La Germania dovrebbe porre fine al boicottaggio di petrolio e gas russi per rilanciare un’economia in difficoltà, ha dichiarato Alice Weidel, leader del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD), a Reuters, illustrando le ambizioni del movimento di guidare un governo nazionale.

Weidel ha affermato che l’AfD può vincere due importanti elezioni regionali nei prossimi mesi, descrivendole come tappe fondamentali verso l’obiettivo di conquistare la cancelleria tedesca già nelle prossime elezioni federali previste entro il 2029.

“L’energia a basso costo proveniente dalla Russia era il segreto del successo del Made in Germany. Dobbiamo riaverla”, ha dichiarato Weidel. “La perdita di questa energia ci ha fatto arretrare di anni. Centinaia di migliaia di posti di lavoro sono andati persi. Ci ha reso dipendenti dagli Stati Uniti, che ci vendono energia a prezzi molto più elevati”.

Tuttavia, la Commissione ha chiarito che è al momento “impossibile” che Bruxelles riprenda le importazioni di gas russo. Rispondendo alle domande di giornalisti durante il briefing di mezzogiorno a Palazzo Berlaymont, la portavoce della Commissione per l’Energia, Anna-Kaisa Itkonen, ha sottolineato in modo netto: “Riprendere le importazioni di gas russo nell’Unione Europea? No, è impossibile. Abbiamo in vigore la legislazione RePowerEU”. La portavoce UE ha inoltre aggiunto che “questo mese è stato raggiunto un altro importante traguardo: è entrato in vigore il divieto di trasporto del gas tramite gasdotto con contratti a breve termine”. “Le fasi successive – ha sottolineato – si svolgeranno rispettivamente a gennaio e settembre del prossimo anno”.

Le elezioni viste come “tappe decisive”

Prima delle sanzioni imposte alla Russia dopo l’invasione in Ucraina nel 2022, Mosca forniva oltre un terzo del petrolio greggio importato dalla Germania e più della metà del suo gas naturale.

La Germania ha inoltre faticato a riprendersi dallo shock causato dalla chiusura del gasdotto sottomarino Nord Stream, un’infrastruttura fondamentale danneggiata dalle esplosioni del settembre 2022.

L’industria tedesca, colpita dall’impennata dei costi energetici che ne è seguita, continua a trovarsi in difficoltà. Ad aggravare il quadro, il colosso automobilistico Volkswagen sta valutando il taglio di fino a 100.000 posti di lavoro.

Le dichiarazioni di Weidel evidenziano la possibile fragilità dell’alleanza occidentale che sostiene il supporto all’Ucraina. Sebbene l’attuale governo tedesco continui a sostenere Kyiv, l’opinione pubblica del Paese appare più divisa.

Weidel ha rilasciato queste dichiarazioni in vista delle elezioni di settembre in due importanti Länder della Germania orientale, Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania Anteriore, dove l’AfD è in testa nei sondaggi.

Se il partito riuscisse a ottenere il controllo di questi governi regionali, potrebbe mettere in discussione la politica migratoria di Berlino, ritenuta troppo permissiva, opponendosi inoltre agli oneri finanziari che ricadono sulle amministrazioni locali.

Una vittoria dell’AfD in queste regioni metterebbe in discussione il modello politico tedesco basato su governi di coalizione e consenso, offrendo potenzialmente al partito un trampolino verso il governo nazionale.

“Sassonia-Anhalt e Meclemburgo-Pomerania Anteriore sono tappe decisive”, ha dichiarato Weidel. “Se vinciamo in Sassonia-Anhalt, probabilmente seguirà il Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Posso immaginare l’AfD alla cancelleria già alle prossime elezioni o a quelle successive”.

Per i partiti politici tradizionali, come la CDU del cancelliere Friedrich Merz, che hanno escluso ogni collaborazione con l’AfD, una vittoria del partito di estrema destra in Sassonia-Anhalt rappresenterebbe un duro colpo alla barriera politica – il cosiddetto “cordone sanitario” – costruita per impedire all’AfD di arrivare al potere.

Il tema dei costi energetici e la prospettiva di un ritorno a un’energia russa più economica potrebbero convincere nuovi elettori.

Il rapporto della Germania con la Russia ha un peso particolare nell’Est del Paese, che rimase sotto il controllo sovietico fino alla caduta del Muro di Berlino oltre 35 anni fa. Molti cittadini dell’area mantengono un atteggiamento più favorevole verso Mosca e una visione critica degli Stati Uniti, considerati il principale garante militare della Germania.

“Non cambieremo tutto da cima a fondo”

Le dichiarazioni di Weidel sulla Russia arrivano dopo una visita in Russia avvenuta all’inizio del mese da parte di Markus Frohnmaier, esponente di rilievo dell’AfD. Durante il viaggio ha incontrato Alexei Miller, amministratore delegato del colosso energetico russo Gazprom, e ha chiesto la riapertura del gasdotto Nord Stream.

Frohnmaier ha respinto le critiche alla sua visita, affermando di essere a conoscenza del fatto che investitori statunitensi starebbero valutando la riapertura della rotta del Nord Stream verso la Germania, una possibilità che potrebbe consentire a Berlino di acquistare gas russo pagando una tariffa.

“Dobbiamo fare attenzione in Germania a non perdere l’opportunità di tornare sul mercato russo”, ha dichiarato a Reuters. “Il signor Miller ha detto che sarebbero necessari tre mesi per ripristinare le forniture di gas”.

Roderich Kiesewetter, deputato della CDU di Merz, ha affermato che la posizione filorussa dell’AfD sta alterando il dibattito pubblico tedesco. “La romanticizzazione della Russia viene utilizzata dall’AfD, soprattutto in vista delle prossime elezioni nella Germania orientale”, ha dichiarato.

Weidel ha respinto le accuse secondo cui il suo partito sarebbe estremista, nonostante la classificazione ricevuta lo scorso anno dall’agenzia di intelligence interna tedesca.

“Il modo in cui vediamo noi stessi e il modo in cui ci giudicano i nostri rivali politici sono distanti anni luce”, ha affermato. “Le persone ci descrivono come un partito di estrema destra. In realtà, siamo un partito per le persone comuni. Non cambieremo tutto da cima a fondo se arriveremo al potere”.

Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su EUAlive disponibile qui.

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