Ágnes Forsthoffer, presidente dell’Assemblea nazionale ungherese, assumerà temporaneamente le funzioni di capo dello Stato dopo l’entrata in vigore delle modifiche costituzionali che prevedono la cessazione anticipata del mandato del presidente Tamás Sulyok.
Forsthoffer ha annunciato la decisione con un messaggio pubblicato su Facebook, ricordando che il mandato presidenziale di Sulyok scade formalmente oggi, lunedì 20 luglio. Fino all’elezione del nuovo presidente da parte del Parlamento, sarà il presidente dell’Assemblea nazionale ad assumere le funzioni previste dalla Costituzione.
Ha inoltre assicurato che svolgerà l’incarico “nel rispetto della Legge fondamentale e dell’ordine costituzionale ungherese”, agendo con dignità, imparzialità e nell’interesse del Paese. Durante questo periodo sospenderà l’esercizio delle proprie prerogative come deputata.
Per garantire la continuità dei lavori parlamentari, Forsthoffer ha proposto che la vicepresidente dell’Assemblea, Anikó Hallerné Nagy, assuma temporaneamente le funzioni di presidente del Parlamento.
Il presidente firma la legge che pone fine al proprio mandato
Il 18 luglio il presidente Tamás Sulyok ha promulgato, con un videomessaggio, il diciassettesimo emendamento alla Legge fondamentale, nonostante il testo prevedesse esplicitamente la conclusione anticipata del suo stesso mandato.
Il pacchetto di riforme era stato approvato dal Parlamento, dove il partito Tisza del primo ministro Péter Magyar dispone di una maggioranza qualificata dei due terzi dopo la netta vittoria alle elezioni di aprile. Sulyok aveva cinque giorni di tempo per promulgare o rinviare la legge; il termine è scaduto sabato 18 luglio.
Nel suo intervento, il presidente ha ribadito il proprio rispetto per lo Stato di diritto, definendo la riforma una “questione nazionale cruciale”, superiore agli interessi personali o di partito.
Ha spiegato che, dal punto di vista costituzionale, aveva soltanto due possibilità: adempiere al proprio dovere promulgando la legge oppure violare la Costituzione rifiutandosi di farlo. Ha quindi affermato di aver firmato il testo “dopo aver attentamente valutato le opzioni giuridiche e la propria coscienza”, definendo l’atto il momento conclusivo del suo mandato e un gesto di rispetto verso l’istituzione presidenziale.
Il contesto politico e la riforma costituzionale
Le modifiche costituzionali non riguardano soltanto la cessazione anticipata del mandato presidenziale, ma introducono anche una serie di cambiamenti istituzionali.
Viene ripristinato il limite di età di 70 anni per i giudici della Corte costituzionale, con la conseguente cessazione del mandato di quattro giudici entro circa due mesi; si introduce un limite massimo di tre mandati parlamentari per i membri dell’Assemblea nazionale; le materie per le quali è richiesta una maggioranza qualificata dei due terzi per l’approvazione delle leggi sono numericamente ridotte.
Le misure fanno parte di un più ampio programma di riforme istituzionali promosso dal nuovo governo. Péter Magyar, leader del partito Tisza e primo ministro dopo aver posto fine al lungo governo di Viktor Orbán con la vittoria elettorale del 2026, aveva promesso in campagna elettorale di rimuovere gli esponenti istituzionali considerati “fedelissimi” o nominati dal precedente esecutivo, citando esplicitamente anche Tamás Sulyok.
Sulyok era stato eletto presidente della Repubblica nel marzo 2024, dopo le dimissioni di Katalin Novák, con un mandato originariamente destinato a concludersi nel 2029.
Magyar aveva presentato il disegno di legge costituzionale il 4 luglio. L’ex primo ministro Viktor Orbán aveva invitato i suoi sostenitori a manifestare contro la rimozione del presidente, ma le proteste non hanno raccolto un ampio consenso popolare.
Il Parlamento dovrebbe ora procedere all’elezione del nuovo capo dello Stato. Fino a quel momento Ágnes Forsthoffer eserciterà le funzioni presidenziali ad interim, garantendo la continuità istituzionale.
La vicenda rappresenta uno dei passaggi più significativi della fase di transizione politica e delle riforme istituzionali avviate in Ungheria dopo il cambio di maggioranza parlamentare.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

