Uno scandalo nato dalle rivelazioni secondo cui il direttore della compagnia statale moldava per la navigazione aerea avrebbe falsificato parte del proprio curriculum si è trasformato in una delle più gravi crisi di governance affrontate dalla leadership filo-europea del Paese. La vicenda ha provocato una serie di dimissioni e sollevato interrogativi sull’assunzione della cugina della presidente Maia Sandu in un’azienda pubblica.
Nel giro di due settimane, il caso legato a MoldATSA, l’ente responsabile della gestione del traffico aereo in Moldavia, ha innescato un effetto domino di dimissioni, riaperto il tema delle nomine e dei compensi nelle aziende statali e portato sotto esame un contratto di consulenza finanziato dall’Unione che coinvolgeva una parente della presidente Sandu.
La vicenda arriva in un momento delicato per Chișinău, impegnata a dimostrare che le riforme amministrative e della governance pubblica procedono di pari passo con l’obiettivo di adesione all’Unione europea.
L’inchiesta e le prime conseguenze politiche
Lo scandalo è esploso dopo un’inchiesta del giornale investigativo Ziarul de Gardă, secondo cui il direttore di MoldATSA, Dumitru Vangheli, avrebbe inserito informazioni false nel curriculum presentato per ottenere l’incarico nel 2025.
Secondo l’inchiesta, Vangheli avrebbe dichiarato falsamente di possedere una licenza di pilota in Canada e di aver lavorato come pilota commerciale per Air Canada. L’indagine sostiene che documenti ottenuti dalla compagnia smentirebbero entrambe le affermazioni. Il direttore avrebbe inoltre percepito uno dei salari più alti del settore pubblico moldavo, pari a circa 110.000 lei moldavi al mese.
Dopo le rivelazioni, Vangheli è stato prima sospeso e poi licenziato, ma la vicenda si è rapidamente estesa oltre la dirigenza dell’azienda.
L’agenzia investigativa RISE Moldova ha poi rivelato che Anastasia Taburceanu, specialista in comunicazione e cugina della presidente Maia Sandu, era stata assunta da MoldATSA senza concorso pubblico durante la gestione Vangheli.
Secondo l’inchiesta, Taburceanu avrebbe ricevuto oltre un milione di lei in meno di un anno, con uno stipendio mensile che nel 2026 avrebbe raggiunto circa 120.000 lei.
Il 23 giugno Taburceanu ha annunciato le proprie dimissioni e ha dichiarato che avrebbe restituito il denaro percepito dall’azienda. Ha spiegato di essere stata contattata da MoldATSA per un incarico nel settore della comunicazione, di aver inizialmente cercato di proporre un’altra persona e di aver poi accettato dopo ulteriori discussioni.
La presidente Maia Sandu ha dichiarato di essere venuta a conoscenza del caso attraverso i media e ha negato ogni coinvolgimento nelle nomine, chiedendo al tempo stesso chiarimenti sugli stipendi considerati anomali all’interno dell’azienda statale.
Nuove dimissioni e crisi istituzionale
Lo scandalo si è poi allargato all’intero governo. Il 29 giugno il deputato Radu Marian si è dimesso dalla presidenza della commissione parlamentare per Economia, Bilancio e Finanze, pur mantenendo il seggio in Parlamento. In una dichiarazione pubblica ha ammesso di aver raccomandato Vangheli per l’incarico perché lo conosceva fin dall’infanzia, definendo la scelta un errore e dimettendosi per tutelare la reputazione del partito di governo.
Lo stesso giorno anche Roman Cojuhari, direttore dell’agenzia per la Proprietà pubblica, ha lasciato l’incarico. Il primo ministro Alexandru Munteanu ha inoltre annunciato il licenziamento di due membri dell’organo di controllo della presidenza del governo e una riorganizzazione profonda dell’agenzia per la Proprietà pubblica, parlando di troppe criticità nella supervisione delle imprese statali.
Il nodo dei fondi europei
La polemica si è ulteriormente intensificata dopo la diffusione di informazioni secondo cui Taburceanu avrebbe lavorato anche per una squadra di riforma finanziata dall’Unione europea e gestita attraverso la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.
Il contratto, attivo tra il 2024 e il 2026, prevedeva servizi di comunicazione per la Segreteria di Stato e l’ufficio del primo ministro. Secondo le ricostruzioni, la consulente avrebbe percepito circa 4.000 euro al mese da questo incarico, oltre ai compensi ricevuti da MoldATSA. Il governo moldavo ha confermato la collaborazione ma ha precisato di non essere parte del contratto e di non conoscere i dettagli finanziari dell’accordo.
La delegazione dell’Unione europea in Moldova ha confermato la partecipazione della consulente al progetto e ha comunicato che si è dimessa a giugno, aggiungendo che la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo sta valutando l’attuazione del contratto e che la Commissione europea deciderà eventuali ulteriori misure dopo la verifica.
Perché MoldATSA è importante
Sebbene poco conosciuta fuori dal Paese, MoldATSA svolge un ruolo strategico nella gestione del traffico aereo civile e nella sicurezza dello spazio aereo moldavo. L’azienda si finanzia attraverso tariffe pagate dalle compagnie aeree, costi che si riflettono poi sui biglietti dei passeggeri.
Secondo l’ex membro del consiglio Oleg Tofilat, i ricavi sono aumentati significativamente dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, quando la chiusura dello spazio aereo ucraino ha deviato parte del traffico sulla Moldova. Tofilat ha però sottolineato che questo miglioramento dipende soprattutto da fattori geopolitici, più che da una migliore gestione aziendale.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

