la Commissione e l’Hub di Berlino risale al dicembre 2022, quando le due parti avviarono un primo partenariato da 15 milioni di euro, di cui 4 milioni destinati proprio al rafforzamento dell’intelligence epidemica e pandemica tramite l’Hub. L’accordo firmato il 24 luglio, secondo quanto precisato dalla Commissione, rinnova e prosegue quella collaborazione.

