Nel suo incontro alla Casa Bianca con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha cercato di stemperare le tensioni, fornendo numeri non solo sull’aumento delle spese dedicate alla difesa, ma anche sui velivoli USA impegnati nelle operazioni sull’Iran autorizzati a decollare dalle basi in Europa.

L’ex premier olandese noto per il suo stretto rapporto con Trump è giunto in visita a Washington a due settimane dal vertice NATO in programma ad Ankara dal 7 all’8 luglio e dopo la serie di durissime critiche espresse da Trump nei confronti dei propri alleati europei accusati di non aver sostenuto la guerra contro l’Iran e di non spendere a sufficienza nel rafforzamento della propria difesa.

Rutte si trovava negli Stati Uniti, mentre Berlino ospitava la riunione dei leader del gruppo E5 (Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito) in cui è stata espressa la “ferma determinazione a costruire un’Europa più forte all’interno di una NATO più forte e a perseguire le rispettive iniziative industriali nel campo della difesa nella più stretta cooperazione possibile”.

Trump, da tempo critico nei confronti della NATO e che ha definito l’alleanza una “tigre di carta”, si è infuriato per il rifiuto degli alleati di sostenere gli Stati Uniti nel conflitto mediorientale o di contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz dopo l’attacco israelo-americano all’Iran del 28 febbraio, che ha interrotto l’importante rotta di trasporto del petrolio.

Come già avvenuto in altre occasioni, il segretario generale della NATO ha fatto di tutto per compiacere l’irritabile inquilino della Casa Bianca, utilizzando grafici di cartone per mostrare l’impegno dei Paesi NATO nell’aumentare le spese per la difesa già a partire dal primo mandato di Donald Trump.

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Rutte ha evidenziato i piani della Germania di raddoppiare la spesa per la difesa tra il 2021 e il 2029 e altri significativi aumenti previsti da Paesi Bassi, Polonia, Stati nordici e Paesi baltici. “È una situazione un po’ variegata, ma la maggior parte di loro lo faceva già, e l’alleanza è molto più forte grazie a quest’uomo”, ha detto Rutte.

In una mossa che ha comportato una serie di critiche nei Paesi UE, Rutte ha anche confermato quanto aveva già rivelato in un’intervista a Fox News, ovvero che migliaia di aerei statunitensi sarebbero decollati da basi in Europa durante la guerra (di cui 500 solamente dalle basi in Italia), indicando tale cooperazione come segno del sostegno degli alleati.

Le dichiarazioni di Rutte hanno messo in difficoltà il governo italiano, la cui premier Giorgia Meloni – in passato molto vicina a Trump – è stata presa di mira dopo il G7 dal tycoon portando i rapporti tra Roma e Washington vicini a una crisi diplomatica. Il ministero della Difesa italiano ha respinto le dichiarazioni di Rutte, affermando che Roma aveva autorizzato solo voli tecnici e logistici.

“So che ci sono stati casi isolati che vi hanno profondamente deluso, ma in generale i vostri alleati europei sono stati presenti”, ha affermato Rutte cercando di convincere Trump, che però è apparso poco convinto, interrompendo a tratti Rutte per dissentire, pur elogiandone la leadership.

“Avete fatto davvero un ottimo lavoro, e credo che se qualcun altro si fosse trovato in quella posizione, a dire il vero, non ci staremmo nemmeno incontrando oggi, perché saremmo rimasti delusi”, ha detto Trump.

L’incontro tra Rutte e Trump ha seguito quello della scorsa settimana a Bruxelles con il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, che durante la ministeriale NATO ha lanciato durissime critiche contro gli alleati che “approfittano” della situazione, annunciando una revisione semestrale del dispiegamento delle truppe statunitensi in Europa, che potrebbe portare ad alcune riduzioni delle forze americane.

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Un summit che si preannuncia complicato

La distensione che si era in qualche modo manifestata al G7 di Evian tra Trump e i principali alleati UE della NATO appare ormai un ricordo e gli ultimi attacchi del presidente USA gettano un’ombra sul vertice NATO di Ankara, con alcuni Paesi europei preoccupati che Washington possa ritirarsi completamente, una mossa che metterebbe in discussione il futuro dell’alleanza.

Parlando con i giornalisti dopo l’incontro, Rutte ha affermato che Trump era “impegnato” nella NATO, nonostante il presidente repubblicano avesse precedentemente espresso dubbi sulla sua partecipazione al vertice qualora il presidente turco Tayyip Erdogan, che considera un alleato, non lo avesse ospitato.

“Quello che abbiamo passato negli ultimi due mesi con i vari Paesi… non l’avrei accettato per la maggior parte delle persone”, ha detto Trump. Ha espresso particolare delusione nei confronti del Regno Unito, dell’Italia, della Germania e della Spagna, elogiando al contempo la Polonia.

Al vertice dello scorso anno all’Aia, i leader della NATO hanno appoggiato il forte aumento della spesa per la difesa richiesto da Trump, impegnandosi a destinare il 5% del PIL alla difesa e alle misure ad essa connesse entro un decennio. Tuttavia, mentre alcuni Paesi europei hanno incrementato notevolmente la spesa per la difesa, altri sono rimasti indietro.

[a cura di Simone Cantarini]

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