La Commissione europea ha comunicato ad Amazon e Microsoft la propria valutazione preliminare secondo cui i rispettivi servizi di cloud computing, Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure, dovrebbero essere designati come “gatekeeper” ai sensi del Digital Markets Act (DMA), la normativa UE che disciplina il potere dei grandi gruppi digitali.

Secondo l’esecutivo, AWS e Azure rappresentano rispettivamente il primo e il secondo fornitore di servizi cloud nell’Unione europea e costituiscono un punto di accesso fondamentale tra le imprese e i loro clienti finali. Questa conclusione vale anche se, dal punto di vista puramente numerico, le due società non raggiungono le soglie quantitative fissate dal DMA per la designazione automatica come gatekeeper.

Amazon e Microsoft sono già state designate come gatekeeper – ossia grandi colossi tecnologici  che detengono un potere di mercato tale da dominare l’accesso ai servizi digitali – per altri servizi, un precedente che secondo la Commissione conferma il loro peso significativo sul mercato interno europeo. AWS e Azure avrebbero, infatti, raggiunto un fatturato rilevante: le stime mostrano come nel 2025 il fatturato di AWS nell’Unione europea sia ammontato a una cifra fra i 25 e i 35 miliardi di dollari, e quello di Azure fra 20 e 30 miliardi – coprendo, di fatto, un terzo del fatturato totale.

Un ruolo decisivo, secondo Bruxelles, lo gioca anche l’intelligenza artificiale: i portafogli di strumenti e le partnership in ambito AI dei due gruppi sarebbero diventati un fattore chiave nelle scelte di approvvigionamento cloud delle aziende. Pur in un contesto in cui la domanda di servizi cloud legati all’AI è in forte crescita, AWS e Azure tenderebbero a trattenere buona parte di questa domanda aggiuntiva all’interno dei propri ecosistemi, consolidando così la propria posizione.

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“In Europa dipendiamo sempre più dai servizi di cloud computing” ha dichiarato la Vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, equa e competitiva, Teresa Ribera. “L’importanza di questi servizi è destinata a crescere ulteriormente; per questo è essenziale garantire un mercato efficiente e competitivo, nonché condizioni di parità per tutti i fornitori di servizi cloud” ha aggiunto.

Il cloud come infrastruttura strategica

Il cloud computing è considerato dalla Commissione una risorsa sempre più centrale per l’economia europea, non solo per i servizi digitali ma anche per settori come manifattura, retail, sanità e servizi finanziari, oltre a costituire l’infrastruttura di base per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il DMA, in vigore da alcuni anni, ha l’obiettivo di garantire mercati digitali equi e contendibili, individuando le grandi piattaforme che fungono da gateway tra imprese e utenti e imponendo loro una serie di obblighi e divieti.

Le indagini di mercato su Amazon e Microsoft erano state aperte il 18 novembre 2025, nel corso delle quali la Commissione ha raccolto le posizioni di utenti business, concorrenti e altri soggetti interessati. Il regolamento consente a Bruxelles di designare come “gatekeeper” anche operatori che non superano le soglie quantitative, qualora abbiano un impatto significativo sul mercato interno, offrano un servizio che costituisce un gateway importante per le imprese verso gli utenti finali, oppure occupino una posizione di mercato consolidata e duratura. Tra gli elementi valutati dalla Commissione figurano le dimensioni dell’operatore, il numero di utenti, gli effetti di rete, gli effetti di scala, i costi di switching e la struttura societaria, compresa l’integrazione verticale.

Lo stesso giorno, la Commissione ha avviato anche una terza indagine, separata, per verificare se gli attuali obblighi previsti dal DMA siano efficaci nel contrastare pratiche anticoncorrenziali o sleali nel settore del cloud.

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“I servizi cloud sono diventati un pilastro dell’economia europea con oltre la metà delle imprese dell’UE che oggi ne fa uso, a cui si aggiungono investimenti record nelle infrastrutture di cloud pubblico” ha detto Henna Virkkunen, vicepresidente esecutivo per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. “Dato il loro ruolo centrale nel futuro digitale dell’Europa, questi servizi devono operare in mercati equi, aperti e competitivi che favoriscano la fiducia e garantiscano la sovranità tecnologica dell’Europa”.

Ora la palla passa alle due aziende americane che potranno esercitare il proprio diritto di difesa, anche consultando il fascicolo istruttorio della Commissione e presentando osservazioni scritte in risposta alle valutazioni preliminari.

Se le conclusioni preliminari venissero confermate, la Commissione adotterà decisioni formali di designazione di Amazon e Microsoft come gatekeeper per i rispettivi servizi cloud. In tal caso, le due aziende avrebbero sei mesi di tempo per garantire la piena conformità dei servizi designati agli obblighi previsti dal DMA.

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