Venerdì 24 luglio la Commissione europea ha erogato 1,5 miliardi di euro in Assistenza Macrofinanziaria (AMF) all’Egitto. Si tratta della seconda delle tre tranche previste nell’ambito dell’attuale programma di AMF da 4 miliardi di euro destinato al Paese, secondo quanto riportato dalla Commissione Europea.

Con assistenza macrofinanziaria si intende una forma di aiuto finanziario fornita dall’UE ai paesi partner che si trovano ad affrontare una crisi della bilancia dei pagamenti ed è un aiuto  di natura eccezionale, mobilitato caso per caso. Il suo obiettivo è ripristinare una situazione finanziaria esterna sostenibile, incoraggiando al contempo aggiustamenti economici e riforme strutturali.

L’AFM è inteso esclusivamente come complemento ai finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale (FMI).

L’aiuto all’Egitto

Il 17 marzo 2024, l’UE e l’Egitto hanno concordato di approfondire le loro relazioni attraverso un partenariato strategico e globale per la prosperità, la stabilità e la sicurezza condivise, basato su interessi comuni e fiducia reciproca e che si fonda sull’agenda positiva già esistente nelle relazioni UE-Egitto. “Il partenariato strategico e globale copre aree specifiche di cooperazione e la sua attuazione libererà il pieno potenziale delle relazioni UE-Egitto” si legge sul sito della Commissione.

Alla base della partnership vi è un pacchetto finanziario di 7,4 miliardi di euro, costituito da sostegno a breve e lungo termine per le necessarie riforme macroeconomiche, fiscali e socio-economiche. Questo sostegno finanziario aiuterà l’Egitto a coprire parte del suo fabbisogno finanziario corrente, a preservare la stabilità macroeconomica e a sostenere l’attuazione del suo programma di riforme economiche in corso. Inoltre, esso contribuirà a promuovere i progressi nell’agenda di riforme economiche del Paese, in concomitanza con il programma in corso del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Tale assistenza aiuterà ad alleviare la pressione sulle finanze esterne dell’Egitto, dovuta anche alle conseguenze dell’attuale situazione nel Medio Oriente.

A marzo 2024 la Commissione ha proposto l’erogazione di fino a 5 miliardi di euro in prestiti nell’ambito del pacchetto da 7,4 miliardi. Il contributo comprende un’operazione a breve termine da 1 miliardo di euro in un’unica soluzione e un’operazione ordinaria da 4 miliardi suddivisa in tre tranche. La prima tranche da 1 miliardo di euro è stata erogata a gennaio 2026. Dalla sua firma, l’UE e l’Egitto hanno compiuto buoni progressi nell’attuazione del Partenariato attraverso i suoi sei pilastri chiave: relazioni politiche, stabilità economica, commercio e investimenti, migrazione e mobilità, sicurezza e difesa, demografia e capitale umano.

Il primo vertice in assoluto UE-Egitto, tenutosi a ottobre 2025, ha elevato le relazioni con l’Egitto quale partner chiave e strategico e ha dato impulso all’attuazione del partenariato con la firma di accordi cruciali.

L’erogazione delle tranche è condizionato. Nella sua valutazione, la Commissione ha concluso che l’Egitto ha soddisfatto tutte le condizioni per questa tranche: ha rispettato le condizioni di politica economica concordate con l’UE; ha compiuto passi concreti e credibili verso meccanismi democratici efficaci, tra cui un sistema parlamentare pluripartitico, la salvaguardia dello stato di diritto e il rispetto dei diritti umani e ha mantenuto il programma del FMI. Per quanto riguarda le condizioni di politica economica, l’Egitto ha attuato riforme economiche volte a rafforzare la stabilità e la resilienza macroeconomica, compresi miglioramenti nella gestione delle finanze pubbliche e nel funzionamento del mercato dei cambi. Ha inoltre compiuto progressi nel miglioramento dell’ambiente imprenditoriale e della competitività, in particolare rafforzando la governance delle imprese statali e facendo avanzare la digitalizzazione dei servizi pubblici. Ulteriori progressi sono stati fatti anche nel sostenere la transizione verde, compresi i settori della gestione idrica e dell’energia.

Le critiche

Stando a quanto affermato dallo Human Rights Watch in occasione del summit dell’ottobre 2025, dall’annuncio del Partenariato Strategico e Globale tra UE ed Egitto, “le politiche delle autorità egiziane di repressione sistematica e continua intolleranza verso il dissenso pacifico, così come le violazioni dei diritti economici e sociali degli egiziani, sono proseguite senza alcuna seria correzione di rotta”. “I leader dell’UE non dovrebbero ignorare le numerose violazioni dei diritti umani che il popolo egiziano subisce sotto il governo di Sisi”, ha dichiarato Claudio Francavilla, vicedirettore per l’UE di Human Rights Watch.

Secondo Eunews, dal 2014, anno dell’ascesa al potere del presidente Abdel Fattah al-Sisi dopo il colpo di Stato militare che portò alla destituzione del presidente Mohamed Morsi, il Paese è stato più volte accusato di aver progressivamente ridotto gli spazi democratici. Le autorità egiziane respingono le accuse e sostengono che le misure adottate siano necessarie per garantire stabilità e sicurezza nazionale. Tuttavia, sono state numerose le voci della società civile che si sono opposte al partenariato poiché “nonostante gli impegni presi, sia da parte dell’Unione europea che da parte dell’Egitto, a promuovere il rispetto dei diritti umani come parte integrante del loro accordo, i leader europei hanno completamente trascurato la terribile situazione dei diritti umani nel paese, incoraggiando di fatto il governo egiziano a continuare a commettere violazioni senza temere conseguenze”, secondo quanto dichiarato da Eve Geddie, direttrice dell’Ufficio Istituzioni europee di Amnesty International, in occasione del Consiglio di associazione tra l’Unione europea e l’Egitto tenutosi nel gennaio 2024.

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