Il ministro della Difesa polacco Władysław Kosiniak-Kamysz ha annunciato domenica di aver disposto, dopo essersi consultato con il premier Donald Tusk, la declassificazione dell’intero elenco delle donazioni militari fornite dalla Polonia all’Ucraina tra il 2022 e il 2026. L’annuncio segue le accuse, avanzate da esponenti dell’opposizione di destra, secondo cui Varsavia avrebbe trasferito segretamente a Kyiv missili intercettori PAC-3 per i sistemi di difesa aerea Patriot. Il governo non ha confermato l’esistenza di tale trasferimento.
A sollevare il caso è stato sabato Krzysztof Bosak, co-leader del partito di estrema destra Confederazione, secondo cui l’esecutivo avrebbe consegnato gli intercettori all’Ucraina nel mese di marzo senza informare il parlamento. Bosak ha sostenuto che i missili erano stati acquistati dagli Stati Uniti per rafforzare il sistema di difesa aerea a più livelli della Polonia e che rappresentavano l’unica arma delle forze armate polacche in grado di intercettare i missili balistici russi Iskander. I PAC-3, prodotti dal gruppo statunitense Lockheed Martin, sono tra gli intercettori più avanzati al mondo, progettati per contrastare missili balistici e altre minacce aeree di alto livello.
Anche Mariusz Błaszczak, deputato del partito di opposizione Diritto e Giustizia (PiS) ed ex ministro della Difesa, ha chiesto chiarimenti immediati e dettagliati, sostenendo che i PAC-3 costituiscono un elemento chiave della difesa aerea polacca.
La replica del governo
Kosiniak-Kamysz ha precisato che le donazioni militari a Kyiv erano iniziate sotto il precedente governo guidato dal PiS, quando lo stesso Błaszczak ricopriva la carica di ministro della Difesa. Il ministro ha inoltre annunciato di aver incaricato il servizio di controspionaggio militare polacco di indagare su chi abbia tentato di divulgare segreti di Stato. Su X, Kosiniak-Kamysz ha scritto: “Operiamo in condizioni di guerra vicino al nostro confine, e ogni azione contro l’interesse nazionale della Polonia mette a rischio la sicurezza dei cittadini polacchi”.
La Polonia è stata tra i principali sostenitori militari e politici dell’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala nel 2022, sebbene entità e tempistiche di alcuni trasferimenti di armamenti siano rimaste finora classificate per motivi di sicurezza.
La corsa ai missili PAC-3
Varsavia ha costruito un pilastro centrale della propria difesa aerea attorno al sistema Patriot, con due batterie già operative e altre sei ordinate agli Stati Uniti nell’ambito di un programma di ammodernamento multimiliardario. La domanda globale di intercettori PAC-3 era già elevata prima dell’entrata in guerra degli Stati Uniti contro l’Iran a fine febbraio, conflitto che ha ulteriormente eroso le scorte occidentali di missili, ampiamente utilizzati dalle forze statunitensi e dagli alleati del Golfo contro gli attacchi missilistici e con droni iraniani.
Kyiv ha più volte sollecitato gli alleati a fornire un numero maggiore di questi intercettori, la cui scarsità ha reso più difficile per l’Ucraina difendersi dagli attacchi russi con missili balistici e ipersonici, tra le armi più complesse da intercettare. Lockheed Martin ha concordato all’inizio dell’anno, in un’intesa da 4,7 miliardi di dollari con il Pentagono, di portare la produzione annua di PAC-3 da 650 a 2.000 unità entro il 2033.
L’esclusione di Karol Nawrocki dalla Conferenza di Danzica aggrava la crisi tra Polonia e Ucraina
Le tensioni tra Varsavia e Kyiv
Le accuse sul presunto trasferimento segreto arrivano in un momento di forte tensione diplomatica tra Polonia e Ucraina. A maggio il presidente Volodymyr Zelensky ha intitolato un’unità delle forze speciali all’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), formazione nazionalista attiva durante la Seconda guerra mondiale che Varsavia associa ai massacri di decine di migliaia di civili polacchi in Volinia nel 1943, riconosciuti dalla Polonia come genocidio. In Ucraina l’UPA è invece considerata parte della lotta per l’indipendenza nazionale e della resistenza al dominio sovietico. Il presidente polacco Karol Nawrocki ha reagito alla decisione revocando a Zelensky l’Ordine dell’Aquila Bianca, la più alta onorificenza polacca, che il leader ucraino ha successivamente restituito.
Il premier Tusk ha dichiarato venerdì che Varsavia sarà “prudente” riguardo a ulteriori impegni finanziari verso l’Ucraina, sottolineando la necessità per la Polonia di dare priorità alla protezione del confine orientale dell’Unione Europea.

